Febbraio 2014

RIETI MISTERIOSA

LA DAMA ROSSA DI PALAZZO PITONI

storie

(di Stefania Santoprete) La terza puntata di Rieti Misteriosa aveva un altro tema. Per una serie di circostanze e coincidenze si è invece fatto avanti prepotentemente il ricordo di un episodio relativo alla rubrica “I vostri X-Files” da me curata nel 1997. E’ parso che la Dama Rossa volesse fare nuovamente la sua apparizione in scena anche quando non prevista. Le diamo quindi accoglienza. 

Le 4 circa del pomeriggio. Stiravo. “Zia vieni a salutare nonna - irrompe mia nipote - E’ appena arrivata, è a casa mia.” Sapete? Quegli imprevisti che vi mettono in subbuglio e che vengono facilmente affrontati gettandosi un paltò sulle spalle, a coprire le ‘indecenze’ casalinghe. Arrivo in via Cintia con un vento fortissimo che mi scompigliava i capelli e si insinuava ovunque. Salgo la prima rampa di scale e comincio a darmi una ravviata ai capelli… altra rampa e mi tiro su le calze. Sto per riabbassarmi la gonna quando, alzando lo sguardo sul pianerottolo seguente vedo una ragazza sui 16/20 anni vestita in modo bizzarro ma elegantissima. Avete presente ‘Piccole donne’? Capelli corvini, pettinatura alta con lunghi boccoli che e ricadevano sulle spalle, un vestito rigido rosso e lungo, a coprirle i piedi, con un grosso fiocco sul vitino da vespa, indossava lunghi guanti e reggeva un ventaglio. “Buonasera signora” la salutai passandole accanto: non rispose. “Sarai anche carina, ma quanto sei ignorante!” pensai tra me. Mi voltai ad osservarla ancora. Un profondo decolté le scopriva la schiena, un pettine le tratteneva i capelli. “Sono fregata: al solito hanno ospiti particolari a casa e non mi hanno avvertito. Adesso metto in chiaro le cose e me ne vado.” “Entra se non ci credi: non c’è nessuno oltre noi!” Insisteva la mia parente sull’arco della porta. Chiesi allora spiegazioni su quello strano personaggio accendendo la curiosità della padrona di casa che corse d affacciarsi: nulla. Uscita laterale: portone fermato dal paletto, intatto. Chiedemmo a chi aveva un’attività commerciale con entrata sull’atrio “Nessuno è uscito.” Cominciai a descrivere la donna che avevo incontrato sulle scale ed improvvisamente qualcuno cambiò colore: avevo incontrato la Dama Rossa di Palazzo Pitoni.

Ma chi è la Dama Rossa?

Lo stesso discendente della famiglia Pitoni, Angelo,  all’epoca da me intervistato non ne aveva idea “Ricordo che da bambini venivamo continuamente invitati a non giocare all’interno del palazzo per evitare di incontrare la Dama. Io non l’ho mai vista, ma non ho ragione alcuna di dubitare delle parole di chi vi ha raccontato questo fatto.

In effetti questa casa pulsa di ricordi ed avvenimenti. Alcuni hanno segnato delle epoche in maniera determinante. 150 anni fa, quando Vittorio Emanuele II conquistò Rieti, cacciò via le monache di S. Lucia dalla loro sede originaria. La superiora, che era una della famiglia, le portò tutte in questa casa. Il bisnonno allora, per liberarsene, regalò loro parte del Palazzo Sanizi e l’orto, l’ala restante fu donata al Comune per realizzare il Tribunale. Circa 120 anni fa il corpo di quella superiora è stato riscoperto dalle suore, sotto il pavimento della Chiesa. Viva impressione suscitò il fatto che fosse ancora intatto e le gote fossero addirittura rosee. “

Il mistero si fa totale intorno alla figura di questa donna. Chi è la Dama Rossa? E’ la famosa zia Petronilla vissuta nel 1800 che si oppose con tutte le forze al matrimonio del figlio con una ragazza che riteneva non degna? Tanto da giurare (e poi mantenere) di non permettere ad alcun appartenente a quella famiglia di entrare nel Palazzo? O fu la sposa stessa che, respinta in vita, rivendica ora il diritto di calpestare quei gradini? La foggia del vestito molto si avvicinerebbe a quell’epoca ed i tratti del volto ricorderebbero la famosa, terribile zia in gioventù. E’ qualcuno legato ad un periodo antecedente? Al ‘600 ad esempio, quando il palazzo venne completamente ristrutturato? E quale ricordo tiene ancora agganciato lo spirito di quella bella, giovane donna, a quelle mura? Vorremmo poterle restituire, almeno, il suo nome. 

E a proposito di Angelo Pitoni

Sulla vita di questo nostro concittadino, scomparso nel 2009, molto ci sarebbe da scrivere in questa pagina. Geologo per la FAO, botanico e agronomo dilettante, scopritore di miniere di smeraldi, esperto di lapislazzuli. Prima di essere geologo Pitoni è stato medaglia d’oro della resistenza. È stato amico di don Zeno Saltini, il fondatore di Nomadelfia, decorato con la Silver Star americana, agente segreto a 20 anni, esploratore e avventuriero nelle giungle amazzoniche a 23. Tra le sue scoperte vi sono la Sky Stone, i Nomoli e la Dama del Mali. Era forse a lui, alla sua memoria che voleva portarci principalmente la Dama oggi come in quel lontano ’97? Attendiamo contributi. 

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(da Format aprile 2014)

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