Novembre 2017

RIETI MISTERIOSA

LA LEGGENDA DI CELESTINO V

rieti

Nella puntata precedente abbiamo raccontato come lo scheletro di Celestino V (Pietro da Morrone) finì in una nicchia nei pressi di Amatrice. Ma la storia di questo Papa è piena comunque di mistero.

Le reliquie messe in salvo ricevettero di nuovo i sigilli della Chiesa, rito questo previsto in caso di profanazione, in attesa di essere riportate, la sera del 25 aprile dell’88, con una solenne cerimonia, nella basilica da dove erano state trafugate. Il sindaco ed il vicario episcopale per il culto, assicurarono l' immediata predisposizione di speciali misure di sicurezza (sarcofago in vetro antiproiettile e sistemi di allarme) per evitare che la tomba del santo potesse essere di nuovo profanata. Celestino V fu canonizzato il 5 maggio 1313, morì il 19 maggio 1926 nel Castello di Fumone, ‘deceduto - scrivono - per cause naturali’, ma la TAC eseguita sotto l’autorizzazione della Città del Vaticano, subito dopo il ritrovamento della salma che era stata trafugata,  parla di un foro nel cranio.

 

Un foro, perché?

Il cranio di Celestino presenta un "foro" che, secondo alcuni, potrebbe essere la conseguenza di un ascesso di sangue. Anche due perizie sulla salma datate 1313 e 1888 rilevarono la presenza di un foro corrispondente a quello producibile da un chiodo di dieci centimetri, ma l'ultima nel 2013  dimostrò che il foro fu inferto al cranio molti anni dopo la sua morte. A seguito del terremoto dell'Aquila del 2009, Celestino V è ancora una volta coinvolto in un episodio a suo danno: il crollo della volta della Basilica di Collemaggio provoca il seppellimento della teca con le spoglie, recuperate poi dai Vigili del Fuoco, dalla Protezione Civile e con la collaborazione della Guardia di Finanza. A seguito della peregrinatio delle spoglie per le diocesi di Abruzzo e Molise,  la maschera di cera che ricopriva il volto del Santo mostrava evidenti segni di scioglimento. Per fronteggiare questo problema, l'Arcidiocesi di L'Aquila effettuò una ricognizione canonica dei suoi resti mortali, in particolare della scatola cranica, al fine di poter ricostruire, grazie all'aiuto di strumentazione scientifica, le vere fattezze del suo volto. La maschera in cera, irrimediabilmente deteriorata, fu pertanto sostituita da una nuova in argento. Anche i paramenti settecenteschi del Santo furono sostituiti con altri di produzione moderna.

 

Il filo che lo unisce ai Templari

E’ il 1274 quando, per difendere la sua Congregazione dallo scioglimento, il futuro Celestino V decide di andare fino a Lione dove sta per svolgersi il Concilio voluto da Papa Gregorio X. Ed è durante questo viaggio che la storia del protagonista attuale della Rieti Misteriosa si intreccia con quella di coloro che hanno tenuto banco per mesi da questa pagina: i Templari.

Soggiorna infatti per un paio di mesi in una loro Commenda. Una commenda importante dal momento che vi abitava il gran maestro dell’Ordine cavalleresco, Giacomo di Bejau.

Furono quindi i Templari a far sì che l’eremita Pietro venisse ascoltato ed accontentato da Papa Gregorio X che gli concesse la Bolla di conferma dell'Ordine 46 giorni prima che il Concilio iniziasse. Appare chiaro che in quei due mesi i Templari strinsero un particolare rapporto di fiducia con Pietro da Morrone, un rapporto tale che li convinse ad affidare al fraticello eremita un tesoro unico?

La leggenda

Durante il suo rientro da Lione, lo stesso Pietro da Morrone racconta di aver incontrato un cavaliere, un angelo che lo avrebbe protetto (come appare in un raro affresco nella Basilica di Collemaggio, con uno stemma e la croce rossa dei Templari). Sulla via del ritorno dalla Francia, nel luglio 1274 Pietro si ferma a l'Aquila. Una notte, in sogno, gli appare La Madonna la quale, in segno di riconoscimento per le grazie ricevute a Lione, gli chiede di costruire, proprio lì a l'Aquila, un Santuario a lei dedicato. Pietro contatta allora subito il vescovo Niccolò da Sinistro per la costruzione di un monastero e di un imponente abbazia. Ma un monastero ed una abbazia così imponente ha un costo enorme, ed un povero fraticello eremita non è certo in grado di procurarsi tutto quel denaro. A meno che…. A meno che non abbia lettere o simboli di riconoscimento che lo collegano all’Ordine cavalleresco più importante della storia della cristianità. Fatto è che vengono trovate le risorse e la basilica viene edificata e consacrata. E’ il 1288.

Ed ecco che ritornano i Templari. Come abbiamo detto nelle precedenti puntate la leggenda vuole che i Templari, durante gli scavi sotto il Tempio di Salomone, avessero trovato documenti relativi alle leggi divine dei numeri, dei pesi e delle misure, che avrebbero fornito solo ai fidati maestri costruttori di cattedrali. Credenza popolare? Leggenda? Mistero? Tutto è possibile, ma va anche calcolato e rilevato che le cattedrali gotiche, iniziarono a fiorire proprio nel 1128, l'anno di ufficializzazione dell'Ordine dei Templari. Altra coincidenza?

La chiamata al soglio pontificio

Dopo qualche anno dal termine della costruzione della basilica, Pietro si ritira nell’eremo di Sant Onofrio. E’ il 1293. Ma il suo isolamento dura poco perché l’anno seguente il re di Napoli, Carlo D’Angiò, lo va a trovare sottoponendogli una richiesta che ha dello strano dal momento che il fraticello è un umile servitore. Perché un re potente come il D’Angiò parte da Napoli e va da Pietro? Che potere aveva questo umile uomo di chiesa? Evidentemente molto più di quello che si possa pensare tant’è che, su richiesta del re, Pietro scrive una lettera ai cardinali che da due anni non eleggevano un Papa. Una esortazione che lo porta al soglio pontificio il 5 luglio 1294. Il 22 luglio la notizia della sua nomina lo raggiunge nell’eremo e Pietro diviene Celestino V. Ma da Papa, cosa anomala e ovviamente strana, decide di non recarsi a Roma (non ci andrà mai) e di essere incoronato Papa, guarda caso, a L’Aquila sul piazzale della Basilica di Collemaggio dove arriverà a cavalo di un asino scortato dal re di Napoli Carlo D’Angiò e da suo figlio Carlo Martello re d’Ungheria. Dopo pochi mesi questo Papa che nel frattempo istituisce la Perdonanza, rassegna le proprie dimissioni é il 13 dicembre di quello stesso anno. Tredici anni dopo, venerdì 13 ottobre 1307 (un 13 che ricorre), i Templari furono spazzati via dalla faccia del mondo cristiano.

O almeno così si pensa.

(Grazie a Marco Visconti, a Arnaldo Casali e Stefano Schiavi)

 

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