Agosto 2019

LA SOCIETÀ PUNTA VERAMENTE SULLO SPORT

o solo a parole?

sport

(di Simone Vulpiani) Una passione oltre i rettangoli di una rete o la catena di un cancello che spinge i ragazzi a giocare a basket nel campo diviso tra Liceo Classico e Pedagogico. Non bastano i divieti ed i rimproveri a placare la sete di sport, la sete di condivisione che nei pomeriggi d’estate muove ragazzi di tutte le età a ritrovarsi in questo campo costruito dalla Provincia in nome dei vecchi tempi andati dove nello stesso luogo muoveva i primi passi la Nuova Sebastiani. Una operazione più d’immagine che di altro visto che poi entrambe le scuole utilizzano veramente poco la struttura preferendo l’attività in palestra. E allora perché non si potrebbe pensare di rendere questa struttura realmente pubblica garantendo l’accesso a tutti gli amanti di questo sport invece di renderla di fatto privata concedendola in uso alle sole scuole? Perché il pomeriggio d’estate quel cancello non può restare aperto così da creare un vero centro di aggregazione che a Rieti ancora manca? In una società che punta molto sullo sport come quella moderna non si può permettere una privazione simile. Se la comunità non può avallare che l’attività sportiva sia lasciata all’ iniziativa dei giovani figuriamoci se può anche creare ostacoli alla realizzazione di questo che dovrebbe essere assurto a diritto sociale. Diritto che potrebbe essere viatico per diversi mali che affliggono la comunità moderna. Primo tra tutti l’obesità giovanile e l’emarginazione sociale creata proprio da quei social i quali altro non fanno che alimentare l’invidia sociale e la solitudine, si è davanti al mondo con il telefonino in mano ma si è soli. E poi il degrado urbano. Si sa che dove l’amministrazione pubblica o la comunità cede il passo, si annida tutto un groviglio di realtà deformi e deformate. Non ultima la situazione scoperta poco tempo fa con l’incendio nel locale caldaie del Liceo Classico. Una stanza buia dove il futuro è tutto racchiuso in quelle quattro mura che fungono da riparo dalle avversità della vita per chi è più fragile. Lo sport quello vero, è capace quindi di dare nuova luce e speranza a chi l’ha perduta attraverso una disciplina che solo l’attività fisica può dare. Ecco quindi anche delinearsi una funzione “psicologica” dello sport che da sempre ha avuto ma non sempre è stata valorizzata dalla politica o dalla comunità stessa. Si faccia largo quindi alla voglia dei giovani di riunirsi, chiacchierare, litigare se serve ma  tornare a casa stanchi e arricchiti di qualche cosa che i social non possono più dare : il contatto fisico e l’amore per il prossimo.

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