Aprile 2018

PERSONE & PERSONAGGI

IL QUESTORE DI RIETI

Racconta la Città e Provincia ad un anno dal suo insediamento

sicurezza

Abbiamo chiesto al dr. Antonio Mannoni questore di Rieti, ad un anno dal suo arrivo, di raccontarci la città e la provincia attraverso lo sguardo offerto dal suo particolare osservatorio.
E’ stato lui a dover guidare dal punto di vista istituzionale, della sicurezza e prevenzione, il momento difficile e delicato del dopo terremoto. L’arrivo di tanti premier stranieri - partendo da  Carlo d’Inghilterra - visite istituzionali importantissime come quella del capo dello Stato, ministri ed altre personalità sulle terre del sisma hanno richiesto un’attenzione ed un protocollo particolare. Così come massima vigilanza è stata ed è indispensabile parlando di ricostruzione ed appalti. Non sappiamo se solo di coincidenza si sia trattato avere a capo della nostra Questura un professionista con un curriculum assai ‘pesante’ quale quello del dr. Mannoni, con  trascorsi interessanti che lo hanno visto investigare su numerosi sequestri di persona, occuparsi di criminalità mafiosa e traffici internazionali di droga, collaborando anche con l’F.B.I. americana ed assumendo importanti incarichi.

“Il primo pensiero, dissi all’epoca, è per le vittime del terremoto, e così è stato. Oltre a quanto ricordato relativamente al post sisma, ci sono stati una serie di servizi antisciacallaggio ed il fenomeno questa volta, anche grazie alle altre forze di polizia con cui ci siamo coordinati, è stato contrastato. Rientrati pian piano dalla prima emergenza e dalle nostre competenze, abbiamo riversato nuove energie nelle restanti parti della Provincia. Forte attenzione è per la Sabina, zona confinante con la provincia romana in cui si sta creando un polo industriale e commerciale con consistente flusso di mezzi, persone e indotto: si potrebbero manifestare in prospettiva delle problematiche di criminalità diverse, un po’ più accentuate rispetto al passato.
In questo ultimo periodo si è registrato qualche furto in più, ma la presenza più forte in quella zona periferica è quella dell’Arma dei Carabinieri che si sta occupando del controllo del territorio, noi a supporto invieremo i reparti Prevenzione e Crimine, pattuglie in arrivo in questi giorni da Roma”.

 Alla luce della sua esperienza sul campo, quali sono gli indicatori che parlano dell’attenzione della criminalità organizzata per un territorio?
“Rieti non è al momento interessata a questa presenza. La criminalità organizzata agisce dove c’è possibilità di sviluppare forti interessi economici, il terremoto, con l’indotto prodotto potrebbe rivelarsi occasione appetibile: noi siamo qui per questo. Ci sono gruppi di interforze, gruppi di lavoro anche in Prefettura, per monitorare costantemente queste situazioni; si faranno accessi ai cantieri, si controllerà chi materialmente sta facendo i lavori per evitare ci siano ditte ‘a rischio’, offrendo il massimo impegno per prevenire da subito infiltrazioni.
Nella mia carriera mi sono occupato anche di ‘ndrangheta, di mafia, questo bagaglio professionale fornisce una sensibilità in più nel riconoscere determinati segnali”.

E’ arrivato nel momento in cui la nostra città registrava un’intensificarsi dei furti in abitazione. Uno in particolare, colpì l’opinione pubblica, ai danni di una famiglia che si trovava all’interno rimanendo in balia dei ladri, armati. Su questo giornale avemmo qualcosa da ridire sul suo ribadire come la nostra fosse un’isola felice, sottovalutando (ci sembrò all’epoca) lo stato d’allarme dei cittadini. A distanza di un anno come racconta questa città?
“Vedo un Comune molto tranquillo con forte controllo sociale e collaborazione tra reatini e forze di Polizia. C’è un calo sensibile di tutti i reati a livello nazionale, eppure a questo non corrisponde il comune ‘sentire’. E’ il furto da noi a creare allarme, dovrebbe farci capire quanto siamo fortunati rispetto a città dove stupri e omicidi sono all’ordine del giorno. A proposito di quella rapina io dissi di attendere per verificare se fosse l’eccezione e così è stato. In una provincia confinante con Roma come questa c’è il fenomeno dei ‘trafertisti’, vengono da pochi chilometri di distanza dopo aver individuato una zona, colpiscono quattro, dieci case e poi vanno via. In alcuni casi dopo averli seguiti, intercettati, arrestati hanno allentato la presa. Magari torneranno altri, l’importante è  mantenere la situazione sotto controllo.”

