Ottobre 2018

LIBRI

LIBERI SULLA CARTA

Liberi di sognare un volo ardito

manifestazioni

(di Stefania Santoprete) Ci sono città che vantano un’inclinazione naturale per alcuni temi e luoghi che sembrano avere un karma di predestinatazione.

Rieti, città del Premio Letterario con una formula innovativa che demanda ai lettori, campione scelto in base a diverse tipologie di riferimento, il giudizio sull’efficacia di una pubblicazione e li pone a confronto diretto e critico con gli autori; Rieti del ‘Giallo al centro’ festival di letteratura Gialla e Noir con approfondimenti giornalistici e investigativi, incontri d'autore con le più prestigiose firme italiane; Rieti terra di numerosi autori e di tutela degli scritti dei propri storici, era già terreno fertile pronto ad accogliere una manifestazione come Liberi sulla Carta.

Dopo aver parlato nel precedente editoriale dei luoghi magicamente risvegliati da un letargo profondo ultimamente, quali la Rotonda di Madonna del Cuore, il Campo di Micioccoli, i Giardini del Vignola e il Foro Boario, passiamo alla scoperta del mese passato: il polo culturale di Santa Lucia. Il colpo d'occhio del primo istante non ha fatto che confermare l'efficacia di un luogo e la sua naturale destinazione. Vedere riempirsi lo spazio dinanzi all'ex monastero di Santa Lucia (oggi a ragione denominato Polo culturale di Santa Lucia) è stata una gioia per gli abitanti di quelle vie, per il numeroso pubblico (comodamente accolto) e per gli organizzatori di Liberi sulla Carta che considerano questa edizione la numero 0 di un nuovo corso con l’esordio nella nostra città. La decima edizione di Liberi sulla Carta è stata realizzata grazie al sostegno e alla collaborazione dell’Associazione Lab.3.0, del Comune di Rieti e della Fondazione Varrone, con l’impegno degli organizzatori di garantire uno spazio di cultura indipendente, libera e accessibile.

“Non è stata la bellezza della sede, non ha contato la dimensione della Città a convincerci a lasciare Farfa - ha spiegato il direttore storico Fabrizio Moscato - ma l’atteggiamento che abbiamo registrato qui. Abbiamo trovato un ‘sistema città’ accogliente e pronto a sostenere la crescita della Fiera. È questo, fra i tanti elementi, ad aver fatto la differenza: la creazione di una rete, dimostrando di volere fortemente questa manifestazione. E’ come se Rieti capisse che questa partita fosse tutta da giocare e volesse vincerla. Entrambi auspichiamo possa diventare un appuntamento importante a livello nazionale in una città che ha fame di bellezza e cultura. Filo conduttore di quest’anno è stato il coraggio, lo stesso di cui è figlia questa manifestazione, un coraggio contagioso che ha coinvolto editori, scrittori, artisti, amministratori, lettori.”

E’ la prima volta che la nostra lungimiranza viene sottolineata ed ottiene un risultato concreto rispetto alla concorrenza di un’altra città. Finora abbiamo sempre parlato di ciò che negli anni ci era stato scippato a partire da quel lontano Festival dei Due Mondi

Vuol dire molto, vuol dire riuscire a sognare ciò che potrebbe essere il futuro. Il cuore della manifestazione in centro ma allargandosi via via alle strade circostanti, spazi tematici in aree diverse, esposizione autonoma anche in quartieri limitrofi di tutto ciò che è direttamente collegato all’editoria, convegni ed incontri tra figure tecniche di riferimento, incentivazione degli spazi di gastronomia e contest nazionali. E poi… e poi lo lasciamo dire a loro, gli editori intervenuti:

Chi è l’ editore? “E’ colui che dopo aver ricevuto un manoscritto lo ritiene un’opera degna di essere stampata – ci spiegano i titolari di Dalia Edizioni -  E’ una figura di mediazione tra l’autore, o artista, e il pubblico. La sua funzione è quella di trasformare e riadattare un’opera affinché da un lato rientri all’interno della linea editoriale scelta dalla casa editrice e dall’altro possa rimanere quanto più possibile fedele all’idea originale dell’autore. Nel momento in cui quest’ultimo cede il proprio lavoro ad un editore, questi lo trasforma in un prodotto commerciale inserendolo in un circuito attraverso i distributori. Il vero imprenditore è colui che affronta tutto questo, investendo in un progetto fino ad arrivare alla fase della promozione in cui anche l’autore farà la sua parte".

