Giugno 2020

STORIE

“L’OSPEDALE VECCHIO” DI RIETI: DAL 1337 NEL CUORE DELLA CITTÀ

arte

(di Enzo Marzi) Abbiamo un grande patrimonio: la nostra storia ed i beni culturali! Queste due cose messe insieme sono una grande risorsa e potrebbero essere la base su cui progettare nuove attività, specialmente per i giovani. L’industria creativa, il turismo colto, la conservazione e valorizzazione dei beni monumentali e le attività di formazione ad esse connesse, potrebbero rigenerare una larga fetta di economia locale” così afferma Emanuela Varano, Capogruppo FAI di Rieti, Fondo Ambiente Italiano.

Una mobilitazione su base volontaria può fare la differenza per il recupero di beni storici dismessi. Il Gruppo FAI di Rieti invita a votare l’Ospedale Vecchio e la Chiesa di Sant’Antonio Abate per la campagna Luoghi del Cuore sul sito

https://www.fondoambiente.it/luoghi/ospedale-vecchio-e-chiesa-di-sant-antonio-abate?ldc

In tutta Italia concorrono decine di migliaia di luoghi, l’appello del Gruppo FAI si rivolge ai reatini affinché anche la nostra città possa arrivare ad un numero di voti sufficiente a partecipare al bando per un contributo del Fondo Ambiente Italiano. Non tutti conoscono la storia di questi luoghi, specialmente i più giovani, e noi vogliamo raccontarla. Speriamo che alcuni di voi possano aiutarci a ricostruire la memoria anche attraverso testimonianze, foto, documenti. 

Il complesso dell’ospedale vecchio e l’annessa chiesa di s. Antonio Abate sorgono al centro della città, in una posizione caratterizzata dal fortissimo dislivello, dove fino al Basso Medioevo le mura romane di Reate delimitavano il confine del centro abitato.

Ancora oggi si possono notare i grandi blocchi di travertino riutilizzati – quando ormai avevano perso la funzione originaria a causa dell’espansione verso nord-est della città – come muro di sostegno per la costruzione dell’edificio sacro.

La data di fondazione dell’ospedale risale al 1337, e da allora si sono succeduti alla cura dei cittadini degenti diverse comunità: l’ordine dei frati Antoniani di Vienne, la reatina Confraternita del Sacramento, l’Ordine Ospedaliero di s. Giovanni di Dio (c.d. Fatebenefratelli). A questo proposito va detto che per secoli quasi ovunque l’assistenza ai malati era affidata alla carità di comunità cristiane a ciò incaricate.

Anche dopo l’Unità d’Italia l’ospedale, sotto la direzione della Congregazione di Carità, rimase affidato ai Fatebenefratelli, e a inizio ‘900 alle suore Camilliane.

Nel 1937 nacque l’ente comunale degli Istituti Riuniti di Ricovero: fu con quest’ultimo che nel 1972, dopo dieci anni di preparativi, si completò il trasferimento dell’ospedale nell’attuale struttura a Campoloniano, pur rimanendo traccia della sua vecchia collocazione nel nome della strada che collega il complesso a via Garibaldi: “via dell’Ospedale”, appunto.

Per diversi anni l’immobile, di proprietà della Regione Lazio, venne adibito a succursale dell’Istituto d’Arte e dell’Istituto Alberghiero, continuando così ad essere un luogo familiare per molti nostri concittadini.

La chiesa di s. Antonio Abate, oltre ad essere il luogo di culto del nosocomio, è stata anche punto di riferimento della devozione dei tanti reatini verso il Santo eremita: qui si invocava la sua celeste protezione per i propri animali domestici, e da qui iniziava ogni anno, il 17 gennaio, il Carnevale (e la tradizionale sfilata dei cavalli infiocchettati trae origine proprio da queste celebrazioni).

La ripida salita su cui si affaccia la chiesa prende il nome dall’architetto di fama mondiale che ne disegnò la pianta, conforme al gusto manierista e ai dettami liturgici del Concilio di Trento: Jacopo Barozzi da Vignola (anche noto semplicemente come “il Vignola”).     

Oggi il FAI di Rieti si sta impegnando per restituire alla città un luogo pieno di storia e di arte che, a seguito dei terremoti degli ultimi decenni, si è rivelato inagibile, ma che forse proprio per questo può essere interessato da una profonda ristrutturazione che gli restituisca il valore che merita. 

                                                                                                           

Se qualcuno ha una storia, un ricordo, un aneddoto legato all’Ospedale Vecchio o alla Chiesa di S. Antonio Abate e desidera condividerlo con noi, può contattare questo indirizzo:

rieti@gruppofai.fondoambiente.it

 

Copyright foto numero 1 in allegato: Archivio Storico-Fotografico Cav. Luigi Bernardinetti, Rieti. Foto dall’archivio Alterocca di Terni. 

Copyright foto numero 2 in allegato: Giacomo Nicolò, Associazione Culturale “Riattivati”, Rieti.

31_05_20

 

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