Novembre 2020

INTERROGAZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE SULLE CRITICITÀ DELL'OSPEDALE DE LELLIS

politica

La Consigliera Chiara Colosimo del Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato una interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio On. Mauro Buschini sulle  criticità all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti.

"PREMESSO CHE il trend di crescita dei contagi e in continuo aumento e che la situazione che
stiamo vivendo e a dir poco drammatica;
CONSIDERATO CHE il territorio reatino, già colpito duramente durante la prima fase, essendo stato dichiarato anche “zona rossa”, limitatamente al Comune di Contigliano, ha avuto nel giro di pochi giorni diversi cluster, basti pensare al focolaio nella casa di riposo “Il Giardino” di Concerviano con 25 positivi tra ospiti e personale, quello nella RSA San Raffaele di Borbona con 52 pazienti positivi su 55 e 15 operatori, quello nella RSA di Torri in Sabina con 14 persone positive, quello delle case di riposo “L’Arcangelo, Villa Mara e Casa del Nonno a Contigliano” con 33 persone positive. A questi vanno aggiunti i contagi avvenuti presso l’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti che ha visto colpiti operatori sanitari tra medici, infermieri e coordinatori e quello relativo alla scuola media “Orazio” di Passo Corese. Questi sono solo alcuni dei casi che stanno mettendo in ginocchio il territorio reatino e, oltre l’aumento dei contagi ci sono una serie di criticità e problematiche che vanno affrontate con urgenza circa la gestione della pandemia;
CONSIDERATO CHE come si può leggere dalla stampa la situazione presso l’Ospedale San Camillo De Lellis di Rieti sta diventando sempre più complicata, “le radiografie vengono effettuate nel parcheggio dell’ospedale perché all’interno della struttura non c’e piu posto nei reparti Covid, molti medici e infermieri sono risultati positivi e i turni sono estenuanti (12 ore e anche piu )”. Inoltre, dopo alcune denunce da parte dei familiari di persone decedute presso il nosocomio e stato disposto il sequestro delle cartelle cliniche e delle salme, in particolare uno dei morti sarebbe entrato negativo in ospedale e qualche giorno dopo era, invece, risultato positivo al covid;
CONSIDERATO l’aumento esponenziale della curva epidemica e, mi permetto di aggiungere, vista la positivita di operatori sanitari quali medici, infermieri, ecc...la Direzione aziendale della ASL di Rieti e l’Unita di crisi COVID 19 ha comunicato “la riduzione e/o la sospensione di alcune attivita e visite presso l’Ospedale San Camillo de Lellis di Rieti, si tratta delle attivita
concernenti i ricoveri e le attivita ambulatoriali per i pazienti che non devono effettuare urgenti. Sono garantite, invece, le attivita e i servizi dedicati ai pazienti piu fragili e con cronicita ”, ma mi domando se attraverso delle nuove assunzioni e con una processazione dei tamponi rapida tutto questo poteva essere evitato;
CONSIDERATO CHE uno dei problemi e proprio quello relativo alle lunghe attese sia per l’effettuazione dei tamponi, sia per la loro processazione e successiva refertazione, di fondamentale importanza e la celerita nell’individuare e gestire eventuali soggetti positivi sia per la tutela della salute del singolo, sia per evitare il diffondersi del contagio ma come ci dimostra la testimonianza di una mamma di Poggio San Lorenzo (RI) oltre la lunga fila effettuata al drive in, per far fare il tampone alla figlia, ha dovuto attendere 100 ore per ottenerne il risultato e, non con poche difficolta ;
CONSIDERATO CHE da quanto si apprende dai giornali al momento “per l’analisi dei tamponi molecolari si e indietro di 2.200 tamponi, ogni giorno al drive in ne vengono effettuati in media 270 e c’e solo un macchinario che non puo analizzarne piu di 220 con tempi di attesa per le risposte che arrivano anche ad una settimana come testimoniano anche le lettere di protesta inviate dai cittadini all’azienda e agli organi d’informazione. Altro problema lamentato, invece, da medici e personale sanitario e che, nonostante in molti siano venuti a contatto con colleghi o pazienti positivi, vengono “invitati” dall’azienda, che ha sospeso le richieste di ferie, ad andare a lavorare in attesa di essere sottoposti a tampone con tempi che possono arrivare anche a dieci giorni mentre continuano ad operare e a muoversi nei reparti”.
RITENUTO CHE la realta che stiamo vivendo quotidianamente e drammatica per tutto il territorio laziale e nazionale, mi sorge il dubbio, per quanto riguarda il territorio reatino, dove la percentuale di positivi in base alla popolazione e molto alta, di una gestione superficiale e approssimativa da parte della Asl di Rieti nella gestione della pandemia. La lentezza nell’effettuazione dei tamponi, i ritardi nelle comunicazioni dei risultati, il repentino diffondersi del virus presso l’Ospedale, le RSA e le case di riposo sono il sintomo di una gestione “leggera” e di una disorganizzazione che ha contribuito al diffondersi del contagio
con conseguente aumento della curva epidemiologica;
TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO, VISTO, RITENUTO E CONSIDERATO
Il sottoscritto consigliere

INTERROGA

Il Presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti e l’Assessore competente per conoscere: quali atti immediati ed urgenti intenda intraprendere affinché sia effettuato un controllo sulla gestione della pandemia all’interno del territorio reatino.
Quali provvedimenti immediati intenda intraprendere per garantire che la processazione dei tamponi e la comunicazione dei risultati avvenga nel minor tempo possibile, così da evitare il rischio della diffusione ulteriore dei contagi. Se intenda provvedere ad assumere personale medico e sanitario e a fornire adeguati strumenti per far fronte al numero elevato di tamponi da processare".

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