Febbraio 2021

MOSTRE

LE RAPPRESENTAZIONI STORICHE DI GIACOMO CAPRIOLI

cultura

Tornano le mostre all’Archivio di Stato di Rieti. Aperta  “La Sabina di Giacomo Caprioli”, dedicata all’archeologo, storico, giornalista nonché disegnatore e caricaturista originario di Capradosso e vissuto tra il 1885 e il 1959. L’occasione per tornare a parlarne è la donazione dell’ultimo scampolo del suo archivio che la famiglia ha di recente trasferito presso l’Archivio di Stato di Rieti integrando la documentazione che era stata già donata negli anni ‘90 e il nuovo testo realizzato dal direttore dell’Archivio reatino, Roberto Lorenzetti, dal titolo “La Sabina di Giacomo Caprioli. Dalle rappresentazioni storiche del Reatino alle lettere figurate dal fronte tridentino”, edito da Il Formichiere e dedicato agli studi e alle opere dell’intellettuale autodidatta. “E’ un momento in cui si torna ad un pizzico di normalità – ci racconta Roberto Lorenzetti, fresco di nomina come  presidente della Sabina Universitas -  è un anno e più che non aprivamo una mostra ed è importante farlo con Caprioli, uno dei fondi a cui maggiormente teniamo, composto da numerose documentazioni iconografiche. Si tratta di un personaggio da scoprire, davvero singolare: un osservatore silenzioso degli anni Venti, Trenta, Quaranta del Novecento che scrutava silenziosamente tutto quello che accadeva nel territorio. Scriveva moltissimo Giacomo Caprioli, sebbene abbia poco pubblicato. I suoi materiali sono quasi tutti inediti: usava il disegno come avesse tra la mani una macchina fotografica, raffigurava ciò che vedeva e lo faceva rispettando anche i supporti. E’ bene osservino questo aspetto soprattutto i ragazzi per capire quanto fosse considerata preziosa la carta. Vediamo Caprioli usare di tutto: il saggio sulla Piana reatina è scritto su un rotolo da calcolatrice, per un altro disegno si è usato un cartone da pasticceria, oppure copertine di libri strappati: ogni piccola superficie era riutilizzabile”.

 

Come è arrivato a noi questo materiale

“E’ arrivato per donazione in un percorso iniziato nel 90 quando conobbi la famiglia Caprioli: possedevano della antiche carte geografiche che vollero donare all’archivio. Io mi accorsi di questi disegni, erano tenuti da parte con pudore ma mi trovai dinanzi persone caratterizzate da grande modestia. Studiammo il materiale del quale parlai con il figlio, Severino Caprioli, il più grande storico del Diritto italiano preside della facoltà di giurisprudenza all’Università di Perugia, nome importante. Ci soffermammo soprattutto sull’ultima parte del lavoro dedicato alla Grande Guerra, le cartoline figurate: era il modo con cui il padre corteggiava la ragazza destinata a diventare sua moglie, Alfonsina Pirani, una giovane infermiera volontaria. Severino Caprioli aveva inizialmente pensato di organizzarle in un libro, mai andato in porto.  Sono pubblicate in piccola sintesi in questo libro catalogo”.

 

Il disegno prezioso

E’ l’archeologo Carlo Virili a condurci alla scoperta di uno dei disegni più importanti “Grazie al rifacimento della piazza, durante gli scavi per i Plus, abbiamo visto riemergere una parte dei basamenti di quello che era un luogo di culto centrale. Eravamo nel Foro romano e poteva trattarsi addirittura del Capitolium. Questo disegnino minuscolo che vediamo ora esposto, al di là dell’interpretazione della sua ricostruzione in elevato, è importante poiché abbiamo un testimone oculare prezioso: Caprioli ha assistito alla demolizione della Chiesa di San Giovanni in Statua e al rinvenimento di ciò di cui fornisce una planimetria completa, quindi un documento non da poco. In base a questo, nel caso qualcuno un giorno dovesse averne la volontà, sia come amministrazione comunale sia come salvaguardia da parte della Soprintendenza, saprebbe dove scavare. Le città sono destinate a cambiare nel tempo, Caprioli ha avuto il grande merito di aver congelato un  periodo relativamente a Rieti, il Cicolano e altri centri.”

 

L’accesso alla mostra è gratuito, sarà possibile visitarla esclusivamente il
lunedì e il mercoledì dalle ore 11.30 alle ore 13 e dalle ore 14.30 alle ore 17.

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