Intensa è l’attività dedicata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.
“Ci lavoriamo molto, arrestiamo in continuazione extracomunitari ma anche reatini. Si spostano in continuazione sulle piazze di Terni e Roma dove si riforniscono. Non ci sono trafficanti di grosse dimensioni su Rieti. Abbiamo una sezione narcotici e una squadra mobile molto preparata ma non possiamo pensare di debellare definitivamente, possiamo solo limitare al massimo il fenomeno. Fin quando ci sarà domanda avremo offerta sul mercato. 

Relazionandoci con i nostri lettori avvertiamo un senso di sfiducia, purtroppo non modificatosi nel tempo, rispetto all’utilità della denuncia. Fatto gravissimo sia per voi impedendovi di fatto di avere percezione di quanto accade, sia per il cittadino che rinuncia così a difendersi. Guardiamo troppe fiction? Ci attendiamo una sequenza di atti fin troppo costosa ed impegnativa in piccole realtà  come le nostre?
“Invito tutti e sempre a denunciare: può capitare di ritrovare delle refurtiva e saremmo in condizione di sapere a chi restituirla. Da più denunce possiamo capire il raggio d’azione  e riuscire a canalizzare le nostre energie, usando la geolocalizzazione, studiando la zona, gli orari. Quando arriviamo dopo un furto ricostruiamo il modus operandi, dopodiché cerchiamo tracce, oggetti abbandonati, da un passamontagna ad esempio possiamo estrarre un capello e fare l’esame del dna  lasciandolo a futura memoria. Attraverso il siema AFIS se troviamo un’impronta accediamo ad una banca dati e nel giro di pochi minuti siamo in grado di capire se appartiene ad un pregiudicato e chi sia. Vi assicuro che dopo i rilievi immediati, l’acquisizione delle immagini, si studiano elementi utili per uno sviluppo investigativo. Nel caso non ci fossero risultati immediati, acquisiamo comunque indizi che, assommati ad altri, ci daranno modo di agire in prevenzione: il ladro è seriale. Purtroppo il cittadino pensa che si sottovaluti questo tipo di reato, ma non è così. Il nostro tipo di controllo passa anche attraverso le vie d’accesso in città (è di queste ore l’intervento in via Paolessi che ha colto in flagrante tre persone penetrate in un appartamento).anche il singolo però deve collaborare con quelle scontate precauzioni che contribuiscono alla sua sicurezza e al preservare i propri beni.”

Immigrazione: anche il Sindaco ha chiesto maggiore attenzione e di scongiurare la concentrazione in determinate zone. Come intervenite per il controllo?
“Chiunque si trovi nel nostro territorio senza regolare permesso di soggiorno viene immediatamente rimpatriato. E su Rieti sono rarissimi questi casi. Poi ci sono gli immigrati che pur essendo presenti legalmente delinquono, con loro ci comportiamo senza alcuna differenza rispetto agli italiani. E’ la Prefettura ad occuparsi delle presenze. Noi con un sistema di interforze (Prefettura, Vigili Urbani oltre i nostri agenti) stiamo verificando l’agibilità delle case intestate alle cooperative, il numero dei presenti all’interno, le situazioni a rischio, con una particolare attenzione allo spaccio di stupefacenti. La presenza degli stranieri è abbastanza limitata forse però maggiormente avvertita perché concentrata. Credo che la Prefettura intenda risolvere questo problema, prevedendo con i prossimi bandi la dislocazione degli eventuali arrivi anche in altre zone, più periferiche.” 

Da quest’anno l’anniversario di Fondazione della Polizia si svolgerà in un data unificata il 10 aprile, 166  sono gli anni.
“Quest’anno la nostra festa verrà celebrata nella Chiesa di San Domenico, per essere più a contatto con la gente. L’organo Dom Bedos tornerà a suonare dopo tanto tempo grazie ad uno dei musicisti esperti in questo ambito. Sarà l’occasione per fare un resoconto delle nostre attività, premiare alcuni nostri operatori, far conoscere i nostri mezzi e la nostra attività, con uno stand dedicato anche al lavoro della Scientifica. Aspettiamo la popolazione per festeggiare insieme."

Stefania Santoprete

 

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