Aprile 2018

LA "SPONGA" DI RIETI

geologia

Con il termine locale sponga si identifica la roccia che vagamente ricorda una spugna e che dal punto di vista geologico è identificata come travertino.

La città di Rieti è fondata principalmente su una placca di travertino litoide, ricoperta parzialmente da riporti antropici, eccetto per la parte sud che è fondata su terreni alluvionali.
Si tratta di una vasta placca di sedimenti travertinosi, di origine lacustre-palustre, che si estende dall’area di Colle Puzzaro, all’area di Quattro Strade, alla zona della Caserma Verdirosi e degli uffici finanziari.
 Il contatto tra placca di travertino litoide e sedimenti fluvio-lacustri olocenici è caratterizzato, in superficie, da una scarpata abbastanza ripida alta circa 15 m, parzialmente modificata dalle attività antropiche.
Si tratta di un esteso orizzonte la cui caratteristica è la mancanza di continuità di quota, la presenza di sacche e lenti di terre rosse argillose, la presenza di cavità carsiche, uno stato di consolidamento variabile, passando da limi calcarei, a sabbie, a concrezioni, a travertini degradati, vacuolari o estremamente compatti e litoidi.

Questa variabilità è legata alla genesi di questi depositi che sono rocce carbonatiche di origine continentale e appartengono alla classe dei carbonati concrezionati.

Questi si formano, già allo stato roccioso, per precipitazione chimica inorganica in cui entra in gioco anche l’azione dei vegetali, i quali sottraggono anidrite carbonica (CO2) alle acque portando alla precipitazione di carbonato di calcio ( CaCO3) sotto forma di incrostazioni. Queste ultime inglobano la materia vegetale, che nel tempo si dissolve, dando origine ad una roccia assai porosa, ad impalcatura rigida più o meno continua, vacuolare in funzione della rigogliosità e del trofismo della vegetazione autoctona. 

L’evoluzione morfologica del bacino reatino è stata controllata si dalla attività tettonica, ma anche , dalle variazioni di condizioni climatiche che nel corso del quaternario hanno fortemente condizionato l’entità dei processi erosivi e deposizionali, controllando la sedimentazione e il terrazzamento nelle valli fluviali con lo sviluppo e l’accrescimento e l’erosione di imponenti placche di travertino.

Dal Pleistocene medio fino all’Olocene, la morfogenesi della Piana di Rieti è stata controllata dallo sviluppo di sbarramenti di travertino lungo la valle del Velino, che hanno determinato la formazione di una serie di terrazzamenti costituiti da depositi sabbioso­limosi calcarei e travertini. Infatti, in condizioni climatiche calde e umide, la crescita repentina delle placche di travertino causava lo sbarramento dei corsi d’acqua, favorendo i processi erosivi e di sedimentazione.

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