a cura di Giovanna Palomba Assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità

Ottobre 2020

LA FORZA DEL SOCIALE

LA VULNERABILITÀ COME FORZA

amministrazione

(di Giovanna Palomba) Il particolare momento storico che viviamo, induce ad una riflessione inevitabile.
La storia ci insegna che ogni volta in cui la comunità vive eventi di portata drammatica, dalla sofferenza che ne deriva trae origine la necessità di “rinascere”. Il dolore si trasforma in risorsa, generando solidali intenti.
A tale capacità corrisponde, tuttavia, un comportamento in un certo senso diametralmente opposto, tipico della fragilità umana. Tale comportamento consiste nella tendenza a dimenticare, troppo rapidamente, il vissuto doloroso, ogni volta che lo si supera.
Invero, siamo stati testimoni e protagonisti di una grande solidarietà e di un grande impegno sociale, volto ad arginare le potenzialità offensive del virus nonché il connesso rischio dei contagi. Allo stesso modo, abbiamo posto in essere comportamenti troppo superficiali, nel momento del miglioramento e dell’allentamento delle misure.
Orbene, questa consapevolezza, derivante da una constatazione inconfutabile, deve indurre ciascuno a riappropriarsi del ruolo che gli appartiene come UOMO.
Essere un cittadino consapevole si traduce in un comportamento responsabile verso gli altri.
Il connubio che integra la sintesi perfetta è nel rispetto dell’altro e nella cosciente volontà di “non nuocere”.
Tutto ciò può sembrare tanto normale e scontato ma, evidentemente, il fatto di avere dovuto prevedere in ogni ambito un “patto di corresponsabilità”, richiamando ai reciproci diritti e doveri, induce a pensare che ciò che dovrebbe essere normale, in realtà non lo sia.
Ciò che sarebbe naturale e giusto che accadesse, in realtà non accade.
Il rispetto delle regole impone comportamenti che, finalizzati alla tutela e salvaguardia della salute pubblica, non dovrebbero neanche essere minimamente disattesi.
Onere di dare l’esempio è senza dubbio proprio degli adulti… inutile, pertanto, attribuire colpe o responsabilità diverse.
La condotta esemplare è sempre stata lo strumento migliore poiché da essa può derivare solo il meglio.
Questo in ogni contesto.
Quante volte capita di vedere ragazzi senza mascherina? Quante volte vediamo adulti senza mascherina?
Pertanto, mancando l’esempio, è inibita la possibilità di validamente richiamare ed essere efficaci.
La recrudescenza del fenomeno, solo “sopito” ma non debellato, è frutto di tale “fragilità” sociale.
La comunità, in questo, non può fallire: deve dimostrare la propria forza, quella stessa forza mostrata nel periodo più duro.
La comunità può contrapporsi al virus pandemico, attraverso il rispetto delle regole, trasformando questa situazione difficile in una risorsa per costruire ed arricchire i legami, nel rispetto dell’altro perché in lui albergano le stesse paure.
Una risorsa per scoprire la vulnerabilità come forza, la fragilità come valore, la solidarietà come spinta per condurre ognuno a vedere se stesso nell’altro.

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