Aprile 2018

PERSONE & PERSONAGGI

LE BRICCICHE DI SACCHETTI E LE SUE CARTE SEGRETE

L'Archivio di Stato restituisce alla Città un importante ricercatore

cultura, libri, storia

Grande partecipazione all’evento organizzato dall’Archivio di Stato per la presentazione del volume “Le bricciche di Sacchetti” nel  50° anniversario della scomparsa di un personaggio dall’alto profilo politico ed intellettuale.  Un termine, quello che appare nel titolo, ormai inutilizzato nel linguaggio corrente. Nel gergo reatino indica le briciole di pane e ciò che è minuscolo. Questo il senso della denominazione “Bricciche di storia reatina’” che Angelo Sacchetti Sassetti volle dare ad una serie di articoli pubblicati su l’Unità  Sabina tra il 1938 e il 1940.

Angelo Sacchetti Sassetti  nacque a Rieti il 20 ottobre 1837 e mori a 95 anni il 26 maggio 1968.”Capace ricercatore – lo ha definito l’assessore prof. Formichetti – autore di alto valore scientifico, divulgatore raffinato. Il merito di questo libro è di  restituirci  momenti significativi della straordinaria opera svolta nella nostra realtà culturale. Chiunque abbia fatto ricerca a qualsiasi titolo, ha attinto prima o poi nelle notizie dei tanti lavori che Sacchetti Sassetti ha prodotto nel corso della sua vita.”

“L’Archivio nacque per sua stessa volontà e ostinazione – aggiunge Lorenzetti – Unico caso di Provincia in cui vide la luce nel 1953, dopo una sua lunga battaglia, fino a quando l’amministrazione provinciale identificò la sede dapprima in via Roma e poi in via Salaria per L’Aquila. Sentiamo l'esigenza di onorare questa importante figura della nostra storia iniziando con questa pubblicazione, un'antologia di scritti editi che non riguarda quanto contenuto nella cassa." Nel suo testamento infatti Sacchetti Sassetti appose un codicillo con cui disponeva che le sue carte (lavori finiti o abbozzati, copie di documenti di storia e d’arte compreso lo schedario e le lettere)  chiuse in una cassa sigillata, fossero depositate presso l’Archivio di Stato e messe a disposizione degli studiosi solo 50 anni dopo. Esposte in un angolo della sala in cui è avvenuta la presentazione, le carte risultavano ora disposte in faldoni numerate, così come faceva bella mostra di se’ la cassa da viaggio e lo schedario in legno.  “Pubblicheremo in seguito lo schedario e l’elenco della corrispondenza, nello spirito stesso della nostra istituzione ‘servente’ nei confronti della ricerca- prosegue Lorenzetti – Speriamo di intercettare risorse per poi passare alla pubblicazione completa dei manoscritti, finendo le celebrazioni con un bel convegno.”

Si tenta così di rimediare al colpevole oblio che Rieti ha riservato ad  uno dei suoi personaggi più interessanti, un galantuomo d’altri tempi la cui opera risulta ancora oggi indispensabile a chiunque abbia ancora bisogno di confrontarsi con la nostra Storia.

 

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