a cura di Ileana TOZZI

Maggio 2017

STRADA FACENDO

PER LE ANTICHE STRADE

Nomi antichi per quartieri moderni

storia

All’incirca per quattrocento anni, dalla metà del XVI alla metà del XX secolo, le strade del sestiere di  Porta Cintia di sotto furono attraversate nel mese di maggio da una solenne processione che si snodava all’origine dalla parrocchiale di San Donato fino al monastero delle Domenicane di Sant’Agnese ed incluse più tardi nel suo percorso la chiesa confraternale di San Pietro Martire, dopo che vi si trasferì la confraternita intitolata alla beata Colomba.

In questo anno 2017 ricorrono i 550 anni dalla nascita della Terziaria Domenicana che, ad imitazione di Caterina da Siena, incarnò nella sua breve esistenza il modello ideale di una mistica capace di vivere le esperienze spirituali più significative offrendo al contempo l’esempio inesauribile della pratica attiva della carità. Colomba da Rieti visse durante la prima età moderna, trascorrendo la sua prima giovinezza presso la casa natale di via della Collina destinata ad accogliere alla fine del Quattrocento le Domenicane di Sant’Agnese il cui monastero extraurbano era stato incendiato mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa della comunità, per trasferirsi poi a Perugia dove fu accolta come una Santa viva, esercitando il suo carisma nei confronti dei potenti Baglioni ed impegnandosi nella fondazione di una comunità di Terziarie. Nelle dure circostanze di una epidemia di peste, non esitò ad aprire le porte del suo monastero per accogliervi gli appestati, offrendo loro cura materiale ed assistenza spirituale. Colpita anch’essa dal morbo, sopravvisse grazie all’intercessione di San Domenico e di Santa Caterina da Siena – così vuole la Legenda volgare composta dal correligionario Sebastiano Angeli – ma morì pochi anni più tardi, il 20 maggio 1501, festività dell’Ascensione, in concetto di santità. Quando nella primavera 1657 – ancora una volta una data saliente – la città e la campagna furono afflitte da una perniciosa  epidemia che risparmiò gli abitanti del popoloso rione di Porta Cintia, fu facile attribuire l’evento alla protezione della Terziaria Domenicana. Così dunque dai fedeli della parrocchia di San Donato e dalle monache di Sant’Agnese fu promossa nel nome della beata Colomba

l’istituzione di una confraternita che curò a lungo l’allestimento della processione e l’esercizio di pie pratiche di carità. Così è annotato in un registro dell’archivio storico del monastero di Sant’Agnese: «Fu la peste nell’anno 1657, e per intercessione della B.a Colomba fù liberata la Città.

A di 20 Maggio 1658. Venuti li precordi della n.ra B.a Colomba da Peruggia, fu dalli cittadini celebrata la di Lei Festa con pompa maestosa, e cantato il Te Deum in atto di ringraziamento concorse una gran somma di limosine; onde con d.e limosine furono fatti due candelieri di argento colla spesa di s.77, una pianeta, e Palliotto di broccato d’oro colla spesa di s.82  =  in tutto sc 159». E un secolo più tardi si annotava ancora: « A di 20 Maggio 1777 fu celebrata la Festa della N.ra B.a  Colomba, e vi fece l’Orazione Panegirica l’Ill.mo Sig.re Vicario Generale Sig.re Abbate Martino Cordella Con l’intervento di Monsignor Vescovo ( si trattava di monsignor Vincenzo Ferretti, vescov o di Rieti tra il 1775 e il 1779) con tutto il Capitolo in Corpore e di tutta la Nobiltà e Religioni, dopo l’esposizione del Venerabbile diede Monsig.re Vescovo la Solenne Benedizione: essendovi venute le RR.Monache di S.Scolastica che Rigalarono libre dodici di cera in sei facole in atto della loro Devozione alla Nra Beata,e se ne pone qui la memoria». Dal 1954, la processione del 20 maggio non si  snoda più tra le vie cittadine ormai aggredite dal traffico: ma la memoria e la devozione per la beata Colomba da Rieti restano vive e si rinnovano ancora nelle due città in cui si compì la sua vita mirabile.

 

 

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