Novembre 2020

LE CITTÀ DELLA PATATA IN RETE. PER IL LAZIO CI SONO BORBONA E LEONESSA

Associazione Nazionale Comuni della Patata, il Sindaco Gizzi nel Consiglio Direttivo

agricoltura, convegni, impresa

Borbona E leonessa rappresenteranno il Lazio nell’ “Associazione  Nazionale comuni della patata”, il sindaco di Leonessa Gianluca Gizzi è nel consiglio direttivo della neonata associazione.

La patata. Fritta, lessa, arrosto. A polpa bianca, gialla, di montagna o di pianura. Un prodotto  quotidiano, amato a qualsiasi età e latitudine. Nasce, in videoconferenza attraverso la sede nazionale  di ALI Lega delle Autonomie, l’Associazione Nazionale Città della Patata. Per sostenere e  sviluppare la qualità delle produzioni e dei territori nei quali il tubero più famoso al mondo è il vero  protagonista della vita sociale, culturale ed economica. Un imprescindibile fattore identitario, da tutelare  e promuovere. 

Per questo, i Sindaci dei 19 Comuni Fondatori hanno deciso di “mettersi in rete” e di lavorare insieme  alla ricetta per valorizzare la pataticoltura di qualità, il paesaggio, i prodotti tipici, le tradizioni autoctone,  la cultura e l’imprenditoria locale.  

Nel pieno dell’emergenza sanitaria lavorare per i nostri territori significa anche guardare al futuro e farci  trovare pronti quando sarà finita. È tempo di progettare, insieme: con questa riflessione ha aperto  l’assemblea Palmerino Fagnilli, Sindaco di Pizzoferrato (CH), uno dei comuni simbolo della patata di  montagna del Medio Sangro che ha fortemente promosso l’iniziativa, supportato dalla Lega della  Autonomie Locali italiane, sempre in prima linea nell’affiancare la costruzione di percorsi di rete e nel  credere nella loro efficacia. 

Il network di Comuni di identità abbraccia virtualmente tutta Italia, da nord a Sud. Attraversa la  Sila, le montagne abruzzesi, lucane, piemontesi, sarde. Caratterizza il paesaggio della Piana del  Fucino e del Delta del Po’, delle valli al cospetto del Terminillo, delle colline dell’ascolano.  Desirée, Asterix, Kennebec: sono solo alcune delle varietà delle protagoniste indiscusse delle manifestazioni, della gastronomia e dell’economia di una rete che attraversa tutto il Paese, senza  distinzione di altitudine o di popolazione.  

La Rete dei Comuni Italiani, caratterizzati dalla presenza nel territorio comunale di terreni coltivati a  patata o sede storica di consolidate e collaudate manifestazioni a sostegno della produzione e del  consumo delle patate, ha eletto il Consiglio Direttivo, che rimarrà in carica per tre anni, in  un’assemblea costituente propositiva e partecipata: la Presidenza è stata affidata al Sindaco di  Pizzoferrato (Palmerino Fagnilli), la Vicepresidenza ai Sindaci del comune meno popoloso, Ingria con  soli 44 abitanti (Igor De Santis), e a quello più popoloso, Avezzano con oltre 40.000 abitanti (Giovanni  Di Pangrazio). Gli altri membri del Consiglio sono i Sindaci del Comune di Leonessa (Gianluca Gizzi),  Muro Lucano (Giovanni Setaro), Palmiano (Giuseppe Amici) e Parenti (Donatella Deposito).  

I Comuni fondatori dell’Associazione Nazionale Città delle Patate sono 19, provenienti da 10 territori regionali differenti: l’Abruzzo è rappresentato da diverse zone ad alta vocazione pataticola, la  rinomata piana del Fucino, con i Comuni di Avezzano (AQ) e Gioia dei Marsi (AQ), l’area vestina della  patata rossa di Villa Celiera (PE) e il Medio Sangro, con la patata montana prodotta nei Comuni di  Civitaluparella (CH), Gamberale (CH), Montenerodomo (CH) e Pizzoferrato (CH); la Basilicata da  Muro Lucano (PZ), con la sua patata d’alta montagna dal marchio De.Co (Denominazione Comunale  di Origine); la Calabria dai Comuni produttori della Patata della Sila IGP, Parenti (CS) e Spezzano  della Sila (CS); la Campania da San Michele di Serino (AV) e l’Emilia Romagna da Codigoro (FE),  due dei Comuni che festeggiano la “regina della tavola” in Sagre gustose e partecipate. I due soci  laziali, entrambi del reatino, sono Leonessa (RI) e Borbona (RI), il primo dà il nome alla varietà di  patate diffusa nell’altipiano che si dice assolutamente da provare “rescallata” con cipolla e pancetta; la  Lombardia è rappresentata dal Comune di Esino Lario (LC), con la sua patata bianca, le Marche dai  Comuni di Palmiano (AP) e Pieve Torina (MC), il Piemonte dal piccolissimo Comune di Ingria (TO),  con i suoi 44 abitanti protetti dalle vette del Gran Paradiso e la Sardegna da Gavoi (NU), dove si  producono ottimi tuberi per il ripieno dei culurgiones.  

Realtà diverse, unite da un inconfondibile tratto distintivo, che diventano più “forti” insieme, attraverso lo  scambio di idee, la condivisione di buone pratiche e la progettazione congiunta di strategie di  promozione territoriale. 

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