Ottobre 2019

PERSONE & PERSONAGGI

"LA MIA GENERAZIONE DEVE TANTISSIMO A ROBERTO MESSINA. FAI BUON VIAGGIO DIRETTORE!"

storie

(di Ines Millesimi) Roberto Messina, storico Direttore della Biblioteca Paroniana, scrittore e uomo di spirito, molto noto a Rieti, se n’è andato per altre valli e altri lidi, ieri. Ha incarnato nel senso più pieno la figura dell’intellettuale come precisa l’Enciclopedia Treccani: una persona colta, che ha il gusto del bello e dell’arte, che si dedica attivamente alla produzione letteraria e artistica, ma anche individuo che svolge attività lavorativa di tipo culturale o nella quale prevalenti sono la riflessione e l’elaborazione autonoma. E aggiungo: era spiritoso come dovrebbero essere gli intellettuali. Battute sagaci, talvolta affilate come coltelli, talvolta giudizi al vetriolo per chi si atteggiava a intellettuale o a personaggio senza averne stoffa e contenuti. Talvolta burbero. Ma se la biblioteca di Rieti è così piena di filosofi, scrittori francesi inglesi e russi, lo si deve per la gran parte a lui. Erano altri tempi, si dirà. Giusto! Ma lui alla cultura ci credeva al di là del timbrare il cartellino, e ha messo tutta la sua energia per stimolare in città il pensiero complesso, profondo, quello che si basa sulle associazioni culturali e le trasmigrazioni di senso tra culture e civiltà. Apriva le porte con le sue lezioni, quelle della mente. E a noi capitava di precipitare dentro, farne indigestione, provare la vertigine, soprattutto nell’ arco temporale più vivace della sua carriera professionale e di scrittore, tra la fine degli anni Settanta e il 2010.

Per molti della mia generazione Roberto è stato formativo, un punto di riferimento in città. Quando bussavamo timidi alla porta del Direttore nel Palazzo Comunale dove c’era “la Biblioteca” (quella di un tempo, tutta di legno, in cui volteggiava nell’aria la polvere, in cui regnava sovrano il silenzio assoluto e si camminava in punta di piedi), ci apriva contento di vedere in visita giovani, assetati di stimoli. Se era nel pieno del lavoro di un libro, meglio di no, meglio ripassare, poteva essere troppo tagliente l’incontro. Ma se segnalavamo un volume interessante, Roberto lo acquistava per la biblioteca, felice di condividere con noi una scoperta e arricchire questo grande magazzino di idee che era la Paroniana, la “sua” Paroniana.

Fin da quando ero adolescente frequentavo i suoi incontri pubblici in biblioteca, assetata e ammirata dalla sua cultura poliedrica, dialogica, provocatoria e soprattutto sostanziosa. Da grande, ho avuto la fortuna di presentare al pubblico qualche suo libro e mi ha fatto piacere leggerlo prima di presentarlo. Scriveva chiaro. Sceglieva me perché – mi diceva – ero sensibile, sapevo cogliere la polvere sotto il tappeto ed ero comunicativa e simpatica. Ha scritto tanto sul teatro di Rieti, sui poeti, scrittori e illustratori russi. Splendido e ricchissimo di immagini il suo volume fuori formato sulle carte geografiche , accompagnato da citazioni, da Paul Claudel a Max Ernst. Nessuno sapeva spaziare a Rieti come lui, dall’arte figurativa d’avanguardia alla letteratura, alla filosofia, alla microstoria. Un rimpianto però ce l’ho. Non ho mai capito perché non abbia più pubblicato il suo immane lavoro sugli Erbari, che avevo visto nascere tra le sue carte, i suoi appunti e il suo archivio. Aveva raccolto tavole illustrative di rara e rapinosa bellezza.

Roberto Messina era un esteta. Maniacale anche nell'impaginazione grafica e nella qualità fotografica delle illustrazioni. Con lui se ne va via una generazione che credeva negli intellettuali, nella loro luminosa visione, nel loro studio di ricercatori in biblioteca, nel loro essere al mondo per capire la realtà e la memoria in modo intelligente, onesto e originale. Non scordo il suo charme, la sua sonora risata, la sua eleganza mai ingessata nel vestire (al posto della cravatta il papillon per esempio, tra i più raffinati che io abbia mai visto); e non dimentico il suo coraggio, la sua sete di stimoli culturali, i suoi giudizi al vetriolo sui politici e i professori della città di allora. La mia generazione deve tantissimo a Roberto Messina, storico Direttore della Biblioteca di Rieti.

Caro Roberto, allora buon viaggio tra le cose belle e immateriali, il ricordo vive attraverso i tuoi scritti ...

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