a cura di Massimo PALOZZI

Ottobre 2018

POLVERI SOTTILI

LA VERITA' SOLO LA VERITA'

Pazza idea

città

Non c’è alcun motivo per ritenere le dimissioni di Sonia Cascioli da assessore al Bilancio del Comune di Rieti dettate da qualcosa di diverso da sue personali esigenze. Così come fanno parte del gioco le speculazioni dell’opposizione sulla loro tempistica, proprio in concomitanza con l’approvazione di importanti provvedimenti di bilancio.

Al netto dei coloriti comunicati licenziati da tutti i contendenti, la vera questione rimane la solita e cioè quale sia il reale stato dei conti comunali: se il dissesto sia stato davvero scongiurato, come pretende il sindaco Cicchetti; se le politiche di austerità messe in atto per un intero mandato dalla precedente amministrazione siano state o no utili a superare il buco ereditato; se l’attuale giunta si sia lasciata sfuggire l’occasione di spalmare i debiti in trent’anni, come reso possibile dalla legislazione post-terremoto, o se abbia al contrario rimesso le cose a posto (il che sarebbe miracoloso, dopo appena un anno o poco più dall’insediamento), a dispetto delle rivendicazioni del centrosinistra. E certo non aiutano a capire, anzi destano parecchia inquietudine, i ripetuti annunci di rivelazioni clamorose sullo stato delle finanze comunali che periodicamente vengono lanciati, senza che mai si arrivi a qualcosa di concreto.

In questo bailamme di voci, dove vale tutto e il contrario di tutto, ai cittadini non resta che sperare che finalmente arrivi Godot per sapere che ne è delle loro tasse e perché i servizi sono a sempre più bassa intensità.

 

Cercansi strisce

La risposta ce la immaginiamo già: mancano i soldi. Eppure non si può fare a meno di notare come gli interventi di ribitumatura delle strade cittadine si fermino alla stesa dell’asfalto nelle zone maggiormente rovinate, senza che in genere venga ripristinata la segnaletica orizzontale.

Le strisce, comprese quelle pedonali (vedasi a puro titolo di esempio l’attraversamento di viale Canali tra l’Istituto Magistrale e il capolinea Cotral, uscita parcheggio sotterraneo di piazza Oberdan), sono puntualmente dimenticate, come se non fossero importanti.

Siccome è facile pronosticare che con la brutta stagione si riapriranno buche e fenditure, non sarebbe il caso di mettere da parte, insieme al bitume, un po’ di vernice bianca, magari per dare anche una rifrescata a quelle esistenti ma parecchio scolorite?

E dato che siamo in tema, un piccolo consiglio a chi di dovere di segnalare, in maniera di più immediata e facile comprensione agli automobilisti provenienti dalla nuova rotatoria di fronte all’ospedale, il percorso da seguire verso il Pronto soccorso. L’incanalamento avviene infatti a sinistra ed è facile confondersi, complice la corsia gialla centrale riservata ai mezzi pubblici.

Considerando che chi arriva al Pronto soccorso non è nelle migliori condizioni di spirito, un po’ più di chiarezza non guasterebbe. Se poi ci fosse pure un’indicazione in inglese (basterebbero due lettere, ER) sarebbe perfetto. Hai visto mai che qualche straniero capiti da queste parti...

 

Pazza idea

Lo scorso marzo l’Italia, insieme a Grecia e Austria, ha ufficialmente presentato all’Unesco la candidatura della Transumanza a patrimonio dell’umanità. La cosa ci tocca da vicino perché sono coinvolti anche i territori dell’Amatriciano.

All’approssimarsi del Natale, ce n’è d’avanzo per andare oltre e puntare su un obiettivo ancor più ambizioso: la Valle Santa. Quest’anno ricorrerà il 795º anniversario del primo presepio della storia, allestito a Greccio da San Francesco d’Assisi nel 1223. Quella prima rappresentazione della Natività è peraltro solo il pezzo più pregiato di un tesoro storico, artistico, religioso e ambientale oggettivamente eccelso, che meriterebbe il riconoscimento dell’Unesco.

Il percorso è lungo e l’esito per niente scontato, ma vale la pena provarci. Come diceva Che Guevara, siamo realisti, chiediamo l’impossibile (ed allora seguiteci leggendo la nostra proposta!)

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