Ottobre 2017

LA VETTA PIU' ALTA DA RAGGIUNGERE

Il futuro del TERMINILLO

amministrazione

(di D.D.C.) E fu così che il Comune salì sul Terminillo per rilanciare il tema della montagna attiva 365 giorni l’anno. Il vice sindaco Daniele Sinibaldi, affiancato dai consiglieri Onorina Domeniconi e Maurizio Ramacogi rilancia e spiazza i presenti. Attenta e a tratti divisa l’assemblea che esce allo scoperto pubblicamente evidenziando quel ‘nervo scoperto’ ostacolo insormontabile in vista di una ripresa. Sinibaldi parla invece di unità, della necessità di un solo referente e soprattutto di un organismo rappresentativo che permetta di intercettare fondi regionali che sarebbero a disposizione e potrebbero costituire linfa vitale. “La Pro loco risulta essere lo strumento ideale, per compiti, ruoli e possibilità codificate dalla legge. Sta a voi decidere se farne parte o optare per un altro tipo di associazione.” Priorità del Comune il varo di Tsm e l’ingresso nel Consorzio Smile a breve, il ritorno del nucleo montano della Polizia Municipale e la possibile’apertura di un presidio di primo soccorso nei periodi di punta. “Il Sindaco Cicchetti sta pressando il presidente Zingaretti per avere in comodato d’uso il Palazzo del Turismo, sede ideale per manifestazioni al chiuso.” Il tema della gestione impianti viene solo accennato a causa dell’assenza del diretto interessato “C’è una convenzione con la Società Funivia che faremo rispettare. Non vogliamo forzature, a noi interessa che il servizio venga garantito. In prospettiva basta proroghe e regolari gare, con nuove regole magari più favorevoli agli utenti.” Onorina Domeniconi annuncia la volontà di portare al Terminillo i mercatini di Natale, un cartellone di eventi oltre ad auspicare la continuità del Terminillo Film Festival. Quest’ultimo accolto favorevolmente dai terminillesi, soprattutto per la ricaduta positiva di presenze in un periodo, quale quello di Febbraio, successivo all’ondata natalizia.

Anche lei esorta all’unità e alla partecipazione. Non esiste in questa Giunta una delega specifica al Terminillo “Perché il destino di questo luogo sta a cuore a tutti indistintamente” sarà il consigliere Ramacogi a provvedere all’ordinaria amministrazione. Qualcuno chiede a Daniele Sinibaldi di presenziare alla prossima riunione nel ruolo di ‘garante’ o ‘arbitro’. Disponibilità accordata. E i Terminillesi? Cosa faranno ora? La Proloco ha dichiarato proprio in quell’occasione di essere dimissionaria. La cosa migliore potrebbe essere tesserarsi prima della riunione in cui il consiglio direttivo formalizzerà tale decisione per poi procedere al rinnovo delle cariche, così da vedersi rappresentati anche attraverso il voto dei nuovi iscritti. Ma il punto dolente sarà superare separazioni e risentimenti di vecchia data in una posizione diversa auspicata da chi ha voglia di sentire aria nuova, come bene è stato espresso nel blog di Alessandro Acciai, giovane imprenditore.

“E’ chiaro che la nuova amministrazione intende aprire le proprie porte alle richieste del Terminillo e non a quelle dei terminillesi. La differenza è sottile, e dopo averci riflettuto sopra, posso credere che sia l’atto più efficace per testare la coesione della comunità. Viene posta una condizione, un’evoluzione dello stato attuale delle cose, ed una chiamata alla maturità: prima di venire da “Noi”, mettetevi d’accordo tra di “Voi”, associatevi (o meglio riassociatevi), e date al Comune un’interfaccia con cui parlare. L’escamotage politica è evidente, ed è tesa a rimarcare la differenza con la precedente amministrazione, a prescindere dal programma elettorale e dai voti, non si dà ai terminillesi un delegato da poter crocifiggere in pubblica piazza, ma li si chiama ad un atto di crescita e responsabilità, rimandando la figura del direttore di stazione ad un futuro “Consorzio 2.0”. C’è da dire che una scelta di questo tipo è, per alcuni versi, molto comoda per il Comune: non si sacrifica nessuno (per come stanno le cose oggi chiunque si deleghi ufficialmente al Terminillo, verrebbe bruciato politicamente); non si scontenta nessuno (tanti i candidati dello schieramento di destra con un programma sul Terminillo e sul turismo); e, rimandando la palla nelle mani della popolazione, si scongiura il rischio dei favoritismi personali (hanno messo quello, e ha fatto quella cosa solo perché è amico di quell’altro). Il Comune quindi si è dotato di un paracadute è vero, ma si è anche reso disponibile a salire sull’aereo, ed un grande aereo per partire non ha bisogno solo del singolo pilota, ma di una squadra. È qui che entriamo in gioco NOI; noi intesi come comunità, come famiglia, come la ricerca di uno scopo sovraordinato, di un destino comune. L’appello che faccio attraverso questa lettera non è quello di sotterrare l’ascia da guerra, ma quello di usarla prima o dopo essersi interfacciati con il Comune, e non durante. Vedersi, incontrarsi, litigare, vomitare tutto quello che si ha dentro, e dopo andare avanti unitamente. La discussione pubblica, il dibattito, fin dai tempi dell’antica Grecia, è uno degli elementi fondanti per la crescita politica e democratica di una città, e come nell’antichità, l’ammissione al dibattito deve essere riservato solo ad un determinato tipo di persone, ovvero gli appartenenti alla comunità. Le discriminanti che se potessi sceglierei per garantire l’accesso ad una riunione riguardante il Terminillo perciò, non sono solo il passato o il presente, ma anche e soprattutto il futuro: se si deve parlare del futuro del Terminillo, è giusto che oltre a chi c’era ieri e chi c’è oggi, ad avere peso sia anche e soprattutto chi ha intenzione di esserci domani, con le idee e la speranza verso il futuro, e non solo con il rancore ed i ricordi del passato. A prescindere dall’elezione della nuova Pro loco, che è stata indicata più volte nel corso della sopracitata riunione come uno strumento dalla forma ideale per veicolare gli interessi turistici del Terminillo presso il Comune di Rieti, organizziamo un incontro, ed iniziamo a buttare via un po’ di veleno. Fino ad oggi ci sono stati scontri prevalentemente a distanza, cerchiamo di trasformare il dissapore in confronto, e le divergenze in vedute più ampie, armonizzando e non contrapponendo le diverse virtù, in modo che siano utili alla causa comune. Facciamolo al più presto, ed anche se difficilmente si realizzerà una ‘Polis’ a Pian de Valli, cerchiamo di far diventare ‘l’agorà’ terminillese una costante, e non un’eccezione.”

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