Agosto 2019

PERSONE & PERSONAGGI

LA FAVOLA DEL RAGAZZO CON LA MATITA

Angelo Maria Ricci "Tranquillo Papà, va tutto bene”

storie

(di Felice Marchioni) Reatino per nascita e scelta, emigrante, caparbio e fiero delle proprie origini, di professione disegnatore.  Sguardo attento e sornione, memoria fotografica, fisico asciutto, sorriso e modi gentili: soprattutto un entusiasmo adolescenziale quando parla del suo lavoro. Il tempo lo ha scalfito solo marginalmente: non dimostra i suoi anni.

La sua storia e' quella di un self made-man e sembra la trama di un romanzo a lieto fine. 
Oggi è un celebre illustratore e disegnatore di fumetti: Sphero, Frankenstein, Il Corriere dei Piccoli, il Monello, l'Intrepido, Tiramolla, Mister No, Martin Mystére nel suo curriculum ma soprattutto Diabolik, da tanti anni. Ha grande esperienza nello studio anatomico e anche nel nudo ed è uno dei più importanti esponenti italiani della "vecchia scuola": di quelli cioè che sanno tenere bene la matita in mano. 

Nasce a Rieti il 18 giugno 1946 e, dopo un percorso scolastico particolarmente sofferto, trova finalmente la sua vocazione frequentando l'Istituto d'Arte di Terni (l'attuale Liceo Artistico Calcagnadoro sarebbe nato solo qualche anno più tardi). Contro il volere di papà Lamberto e di mamma Wanda, bella e raffinata romagnola trapiantata a Rieti, decide di partire per seguire i propri sogni e tentare la fortuna. Poco più che ventenne lascia Rieti per il nord, senza denaro, né conoscenze (‘senza arte né parte’ racconta lui), carico solo di speranze e di un incredibile talento. Nessuno crede ce la possa fare. Per lui è già pronto un probabile posto fisso all'INPS. 

"Que' t'è missu 'ncapu? Attente 'nì " (Cosa ti passa per la testa? Stai attento ragazzo) gli dicono ... ma Angelo, testardo e deciso non sente nessuno e tira dritto. A Milano deve arrangiarsi con tanti mestieri. Tempi duri: il successo non fa sconti; i primi due anni se la passa male.  Disegna di notte -dopo il lavoro - poi cerca di vendere i suoi disegni. Inizia con l'horror e con il fumetto erotico, allora molto in voga. A Rieti torna solo a Natale, compra un vestito buono e racconta che ... va tutto bene. E' magro e orgoglioso. Papà Lamberto se ne accorge e si commuove; comincia ad arrivare un po' di aiuto ed incoraggiamento anche da casa.

La sorte inizia a girare a suo favore. Angelo riscuote un crescente apprezzamento e riesce a farsi notare, nonostante operi in un mercato difficile e già affollato da tanti bravi disegnatori. Serve solo gente di qualità eccellenti e lui, di talento, ne ha da vendere. 

È bravo come forse solo un reatino bravo, sa essere. Con la notorietà arrivano le collaborazioni di rilievo, i rapporti con le grandi case editrici e l'incontro decisivo con Sergio Bonelli, editore di Tex che gli propone di disegnare Mister No poi subito Martin Mystére. E' per lui la consacrazione: la Bonelli è il tempio del fumetto italiano. 

Dal centro di Milano si sposta nell'hinterland, destinazione San Donato Milanese per ritrovare quegli spazi verdi che gli ricordano le campagne dell'infanzia e l'aria di casa.

A Rieti però la nebbia era solo una suggestione del mattino mentre a Milano non ti molla mai.

Sposa la reatina Carla Chiarinelli - recentemente scomparsa: dalla loro unione nasce Marco, anche lui artista ed inchiostratore professionista bravissimo - e suo alter ego. Il matrimonio purtroppo finisce; alla separazione corrisponde un periodo complicato. Gli artisti, vivono di sogni e di passione ma non sono indenni dal dolore ed Angelo, se ne accorge.

