Maggio 2020

LA REPLICA DELLA PROVINCIA ALLE AFFERMAZIONI DI ARIA SPORT

"Sorprenderebbero le affermazioni fatte da Aria Sport su RietiLife (Non dovremmo nemmeno interessarci dell'argomento visto che risultiamo tra le testate volutamente ignorate da Aria Sport n.d.r) , in replica alla volontà dell’Amministrazione Provinciale di revocare l’affidamento della Piscina e del Pattinodromo, se queste fossero state pronunciate dal classico “uomo della strada” - scrive l'amministrazione provinciale - Quando, invece, ad esternarle è il Sig. Roberto Amiconi, presentato nell’articolo di stampa come il “numero uno” di Aria Sport, allora vuol dire che ci troviamo di fronte al più famoso dei dubbi amletici: l’Amico(ni) c’è o ci fà? 
“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, /di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia” – recitava Amleto. Due famosi versi dell’opera shakespeariana che vengono spesso citati come un richiamo del principe all’amico(ni) per ricordagli la sua scarsa conoscenza del mondo: c’è altro, ricordava Amleto all’interlocutore, che va ben oltre la tua misera conoscenza. Vogliamo concedere al Sig. Amiconi il beneficio del dubbio, quello di non conoscere la famosa opera del poeta e drammaturgo inglese cosi come ignora i rapporti contrattuali tra la “sua” società e l’Ente di Palazzo d’Oltre Velino. Se lo accusassimo, invece, di far finta di non conoscerli faremmo un torto all’intelligenza media di cui l’uomo è normalmente dotato. Tuttavia sarà necessario andare per ordine, nella speranza di far definitivamente chiarezza, per chi avrà la pazienza di leggere, raccontando con atti alla mano come stiano effettivamente le cose e dimostrando di aver pazientato oltre il dovuto con la società che, fino al 14 maggio prossimo, gestirà il Pattinodromo.
Aria Sport arl con determina dirigenziale n° 392 del 23/12/2014 è risultata aggiudicataria a seguito di procedura ad evidenza pubblica dei servizi di conduzione, manutenzione e gestione tecnico economica della Piscina Provinciale e del Pattinodromo per la durata di cinque anni, e, con successivo atto del 21/08/2015 la Provincia estendeva l’affidamento ad anni otto ricomprendendovi anche il Palasojurner. L’estensione del periodo di affidamento trovava giustificazione nell’impegno assunto da Aria Sport nella realizzazione di nuove palestre e nella valorizzazione degli impianti esistenti. Tutto questo non solo non ha trovato nel tempo riscontro fattuale e tangibile come dimostra la sola ed unica palestra a disposizione della Piscina ma la mancanza di investimenti e di manutenzione ordinaria ha determinato nel tempo un consistente ammaloramento delle strutture che versano in uno stato indecente riscontrabile da chiunque frequenti l’impianto. Già nel dicembre 2018 la società affidataria, tuttavia, risultò essere morosa nei confronti dell’Ente provincia per quasi 400mila euro di utenze non pagate perché mai volturate dalla data di affidamento, costringendo gli uffici ad inviare ad Aria Sport formale diffida e messa in mora. A seguito della contestazione mossagli Aria Sport decise di presentare un piano di rientro per il quale è stata, però, pagata la sola prima rata salvo poi rendersi del tutto inadempiente per la somma residua.
A settembre del 2019, prot. n° 17293 Aria Sport decideva unilateralmente, senza alcuna autorizzazione concessagli dall’Ente proprietario, di sottoscrivere con Zeus Energy Sport contratto di cessione di ramo d’azienda affidando ad essa la gestione della piscina provinciale, violando il divieto di cessione a terzi della concessione contrattualmente stabilita. Nel frattempo ad ottobre scorso la Provincia di Rieti reiterava la diffida e messa in mora nei confronti di Aria Sport per l’ingente debito accumulato senza ottenere esito alcuno nonostante la disponibilità del proprietario a comporre bonariamente la vicenda. A ciò si aggiungano le numerose segnalazione pervenute all’Ente relativamente a reiterati inadempimenti di Aria Sport per obbligazioni assunte nei confronti di fornitori di beni e servizi strumentali alla conduzione degli impianti, motivo per cui si ritiene sostanziarsi l’inidoneità della concessionaria ad assicurare la corretta gestione e manutenzione del patrimonio affidato. L’8 aprile scorso il Dirigente del IV Settore, con nota prot. n° 7135 diffidava nuovamente Aria Sport alla sollecita corresponsione della somma dovuta di quasi 400 mila euro senza ulteriore possibilità di rateizzare il debito e senza, tuttavia, che la diffida abbia sortito, tutt’oggi, alcun effetto. Questi i fatti, come cronologicamente ed opportunamente ricostruiti, soprattutto alla luce delle gravi affermazioni rilasciati dal Sig. Amiconi secondo le quali la Provincia di Rieti avrebbe già individuato gli operatori destinati ad entrare “in corsa” nella gestione del Pattinodromo, della Piscina e del Palasojouner. Gli stessi operatori che avrebbero avuto “garanzie dal Presidente”. Ora è bene ricordare al Sig. Amiconi che, qualora non lo sapesse o faccia finta, gli impianti sportivi oggetto dell’affidamento a suo tempo contrattualizzato con la società da Egli rappresentata costituiscono un bene pubblico, richiedendo, per la sua tutela e salvaguardia, una gestione virtuosa finalizzata al rispetto dei principi di economicità, efficienza ed efficacia che caratterizzano l’azione amministrativa di qualsiasi ente, compresa la Provincia di Rieti. Per tali motivi e nella necessità di continuare ad assicurare un servizio all’utenza fruitrice degli impianti sportivi il Consiglio Provinciale, nella seduta del 14 maggio prossimo, delibererà l’adozione di un atto di indirizzo politico teso, per un verso, ad addivenire alla risoluzione e decadenza della concessione a suo tempo stipulata con Aria Sport e, dall’altro, ad intraprendere un’azione tendente al recupero coattivo delle somme da essa dovute. Essendo anche queste patrimonio della collettività a cui l’amministratore pubblico è chiamato a rendere debitamente conto. Rassicuriamo l’Amico(ni) che gli uffici e i suoi Dirigenti seguiranno alla lettera le procedure previste dal Codice Unico degli appalti come peraltro sempre fatto da quando questa Amministrazione si è insediata dall’ottobre 2018. Al Sig. Amiconi consigliamo, dal canto nostro, di preoccuparsi piuttosto di onorare i pagamenti nei confronti dei fornitori e soprattutto dei propri dipendenti nel rispetto di quelle norme previste dai contratti di lavoro che esigono che il datore di lavoro, a fronte di una prestazione resa da chi è alle proprie dipendenze, debba corrispondere il giusto compenso per far fronte ai bisogni degli stessi dipendenti e delle loro famiglie."

condividi su: