Aprile 2018

L'editoriale di Stefania SANTOPRETE

Un diritto negato

Eravamo convinti che quanto accaduto il 4 marzo a Rieti avrebbe avuto un seguito, se non altro per l’anomalia registrata in alcuni quartieri rispetto all’andamento generale, e costituendo un grave impedimento ad un diritto sancito dalla Costituzione. Parliamo delle file estenuanti che si sono registrate in determinati seggi prorogandone l’attività ben oltre le ore ventitre. L'ultima persona ha votato all’1,30 circa, orario impensabile per questa tornata elettorale (tutto in un giorno con chiusura alle 23), ha varcato la soglia del seggio per compiere il proprio dovere mentre da quasi tre ore su tutte le reti tv e sul web impazzavano exit poll, instant poll e previsioni di possibili scenari con dichiarazioni dei vari leaders ed altrove erano già iniziate le operazioni di scrutinio. Si è giustificato quanto avvenuto con le nuove procedure per esprimere il voto, ovvero il tagliando antitruffa, ma i tempi d’attesa dilatati in maniera pesante rispetto ad altre zone non si comprendono. Aspettavamo che qualcuno approfondisse la questione, ottimizzandola, e lo facesse subito, nella giornata stessa di votazione, indirizzato dagli appelli che arrivavano alle redazioni. Numerosi i messaggi a noi giunti, compresa una lettera dell’indomani che ben descrive la scena “Ho aspettato tre ore e un quarto per esercitare un mio diritto: purtroppo altre persone non sono state messe in condizione di fare lo stesso. Mio marito giunto alle 18, dopo più di mezz’ora si è dovuto allontanare, confidando in un momento migliore. Siamo ripassati con le nostre due bambine alle otto ma sotto la pioggia e con la fila che arrivava al cancello abbiamo desistito. Sono tornata io, da sola, alle 21.15 certa di poter poi fare la staffetta con lui e invece... sono rientrata in casa a mezzanotte e quaranta! Quasi tre ore con ossigenazione scarsa, in piedi e digiuna mi hanno assicurato mal di testa fortissimo con l’obbligo comunque di andare al lavoro all’indomani. Ho protestato civilmente (sinceramente era mio interesse andare oltre la sterile polemica o il silenzio supino di altri in coda), eppure sono rimasta sconvolta dalla poca collaborazione delle forze dell'ordine (che ribadivano come mio marito potesse venire entro le 23 non comprendendo che non avrebbe potuto abbandonare due bambine piccole a letto) e dei rappresentanti di lista ai quali ho anche fatto notare che molta gente non avrebbe votato spaventata dalla fila o, come nel mio caso, messa in condizione di non poterlo fare pur volendo. Alle 22.45 nel seggio in cui mi trovavo è arrivato il Questore che ha concesso l’apertura delle finestre mentre il vice prefetto (credo) ha fatto aprire la terza cabina elettorale misteriosamente chiusa dal mattino. Nel momento in cui finalmente ho consegnato la scheda ho ringraziato per l’esemplare inefficienza e per avere impedito di fatto a varie persone di esercitare il proprio diritto, garantendo ad altri di stare in fila ore, violando basilari norme di sicurezza.”

Ora tempo scaduto e situazione archiviata, ma l’esperienza deve essere capitalizzata: cosa non ha funzionato? Ci aspettavamo che qualcuno prendesse ad esempio in considerazione il numero dei votanti rispetto al totale nei seggi attenzionati, o che qualche candidato facesse suo il problema. Meriterebbero un premio le persone anziane che, ostinatamente, sono restate sotto gli ombrelli, all’aperto, con una temperatura non gradevole e tante altre i cui messaggi di indignazione avrebbero preteso più considerazione.

 

Non è andata meglio per il voto estero. Nonostante si tentasse di metterlo al ‘sicuro’ con codici a barre, diplomatici in pianta stabile in tipografia, carabinieri invitati ad assistere a varie fasi del procedimento, è la seconda fase ad essere sfuggita di mano. L’operazione di spoglio si è rivelata subito come mastodontica, in preda a numerose irregolarità, nel capannone bunker della Protezione Civile a Castelnuovo di Porto. 1700 seggi, tra scrutatori, rappresentanti di lista e forze dell'ordine circa 10 mila persone, tanto che per consentire a tutto questo personale di raggiungere il posto il traffico è rimasto bloccato per ore sulla Tiberina e anche all'uscita del Grande Raccordo Anulare vicino Roma. Nel pomeriggio più di 100 erano i seggi ancora da insediare con numerosi presidenti a dare forfait e gli appelli per ulteriori scrutatori. E’ stato proprio il reatino Alessandro Fusacchia, candidato per Europa+, ad accendere la miccia mediatica sottolineando le procedure non corrette che portavano all’annullamento centinaia di voti di elettori esteri, dichiarazione rimbalzata su tutte le testate giornalistiche.

Già è difficile confrontarsi nel 2018 con l’attuale sistema di voto basato ancora sull’utilizzo del “dispositivo” della scheda cartacea e della matita copiativa, da ritenere sicuramente avanzatissimi nel 1946, all’epoca del referendum fra monarchia e repubblica, ma non in relazione al livello di progresso tecnologico a cui siamo giunti. Se aggiungiamo ‘varie ed eventuali’, rischiamo veramente di vedere crollare gli aderenti ad un esercizio di democrazia imprescindibile e fondamentale. Purtroppo la sicurezza di essere al riparo da disfunzioni o brogli non si avrà né con il metodo ‘manuale’ né con quello ‘tecnologico’.

All'arrivo dei risultati elettorali soddisfazione per molti. Giornata di festeggiamenti no-stop per Paolo Trancassini, candidato del centrodestra al collegio uninominale della Camera, che dapprima aveva brindato sulla piazza della città per poi salire in auto e raggiungere la sua amata Leonessa accolto calorosamente dall'intera comunità. Calici in alto anche per un sorpreso segretario regionale Fabio Melilli che, nonostante la debacle del PD ed il voltafaccia della "sua" Poggio Moiano, rientra in Parlamento grazie alla posizione ottenuta nel proporzionale alla Camera. Novità rappresentata da un giovane Gabriele Lorenzoni, terzo deputato reatino eletto nel plurinominale nella lista del Movimento 5 Stelle. Dopo una lunga attesa dovuta appunto allo scrutinio estero è giunta la nomina ufficiale anche per Alessandro Fusacchia eletto nella circoscrizione estera-Europea nella lista +Europa di Emma Bonino. Un quartetto da cui Rieti si aspetta molto, come ha già evidenziato il manifesto-appello di Nome Officina Politica, e a cui auguriamo buon lavoro: tanto ce ne sarà da fare!

 

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