Agosto 2018

L'EX ASSESSORE LUDOVISI, 'FACCIAMO CHIAREZZA SUL FUTURO DI RIETI2020'

politica

L'ex assessore del Comune di Rieti Giovanni Ludovisi,  che ne fu promotore in un’ottica di urbanistica partecipata, interviene sul dibattito in corso relativamente al cosiddetto “Bando periferie".

Su Rieti2020 purtroppo incombe il decreto Milleproroghe che ne allontana (definitivamente?) l'attuazione.

"Facciamo chiarezza su quanto sta capitando a Rieti2020 perchè noto che alcuni esponenti del centro destra locale, non solo non assumono posizioni di difesa del progetto ma cercano di aumentare la confusione pur di non proferire parola.
Si nascondono. Che peccato!

Andiamo per ordine.

Le risorse per le periferie sono state assegnate sulla base di un bando pubblico riservato ai Comuni capoluogo perchè ritenuti (ai tempi dal Governo Renzi) come i luoghi più critici.
Con le risorse disponibili inizialmente sono stati finanziati i primi 24. Rieti nella gara, ancora valida, è arrivata 25esima.
Successivamente con il Fondo investimenti è stata data copertura finanziaria a tutti gli altri 94 progetti presentati in fase di gara e successivamente firmate le relative convenzioni. Cicchetti, il nostro sindaco, firmò in rappresentanza di tutti gli altri Comuni, una simbolica convenzione in diretta tv a Palazzo Chigi il 18 dicembre 2017. Ricordate?

Nell’aprile 2018 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il fondo investimenti nella parte in cui non prevedeva l’intesa con gli enti locali interessati (quali ad esempio le Regioni) dando peraltro una via di uscita sui procedimenti in corso. Questo però non riguarda affatto il nostro Rieti2020 e non aiuta buttarlo in mezzo per alimentare la confusione.
Ma chiariamo anche questo passaggio per evitare assurde speculazioni. Nel caso specifico si è trattato del completamento
del finanziamento di un bando su progetti di iniziativa proprio degli Enti locali interessati. Peraltro la stessa norma ha previsto che, ove necessaria, l’intesa si potesse fare "ex post" come infatti è stato fatto su analoghi procedimenti sia il 1 che l’8 agosto in una conferenza unificata. Quindi è decisamente sbagliato affermare che l'iniziativa del Governo -interna al Milleproroghe nella misura che in particolare stoppa i finanziamenti stanziati per rigenerare le periferie- sia una necessaria conseguenza della sentenza della Corte che in verità è non applicabile o facilmente rimediabile. È una vera e propria scelta politica che mira semplicemente a stoppare il programma di intervento nel suo complesso.
Piuttosto le dichiarazioni della Castelli, riportate da alcuni (ma forse senza leggerle attentamente e senza capirne le conseguenze reali) svelano invece l’idea di riesaminare e rivalutare i progetti, cosa peraltro non prevista nella norma approvata. Rieti che ha perso tempo a rimodulare la proposta inizale, spostando somme dalla periferia al centro storico, in questo senso è più a rischio di altri che hanno seguito l'iter iniziale così come si doveva e oggi stanno un pezzo avanti. Purtroppo è così!
Nelle parole della Castelli si legge un'altra falsità e cioè che saranno rimborsate le spese progettuali fin qui sostenute: questo la norma attuale non lo prevede. Si dovrebbe infatti in tal senso votare una legge ad hoc.
Il rinvio della efficacia delle Convenzioni, a conti fatti, e senza tanto tergiversare creando confusione che non aiuta, punisce evidentemente i Comuni migliori che hanno già effettuato progettazioni e gare, e aiuta i peggiori.
Non male come sistema di incentivazione!
Rieti oggi sta tra i peggiori non avendo fatto bandi e dato incarichi come si doveva. Sarà per tale motivo che da Palazzo di città nessuno assume una posizione chiara di protesta?

Complimenti al Governo del cambiamento dunque!
Grazie da tutti i cittadini di Rieti che avrebbero visto rigenerare ampi pezzi di città per l'ottenuto finanziamento che risultava essere il più significativo mai raggiunto per opere di riqualificazione urbana. Grazie davvero anche a chi ha tergiversato negli ultimi 14 mesi non mettendo in cassaforte sin da subito tali importanti risorse.

Tornando alla vulgata secondo cui le risorse di cassa liberate dal rinvio consentiranno a 8.000 Comuni di investire, va chiarito che al massimo permetteranno piccoli investimenti ai Comuni con avanzi di Amministrazione (cioè pochissimi e non di certo Rieti) solo a condizioni che abbiano però progetti già oggi pronti (cioè quasi nessuno).
Ovviamente i pochi fortunati potranno procedere solo se una complessa macchina amministrativa ne distribuirà la disponibilità a ciascuno di essi tra alcuni mesi.
Insomma non 8.000 come dichiarato, ma probabilmente pochissimi che si conteranno (forse) sulle punta delle dita. Il Comune di Rieti, in predissesto, certamente non ne potrà usufruire.
Una piccola e amara riflessione permettetemela in conclusione: non sarà che questa norma mette in difficoltà proprio i Comuni in cui si voterà nei prossimi due anni?
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Povera Italia! Povera Rieti!"

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