Silvano e Roberta di Terni, insieme ad altri ‘ospiti’ provenienti da altre zone d’Italia, sono rimasti piacevolmente colpiti dalla nostra città. Con tutti loro abbiamo cercato una visione critica dell’edizione reatina raccogliendo suggerimenti. Si è parlato molto del pubblico, attento, competente, della differenza tra il nostro, presente per scelta, e quello occasionale legato ai flussi turistici di Farfa. Pubblico dalle grandi potenzialità - come faceva notare l’editore della Red Star Press - un po’ restio ad avventurarsi tra gli stand esercitando la propria curiosità, nel timore probabilmente di dover poi necessariamente acquistare, mentre al contrario è proprio questo il luogo deputato per interpellare, chiedere, conoscere, sfogliare. Se non l’avessimo fatto, noi ad esempio, non avremmo mai scoperto magari la ‘Coazinzola Press’ una micro attività editoriale di Riccardo Duranti di Mompeo “basata su un territorio ristretto ma sicuramente aperta al mondo e ad altre sensibilità” oltre alle locali Amarganta e Funambolo. Non avremmo potuto sfogliare le interessanti tre case editrici di promosse da Barbara ‘libraia’ romana de I trapezisti, opere in cui l’ultima pagina della storia diventa un quadro o in cui si affrontano i temi ‘scottanti’ della precoce crescita femminile trasformandoli in piacevoli storie oppure si rivisitano antiche leggende per aiutarci a capire culture lontane… A proposito dei bambini, molto apprezzati dagli editori sono stati i laboratori che li hanno coinvolti ed alcuni chiedono l’impiego della mattina del sabato ad esempio per un passaggio delle scuole, alfine di far conoscere ai più giovani il lavoro svolto. Altri invece vorrebbero in questi tre giorni avere la possibilità di assistere al mattino ad incontri di categoria e poter confrontarsi sui problemi connessi all’attività.

Davanti a noi non avevamo normali editori piuttosto coloro che faticano a promuovere i propri autori e distribuire in maniera efficace i propri libri perché schiacciati dalle maggiori case editrici che monopolizzano il sistema librario. E’ una boccata di libertà quella che si respira in questa occasione, anche ben rappresentata da alcuni ospiti intervenuti quali Federica Angeli, Paolo De Chiara, Marta Fana, per arrivare ai vip serali come Giorgio Tirabassi, Luigi Lo Cascio, Libero De Rienzo, Laura Morante, o al finalista al Premio strega Carlo D’Amicis : “Ecco, noi vorremmo che i nomi più altisonanti potessero in qualche modo ‘affiancarsi’ ai più sconosciuti. Che fossero ‘trainanti’ non soltanto nei confronti del pubblico, ma anche per questi autori meno noti. E che ognuno di noi potesse mettere in evidenza il proprio progetto editoriale".

Pienamente soddisfatto l’assessore alla cultura prof Gianfranco Formichetti raggiunto dai complimenti e ringraziamenti di molti. Con un pizzico di orgoglio ha fatto riferimento all’esperienza antesignana del ’97: la realizzazione per due anni di un Festival della piccola Editoria che, non avendo più spazi in quelli che poi sarebbero diventati la biblioteca e il museo civico, si spostò a Roma, dove oggi è diventata la Fiera nazionale della piccola e media editoria presente all’Eur ogni anno.

Sia Formichetti che Moscato avevano un modello a cui guardare con molto interesse, il Festivaletteratura di Mantova, un appuntamento all’insegna del divertimento culturale: una cinque giorni di incontri, laboratori, percorsi tematici, concerti e spettacoli con narratori e poeti di fama internazionale, saggisti, artisti e scienziati provenienti da tutto il mondo. Qualcuno li ha rimproverati di volare troppo in alto, ma se si hanno buone ali le altezze non debbono spaventarci. Solo aspirando al massimo si può raggiungere un buon grado di soddisfazione e di professionalità.

LSC VISTO DA DENTRO
(di Domenico Di Cesare)  Non si scrive senza fatica, ma la quasi totalità degli autori lo fa senza riceverne denaro e l'unica ricompensa che conta è quella per cui le proprie opere siano viste e lette, e con un po' di fortuna anche lodate. Stesso dicasi per i volontari, che si sentono gratificati nel riconoscimento del buon lavoro fatto e, come è accaduto sul palco centrale nel polo culturale di Santa Lucia, anche applauditi dal pubblico presente. Di quanto sopra mi sono reso conto in presa diretta, del festival ho vissuto nella doppia veste di autore/volontario, il prima, il durante e il dopo, e visto dal di dentro, in entrambi i ruoli sono rimasto sorpreso in positivo.

Da volontario ho potuto verificare sul campo di quante motivazioni spingano i collaboratori a fare bene e a motivarsi l'uno con l'altro per la riuscita dell'evento, forse, aiutati dalla macchina già rodata della pluriennale esperienza degli organizzatori, coadiuvati dalle molte new-entry reatine, che hanno fatto la loro parte, a cominciare dalla logistica per finire al volantinaggio.

Da autore torno a quanto scritto in principio, confermando che mi sono trovato di fronte a decine di persone che avevano già letto il libro o che ne scoprivano l'esistenza al momento, ma comunque tutti curiosi di saperne di più. Ricevere lodi, nonostante la grande emozione di trovarsi di fronte a tanta gente, vale più del denaro perché se spesso le parole possono far male, in questa occasione hanno saputo regalare sogni.

Devo ammettere che un po' mi è sembrato di tornare a fare il libraio e la sensazione è stata quindi meravigliosa; le lodi diventano ricchezza, ma anche le piccole critiche aiutano, perché quando sono costruttive possono spingere solo a fare meglio.

Probabilmente non tornerò nei prossimi anni a LSC a vestire i panni dell'autore, ma di certo spero di essermi guadagnato anch'io la riconferma come volontario.

Troppe le cose belle da condividere e sono certo che a partire dal prossimo anno saremo molti di più, perché la cultura ti muove dentro e quindi il mio grazie va ad ogni singola pedina della scacchiera di LSC, per forza di cose tutti Regine e Re

 

 

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