a cura di Giovanna Palomba Assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità

Agosto 2020

LA FORZA DEL SOCIALE

IL RUOLO DEL SERVIZIO SOCIALE A TUTELA DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI

“Un servizio Sociale al servizio del Sociale”

amministrazione

(di Giovanna Palomba) L’importanza del tema e le continue questioni che ne scaturiscono, impone uno specifico approfondimento delle dinamiche interne, al fine di comprendere ruoli e compiti, così rendendo possibile una visione ottimale del servizio che, quotidianamente, viene reso a tutela e salvaguardia della Famiglia e dei componenti più ‘fragili’ del nucleo stesso. Vorrei sottolineare questo aspetto fondamentale, cui tengo in modo particolare, proprio per evitare che si identifichi, erroneamente, il servizio sociale come lo ‘spettro’ che allontana i bambini. Questo breve articolo, certamente, si porrà come base per un confronto e come stimolo per le riflessioni che ne deriveranno e, lungi dal volere essere esaustivo, potrà porre l’accento sul ruolo di assoluta importanza del Servizio Sociale nelle problematiche specifiche, con la conseguente necessità di una sempre più crescente ottica collaborativa anche in un rapporto di sinergica complementarietà tra il servizio e la Famiglia. Fine precipuo di un buon servizio per il sociale deve essere la salvaguardia dei valori fondanti la comunità, di cui la Famiglia è un baluardo. Il concetto di tutela, nell’accezione più ampia, deve comprendere non solo il fondamentale aspetto della protezione del singolo ma anche la salvaguardia di diritti, la promozione dell’inclusione, il preservare la eguale dignità di ognuno ponendo attenzione, quindi, alle persone come soggetti e non oggetti dell’intervento. La promozione e salvaguardia dei diritti è precipuo onere e compito dell’Assistente Sociale, finalizzato a favorire il benessere della comunità. Non svolge un ruolo di mera collaborazione con l’Autorità Giudiziaria al fine di dare seguito a quanto disposto. Il ricorso all’intervento dell’Autorità si deve concepire come intervento inevitabile a fronte di situazioni di tale gravità che implichino, necessariamente, provvedimenti specifici. La mancanza di collaborazione tra genitori e servizi può arrecare un nocumento tale da indurre, inevitabilmente, il ricorso all’Autorità anche al fine di sollecitare interventi più limitativi. Ove, tuttavia, dette situazioni non si verifichino, un Servizio Sociale efficiente ed efficace deve necessariamente svolgere attività volte principalmente alla tutela del minore, promuovendo e stimolando i contatti con i genitori, anche favorendo ed orientando le potenzialità degli stessi attraverso il proprio mirato intervento. Una delle azioni più importanti del Servizio Sociale, al fine di preservare, quanto più possibile, l’integrità del nucleo e favorire lo sviluppo e la crescita del bambino nel proprio contesto familiare, adeguatamente supportato, è caratterizzata dalla necessità di aiutare i genitori, collaborativi, a fare fronte alle difficoltà e responsabilità che il loro ruolo implica. Trasformare, quindi, le potenzialità in risorse, responsabilizzando il genitore e “prendendosi cura” della vulnerabilità perché, quanto più possibile, il nucleo riesca ad affrancarsi dalla situazione di disagio. Nelle situazioni più difficili e drammatiche, in cui è inevitabile l’allontanamento del minore, il Servizio Sociale, non prescindendo dal prioritario interesse dello stesso, comunque non trascura il problema connesso al disagio intrafamiliare e alle difficoltà del nucleo di origine, favorendo, dapprima, la comprensione dell’intervento posto in essere e, successivamente, prendendo in carico la situazione nella sua complessità e totalità. Strutturare dei Servizi, attraverso una rete sempre più articolata e capillare, con interventi mirati da parte di specialisti nelle varie aree di competenza che gravitano attorno alle situazioni di disagio intrafamiliare, è una realtà in cui ci si deve costantemente migliorare, implementando le azioni, favorendo le collaborazioni con gli utenti, i legali, gli specialisti. Un centro semiresidenziale di accoglienza e ospitalità del minore può ben costituire un punto di partenza importante attraverso cui implementare, appunto, le attività già in essere proprie del nostro Spazio Famiglia. Un centro in cui il minore viene accudito, stimolato ed impegnato per un buon numero di ore giornaliere, con il contestuale coinvolgimento dei genitori nel processo organizzativo e formativo. Una sorta di patto di corresponsabilità attraverso cui tra Servizi e Genitori deve crearsi “un’alleanza” finalizzata alla tutela del minore, alla salvaguardia del nucleo, offrendo una opportunità di crescita, di miglioramento e di acquisizione della responsabilità che il ruolo genitoriale implica. Un atto di fiducia volto ad evitare o, almeno, ridurre provvedimenti estremi. La realizzazione di tale disegno progettuale è strettamente connessa ad un giudizio prognostico favorevole sulle potenzialità di recupero. Per questo, fondamentale, è la collaborazione tra Famiglia, Istituzione Scolastica e Servizi. In sostanza, il diritto del minore a crescere ed essere educato in via principale nella propria famiglia costituisce un caposaldo del nostro Ordinamento. Talune situazioni, tuttavia, integrano una tale gravità dei comportamenti posti in essere in danno dei minori, da rendere inevitabile il ricorso all’Autorità per provvedimenti restrittivi, limitativi della responsabilità genitoriale e di allontanamento dal nucleo. Anche in questi casi, importante è delineare, con il doveroso scrupolo, con scienza e coscienza, un percorso, un disegno progettuale che, in caso di giudizi prognostici più favorevoli, può anche essere finalizzato al recupero, attraverso un reinserimento. Occorrono, sempre e comunque, sforzi sinergici da parte delle Istituzioni tutte, delle Famiglie e dei Professionisti del settore affinché, con mirate e sempre più attente azioni politiche e progettuali, si possa investire nella tutela e salvaguardia dell’Infanzia e della Famiglia. In questo si traduce, certamente, il miglior investimento per il nostro futuro… “Non c’è a questo mondo grande scoperta o progresso che tenga, fintanto che ci sarà anche un solo bambino triste” (A. Einstein).

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