Dicembre 2018

'GRAZIE A TUTTI' O QUASI, LA LETTERA DI SALUTO DI ADONELLA SCOPIGNO

storie

Dopo quarant'anni di lavoro, arriva la pensione per Adonella Scopigno, punto di riferimento storico per tante famiglie. La funzionaria del Comune di Rieti, è stata per 40 anni coordinatrice degli asilo nido e per un lasso di tempo anche della Casa di riposo. Della sua storia ci siamo più volte occupati: per raccontarla quando le sue iniziative erano innovative ( come quando portò per la prima volta gli anziani al mare o agli spettacoli in piazza)   o quando arrivò il momento buio (durante la giunta Petrangeli venne rimossa, per lei si mobilitarono tanti cittadini facendo partire una petizione e difendendo il suo operato). Con il ritorno di Cicchetti in Comune, le è stata restituita la possibilità di arrivare fino alla pensione, il 1 dicembre, continuando il lavoro svolto da una vita. Durante i festeggiamenti l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa con questo saluto che affida alle nostre pagine. 

"Queste poche righe per salutare coloro i quali in 42 anni di lavoro mi sono stati vicini e mi hanno dato tanto.

Il primo grazie va ad Antonio Cicchetti, per la stima reciproca, per aver creduto in tutti i progetti portati avanti nei servizi che ho diretto, per l’amicizia che ci ha unito, per aver creduto sempre nella mia professionalità.

Grazie alle diverse amministrazioni che si sono susseguite dal 1976, anno in cui sono stata assunta per svolgere il ruolo di responsabile degli Asili Nido, ed in seguito per circa 20 anni e contemporaneamente, anche quello per la casa di riposo. In tanti anni ho ricevuto la loro stima ed il loro appoggio incondizionato.

Questi servizi per molto tempo sono stati il fiore all’occhiello per Rieti e per le famiglie di questa città.

Il mio grazie va a soprattutto a queste ultime. Ho amato molto il mio lavoro, l’ho condiviso con tante persone, tante famiglie, con la mia città. Sentire la stima ì, la fiducia, l’affetto di una famiglia che ti affida un tesoro immenso come un figlio, che si fida di te di te quando accerta che chi accoglierà il proprio bimbo sarà una seconda mamma, nonna, zia che lo custodirà e lo farà crescere con la miglior cura, professionalità e dedizione.

Abbiamo fatto grandi cose insieme, tanta esperienza, tante innovazioni, e soprattutto amore incondizionato!

I ‘nonni’ della Casa di Riposo sono stati un grande tesoro, un valore aggiunto al mio bagaglio di vita… con loro e con il personale della struttura ho vissuto grandi emozioni, allegria e crescita con l’obiettivo di regalare ai nonni qualche sorriso e spesso carezze per scacciare quel velo di malinconia che contraddistingue spesso gli anziani. Ricordo la loro gioia nel partecipare alle feste degli asili nido, essere gli ospiti d’onore, in prima fila alle ‘serenate’ durante la Festa del Sole, erano sempre gli ultimi a lasciare la piazza.

Tante feste e tante gite anche per loro. Che bagaglio di vita mi hanno lasciato con i loro racconti, il loro vissuto. E sì perché ‘ogni anziano che muore è una biblioteca che brucia’.

Mi sento fortunata per aver svolto il lavoro che desideravo e che mi ha dato tanto - a questo punto Adonella ricorda il periodo di depressione trascorso, il male subito a causa di chi ritiene abbia cercato di gettarle del fango addosso, comportandosi con arroganza e tentando di distruggere tutto ciò che era stato costruito prima, con grande presunzione - Ma io ho avuto il riscontro di tante persone, di tante famiglie che per tre generazioni si sono fidate di me affidandomi il loro bene più prezioso, un figlio o il loro genitore; queste persone mi hanno ampiamente dimostrato la loro fiducia e stima. Questo sicuramente i ‘sinistri’ non se lo aspettavano.

Il mio percorso lavorativo finisce qui, mi porterò dietro i sorrisi dei bimbi e dei nonni, l’affetto delle famiglie reatine e di chi mi ha voluto bene e stimato, ringrazio e abbraccio i colleghi d’ufficio dove ho passato questi ultimi due anni, che mi hanno accolto meravigliosamente.

Un grazie particolare ai miei familiari, ai miei amici, che mi hanno supportato sempre con il loro immenso amore, e a chi con grande professionalità mi ha sostenuto (Marco, Stefano e Cecilia), senza di loro  non ce l’avrei fatta. Mi mancherà molto il mio lavoro, ma a chi mi ha fatto del male, mi ha sbattuto sui giornali senza remore e ha cercato di annullarmi, dico:

"Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente, voi siete niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre" 

E sì, grazie anche a loro, perché ho capito cosa non vorrò mai essere nella vita"

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