Nel 2000 decide di tornare alla tranquillità del piccolo centro: si trasferisce a Grottammare in provincia di Ascoli Piceno, indimenticato luogo delle vacanze di famiglia, dove ha una casa. 

La prima telefonata arriva dalla "Astorina Editrice" delle sorelle Giussani, le note ideatrici del fumetto Diabolik, ininterrottamente nelle edicole dal 1962. Vogliono proprio lui, per disegnare Diabolik. Con il "Re del Terrore" è subito simpatia, si tratta del resto di una convivenza giornaliera che dura da vent'anni, di un rapporto che diviene quasi simbiotico. Deve leggere le sceneggiature, imparare i dialoghi, immaginare l'ambientazione, disegnare le scene ed i personaggi, definirne i gesti e le espressioni e sapersi mettere nei panni del lettore che ne dovrà ricevere emozioni. Deve a volte letteralmente pensare come Diabolik.

Nelle Marche diventa ben presto un personaggio ed è conosciuto ovunque: diventa cittadino benemerito. Le passeggiate in riva al mare, la musica, la sua "fidanzata storica" una chitarra Eko 12 corde comprata a Rieti da Gioacchino Maistrello il 12 ottobre 1966 e qualche buon amico, allietano le giornate di Angelo, scandite ancora da sedute di disegno di 6-8 ore, a dispetto delle 73 primavere già compiute (ma lavora solo se c'è l'ispirazione e se la mano scivola sul foglio senza inciampi). A Grottammare è vicino a suo figlio e agli adorati nipoti, Mattia Maria e Nicholas Maria che esprimono, a suo dire, già un discreto talento. 
Al Centro congressi "Kursaal" gli viene dedicata una sala permanente. Lo chiamano nelle scuole. Lo eleggono Grottammarese dell'anno.

Le sue tavole originali, a matita, sono opere uniche e sanno stupire; roba d'altri tempi e con buona pace della tecnologia digitale. Angelo conosce ed apprezza i computer, racconta tuttavia che questi "producono soltanto dei files, dei codici numerici." Con il digitale l'opera diviene immateriale, non esiste più fisicamente. L'artista si smarrisce perché non può toccarla: non esiste ‘l'originale’ e quindi l'opera stessa. Difficile contraddirlo.

Angelo Maria Ricci è divenuto celebre per la sua profonda sensibilità nel comprendere e rappresentare il movimento del corpo umano e nel riprodurre architetture dal vero.

Del passato e del periodo giovanile a Rieti ricorda con nostalgia la "littorina" quel treno ad un solo vagone che lo portava a scuola a Terni per imparare le basi del disegno; ricorda con rimpianto e tenerezza gli amici d'infanzia e la figura di papà Lamberto, da cui aveva ereditato il talento ma che ebbe la responsabilità di non credere si potesse vivere di sola arte.

I grandi contrasti di allora, stemperati dal tempo e dal successo, appaiono ora dolci e sfumati e vengono ridotti a mero aneddoto. “Averlo ancora papà ...”

Quale tributo d'affetto alla sua città natale Angelo Maria Ricci ha rappresentato scorci di Rieti nella Clerville di Diabolik, la città immaginaria in cui il fumetto è ambientato: il Teatro Flavio Vespasiano, la casa di famiglia in Piazza Vittorio Emanuele, il Palazzo della Prefettura (che uscirà nel novembre prossimo).

Ha poi realizzato diverse tavole di grande suggestione sulla figura di Lucio Battisti, uno dei personaggi più rilevanti espressi dalla nostra terra.

A Rieti torna di rado, ma sempre con emozione, per soddisfare la nostalgia e la vena romantica, per rivedere la città che lasciò da ragazzo per andare incontro ad un futuro che voleva disegnare da solo; torna per una visita al cimitero da mamma e papà ... per dirgli che ora va "davvero tutto bene" o per fare una passeggiata sulla Piazza con il fratello Luigi, giornalista sportivo del Messaggero e di Superbasket, cui è molto legato.

Forse è tempo che Angelo torni a Rieti per raccontare un po' di sé...

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