Febbraio 2018

LIBRI

IL GIORNALISMO LOCALE

Sguardo retrospettivo di Antonio Cipolloni

libri

Entrando in casa Cipolloni si rimane affascinati dal numero di documenti perfettamente archiviati e ci si chiede se anche tutto il  materiale allineato diligentemente sul nostro desktop, in cartelle digitalizzate tutte omogenee, rappresenterà per noi uno stimolo alla consultazione e all’utilizzo in un futuro. Perché Antonio parte proprio dalle carte in suo possesso per capire la direzione da prendere per la prossima pubblicazione. E’accaduto così anche per l’ultima ‘fatica’: suo scopo era quello di raccontare un periodo vissuto in prima persona e ben conosciuto “Il libro nasce dalla mia esperienza giornalistica e dalla creazione della sezione reatina dell’Associazione Stampa Romana, avvenuta nel ’62 quando fu eletto Pileri come primo presidente. Io divenni Segretario, logico quindi possedessi il carteggio necessario a raccontare quel periodo, insieme a numerose foto. Da lì sono partito, il resto è uscito fuori quasi a corollario; mancano certamente nomi di persone anche amiche, ma non era mia intenzione fare un elenco dei giornalisti: per quello basta rivolgersi ad internet.”

L’idea era di mettere in evidenza ciò che dal ’62 sino alla fine degli anni Ottanta, con Carrozzoni Presidente, la sezione aveva fatto. Tra le iniziative più importanti il Premio assegnato ad una personalità distintasi per le azioni messe in atto, che fosse da stimolo sia per un miglioramento dei rapporti dei responsabili degli Enti con la Stampa, sia per un progresso del territorio provinciale.
Tra i premiati Leonardi della Camera di Commercio, Malfatti Deputato al Parlamento e Ministro, Bernardinetti Presidente dell’Amministrazione Provinciale, De Juliis Sindaco di Rieti.
“Le attività di riferivano al materiale in mio possesso, ad esempio gli atti del Campionato Nazionale Giornalisti d’Italia svoltosi negli anni ’60, le Corse Ciclistiche, l’investitura di Mons. Chiarinelli appartenente all’Associazione Stampa: questa è la base del lavoro.”
Un cuore documentato ed a corredo le notizie uscite come dei flash, demandando ad altri eventualmente il compito di approfondirle in un’ulteriore pubblicazione.
“In questo libro non vengono nominati altri organi di informazione alternativa alla stampa, se non alcune emittenti, sebbene io sia stato tra i fondatori di Radio Rieti 1. E’ il caso anche delle edicole. Parlo di quella di piazza, non la più antica, ma gestita direttamente dal distributore provinciale dei giornali, Tomassetti. Qualcuno aveva ‘lu banchittu’ davanti alle Poste per vendere giornali e riviste, era Ercolino Campogiani che, aiutato da sor Antonio Tomassetti, aprirà un’edicola dietro il Comune spostata in seguito alla costruzione prima del Mercato coperto e poi del parcheggio, fino a giungere a Piazza Tevere. Manlio Fosso ambulante con triciclo a firma del Messaggero finirà in quella dinanzi al Tribunale. Infine Romoletto che la mattina vendeva giornali e la sera andava a fare il massaggiatore al campo sportivo, avrà l’edicola di Villa Reatina. E di edicole non si parla più nel mio libro, ne restano fuori alcune importanti ma ho seguito il percorso dettatomi dagli ‘strilloni’. Per quel che riguarda le tipografie anche in questo caso non tutte sono presenti. Parto da Sacchetti Sassetti per interessarmi a quella di Petrongari, Palazzo della Stamperia accanto a Blasetti, lego ai Nobili tutta l’evoluzione di un imprenditore che lascia agli operai la possibilità di guidare in proprio le attività del settore tipografico mentre si dedica all’industria cartaria che un furioso incendio manderà in fumo, dopo tante soddisfazioni, nei primi anni ’60 e poi ne annoto qualcun’altra  Sono scelte fatte, che prescindono dalla simpatia o antipatia, tutto ha un suo perché.”
Un compito arduo quello tentato da Antonio Cipolloni, decano dei giornalisti, tanto il materiale a disposizione e tantissime realtà coinvolte. Ma è un primo passo importante per recuperare l’oblio in cui rischiava di cadere lo zoccolo duro dell’informazione locale, quel manipolo di ragazzi che testimoniarono il cammino di questo territorio ed il suo sviluppo, molti dei quali non sono più di questo terra. Quelli le cui firme non volarono sul web spandendosi in tutto il mondo, ma che scesero in strada muniti di penna e taccuino, con una ‘Laika’ al collo ed una ‘Lettera 22’ che li aspettava. Quelli che non avevano un telefonino al seguito, ne’ un hard disk come archivio, solo una ferrea memoria, la stessa che nonostante il passar degli anni accompagna ancora Cipolloni, convinto di avere il dovere di recuperare ancora brandelli di storia locale, anche quella più umile, impressa nei luoghi e nelle abitudini.
E’ ora alla ricerca di ricordi e aneddoti legati alle vecchie e frequentatissime osterie locali.
Il libro “La Stampa a Rieti dal Primo Novecento all’era Web” rappresenta comunque uno spaccato interessante e sta dando all’autore grosse soddisfazioni, essendo ben richiesto nelle librerie ed edicole in cui è presente.
Da questa redazione lo ringraziamo per il generoso spazio riservato alle nostre attività professionali che, dagli anni Settanta, hanno attraversato ogni aspetto della comunicazione.

Stefania Santoprete

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