Marzo 2020

IL GOVERNO BINDA L'ITALIA MA NON CHIUDE LE FABBRICHE. INSORGE CONFINTESA

impresa
A seguito della decisione dell'esecutivo giallorosso di disporre la serrata per diverse tipologie di negozi ed attività commerciali, l'Italia pare essersi fermata.
Eppure, lo stesso non può dirsi per gli stabilimenti produttivi, che restano regolarmente aperti, spesso senza che vengano garantiti adeguati livelli di sicurezza e anti contagio da Covid-19.
Sul punto è intervenuta una nota a firma di Giustino D'Uva, segretario generale dei metalmeccanici di Confintesa: "In questo momento di forte difficoltà sono gli operai italiani che stanno consentendo la tenuta dell'intero sistema economico e produttivo nazionale. E' inaccettabile, però, che lo stiano facendo correndo dei rischi enormi, visto che le disposizioni contenute dei decreti varati da Conte non tengono minimamente da conto la situazione di fabbriche e stabilimenti. Per questo, innanzitutto, dichiariamo formalmente di sostenere tutte le iniziative di sciopero intraprese al fine di chiedere che vengano approntate le dovute tutele anche per gli operai. Inoltre, chiediamo immediatamente al governo che si riunisca un tavolo tecnico per affrontare la situazione di emergenza in cui si trovano i lavoratori metalmeccanici; al fine di disporre l'immediata sospensione delle attività per tutte le aziende che non siano in grado di predisporre le dovute misure di sicurezza e prevenzione del contagio e, d'altra parte, allo scopo di individuare gli stabilimenti produttivi la cui produzione non può essere bloccata, poiché funzionale al fronteggiamento dell'emergenza sanitaria".
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