Giugno 2019

STORIE

IL MUSEO VEICOLI STORICI LODOVICO SPADA POTENZIANI

Un sogno realizzabile?

sport

(di Stefania Santoprete) La ‘Quattro giorni motoristica’ organizzata da Paolo Toffoli Presidente del Museo Veicoli Storici Lodovico Spada Potenziani, anche nel ruolo di coagulatore di tante altre realtà come il Club Volante d’Argento, l’ Hobby Moto d’epoca, il Vespa Club Rieti, il Rieti Racing Club e l’Extreme 500 Sport Club, è stata occasione per dimostrare il grande potenziale del nostro territorio: ciò che abbiamo visto è una minima parte di un patrimonio rappresentato da circa duemila auto storiche e duemila moto d’epoca.
Il problema è non avere locali adeguati e spazi protetti per esporli “Il progetto del Museo - spiega Paolo - è nato nel 2000: mette insieme il sito espositivo ed il racconto della storia poco conosciuta del motorismo reatino in campo automobilistico, motociclistico ed aeronautico con le officine di restauro. Queste ultime da me sperimentate da quattro anni in collaborazione con Fiorello Formichetti, Alberto Ciferri e il Vespa Club, attraverso progetti scolastici con la Sisti e la Pascoli hanno dato dimostrazione dell’interesse forte dei ragazzi di ogni età per questo ambito.
Le Officine nascerebbero all’interno della struttura del Museo ed attraverso un percorso di formazione, si creerebbero delle figure professionali specializzate capaci di occupare le diverse posizioni: dal verniciatore, al battilastra, al chi si occupa dei quadranti, della pelletteria ecc.
Sarebbe interessante anche soddisfare quella richiesta di parti meccaniche assenti; per questo abbiamo previsto anche un ufficio tecnico d’avanguardia, in cui progettisti meccanici possano realizzare stampi di pezzi di ricambio certificati per auto e moto d’epoca.  Ciò consentirebbe una indipendenza economica, dovuta anche a delle esposizioni inserite nella platea nazionale, con una biblioteca specializzata riservata agli appassionati e piccole attività commerciali inerenti al tema”.

Nei giorni della ‘4 giorni motoristica’ sono state molte le persone che hanno scoperto con entusiasmo e curiosità questo progetto per il quale si sognano innumerevoli sedi, a partire da quella ipotizzata addirittura nel 2000, dell’ex mattatoio, Foro Boario, ex deposito Asm. “Mio idolo è Franco Scaglione - spiega Toffoli - un designer morto poverissimo, firmò la scocca dell’Alfa 33, della Giulietta, lavorando per Bertone. Prendendo lo spunto da uno dei suoi cofani aerodinamici ho immaginato il tetto dando all’intero Museo una struttura avveniristica, con vetrate e moderne soluzioni da fonti rinnovabili. Sul progetto Rieti 2020 della precedente amministrazione questa zona era già stata descritta come polo funzionale, culturale, non so che fine abbia fatto ora insieme ai fondi previsti, ma sarebbe bello realizzare lì questo sogno di molti appassionati, il ponte lo metterebbe in contatto diretto con il nucleo sportivo reatino rappresentato dal Campo Raul Guidobaldi. E’ tanto che cerco l’appoggio dell’amministrazioni: è stato proposto a quelle succedutesi in 19 anni, in Provincia all’allora presidente Melilli, all’ex Presidente della Fondazione De Sanctis, ai vari consiglieri regionali: non ho mai lasciato nulla d’intentato e continuerò come una goccia cinese”.

Le rievocazioni storiche

Molti anni fa trovai l’invito per il raduno alpinistico motoristico del 1905 con l’intero programma: il 14 agosto si svolgeva il ‘Km lanciato’ (in foto) realizzato a Rieti, da Quattro Strade a Madonna del Cuore alla folle velocità di 30 Km/h! Ora fa sorridere ma considerate che a quei tempi le strade erano bianche, i signorotti avevano al fianco il meccanico ed il servo che a piedi, anticipandoli di 200 metri, toglieva i sassi dalla strada. Il circuito di Cantalice, 1907, invece, partiva da Madonna del Cuore. Vi partecipavano 3 moto leggere (telai di bicicletta motorizzati) e 3 pesanti, rappresentate da quelle tedesche.

 L’intitolazione al Principe Potenziani

“Il Principe è stata persona multivisione pioniere del motorismo, dell’aeronautica appassionato di più discipline, ha favorito Nazareno Strampelli, ha allevato purosangue, ha promosso la coltivazione del cotone. Con lo stesso Matricardi, giornalista dell’epoca, con Rosati Colarieti, Vincentini, Blasetti, Mareri, faceva delle escursioni in sella alla sua moto prima di passare all’auto,una Panhard Levassor (siamo ai primordi) fino a giungere alla sua ultima 850 Abarth. Nel 1933 esperto di vela, divenne proprietario di un veliero di 64 metri a 3 alberi (attualmente ancora in acqua per le regate storiche con dieci uomini di equipaggio anche se non più con il suo nome originale di ‘Atlantide’).

Del suo enorme parco macchine è purtroppo rimasta una moto day, esposta durante la manifestazione, restaurata, ed un Balilla motocarro a due posti con cassone in legno, di proprietà privata, purtroppo danneggiata dall’ incuria”.

Nel 1908 Potenziani assunse la presidenza della Società aeronautica italiana e la vicepresidenza della Fédération aéronautique International (fu lui ad accogliere a Chicago Italo Balbo dopo la trasvolata) e qui si innesta anche l’altro aspetto, appunto quello aeronautico, con i nostri Tre Moschettieri, così presentati nel Convegno svolto a margine dell’arrivo della Mille Miglia a Rieti: l’ing. Celestino Rosatelli di Belmonte, l’ing Francesco Mosca di Rieti, abitante in via Roma e l’ing. Giulio Cesare Costanzi di Contigliano. “Ebbi la fortuna di parlare con il figlio di Rosatelli, Armando poi deceduto, ed ora siamo in contatto con sua figlia Luisa motivatissima nel ritrovare tutto ciò legato a suo nonno. Ricordiamo che l’Istituto Rosatelli sta costruendo il famoso caccia Cr1 del 1923, iniziativa di rilievo e di grande importanza che inserisce i ragazzi alla visione aziendale di una progettazione da trasformare e realizzare, consegnando loro preziose competenze. Non posso accettare però che si utilizzino fondi e persone di Rieti per realizzare un pezzo unico, pronto al volo, per poi donarlo al Museo di Vigna di Valle: era un elemento d’eccellenza attorno al quale far ripartire il nostro aeroporto, con un centro d’aeronautica in cui non fosse coinvolta, come ora, solo una ristretta cerchia di persone. In qualsiasi parte del mondo si realizzano degli air show con delle rivisitazioni, con mezzi militari, perché non utilizzarlo? Altra occasione persa: incontrai la contessa Maria Fede Caproni a cui esposi il mio progetto del Museo, si offrì di mettere a disposizione parte del materiale conservato nei magazzini: materiale aeronautico che avrebbe voluto trasferire a Rieti se solo avessimo avuto una struttura adeguata.”

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