Aprile 2018

PERSONE & PERSONAGGI

IL CONSORZIO PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE

Il punto di vista del Presidente Ferroni

amministrazione

Per il cittadino reatino il Consorzio appare come un’entità astratta di cui poco o niente si sa fin quando non arriva la decisione relativa al parcheggio dell’Ospedale de Lellis. In pochi capiscono esattamente in che modo una questione simile possa essere di competenza dell’Ente. Interpellato, Andrea Ferroni presidente del Consorzio Industriale della Provincia di Rieti taglia corto alle polemiche che lo investono in questo periodo. “Sinceramente quella del parcheggio è una piccolezza rispetto ai temi di cui ci occupiamo. Da anni ci chiedono di risolvere i problemi della viabilità il cui congestionamento ha bloccato troppe volte ambulanze in transito; avevamo intenzione di gestire noi questo progetto ma le banche non ci diedero credito. All’ennesima richiesta abbiamo fatto una gara: nessuna impresa investe senza avere un ritorno, tra l’altro una parte arriverà anche a coprire le esigenze del nostro bilancio. Ci sarà un motivo se il legislatore ha messo accanto al nostro nome la definizione ‘ente economico’ togliendo quel ‘non’ che ha invece applicato ad altri, come ai Comuni. Nel 2011 abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Asl, Asm, Comune di Rieti per la riqualificazione dell’area. Abbiamo presentato un capitolato chiedendo le condizioni a chi rispondeva al bando. Solo l’esproprio di tutta l’area costa 800mila euro.”

A nulla serve far passare il peso ‘sociale’ che ha avuto questa iniziativa calata dall’alto sull’utenza, Ferroni non crede alla ‘sommossa popolare’
“Gli automobilisti pagano ovunque in città: l’operazione è la stessa fatta con la Saba. La cosa strana è che per anni nessuno ha sindacato su alcune scelte fatte in quell’area, un parcheggio senza autorizzazione alcuna, realizzato con soldi pubblici, 420mila euro, su un terreno privato e preso in affitto dalla Asl che ha pagato per tutti questi anni; un altro spazio abusivo, su cui nessuno ha esercitato controlli (il proprietario era in possesso di un solo permesso temporaneo per la rimessa attrezzi personale). Alla fine mi verrebbe da dire ‘il parcheggio si paga punto’. Il parcheggio è appaltato, firmato, è a pagamento. In realtà sono convinto dell’utilità dell’operazione fatta. Sommessamente mi permetto di dire che si potrebbero trovare soluzioni che aiutino anche i dipendenti, attraverso forme di convenzionamento con la Asl e riaprendo il parcheggio a loro riservato, destinandolo ai visitatori. E’ vero ci siamo impegnati a non avere area sosta gratuite entro 400 metri, potrebbero però nascerne oltre questo raggio, purché indicate nel piano urbanistico e se questo non va c’è sempre la possibilità di una variante.”

Tutti i correttivi alla tariffa suonano come un beffa, l’ipotizzato primo quarto d’ora gratis, tempo insufficiente persino a raggiungere l’ambulatorio preposto, è ridicolo.
“Abbiamo ottenuto una diminuzione della tariffa da 1 euro a 0,80, richiesto un limite di tolleranza che sia di dieci minuti oltre la scadenza oraria, possono essere studiate forme di abbonamento per chi dovesse essere presente per lunghi periodi... Mi preoccupavo per malati oncologici e handicappati, ma l’ospedale ha già riservato loro dei posti, così come ai dializzati.”

Il parcheggio non è ancora stato sistemato ma la formula del pagamento è subito scattata
“Si è creata l’esigenza di recintarlo completamente e per gli otto mesi dei lavori sarebbe stato un caos, allora abbiamo chiesto di attivarlo immediatamente per avere la disponibilità dei 300 posti. Davanti all’edicola ci saranno tre corsie, 495 posti auto nell’area parcheggio, con due rotatorie una davanti l’ospedale e l’altra su via Oreste di Fazio, fermata Asm e Cotral razionalizzata, una strada sul retro che porta direttamente al parcheggio superiore senza entrare dall’ingresso principale. Anche il problema di tipo ‘psicologico’ dovuto al passaggio dei carri funebri sotto gli occhi dei malati dovrebbe essere risolto, uniformandoci finalmente a quanto accade in altri nosocomi dove sono previsti ingressi decentrati per l’obitorio.”

I Consorzi hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio, mentre nell’area di Passo Corese c’è fermento, qual è l’impegno messo in campo per il nostro nucleo?
“I consorzi industriali hanno subito una trasformazione, c’è necessità diventino centri di competenza rispetto al passato. Non più un problema di incentivi ma di come gestisci i servizi. L’area industriale Rieti-Cittaducale ha vissuto una fase di ristrutturazione dovuta all’apparato produttivo in tutto il mondo, con una caduta di aziende e di lavoro provocato dall’innovazione tecnologica. Ciò che è accaduto negli ultimi venti anni non ha paragone con altro momento storico. Ciò che si faceva con dieci dipendenti, oggi si fa in due.”

Non è limitativo dire che un Consorzio debba fornire i servizi?
“La funzione dei Consorzi ai sensi della legge sull’intervento straordinario nel Meridione, era di infrastrutturale le aree. Portato a compimento quel lavoro si sono posti problemi riguardo alla riconversione produttiva. Siamo stati coinvolti in una fase in cui l’intero mondo capitalistico si è rinnovato completamente; noi abbiamo ‘retto’ attraverso un settore fondamentale che è la meccanica di precisione che si è sviluppato ed è andato avanti, parlo della Seko, della Emec: pur nel pieno della crisi hanno conosciuto ulteriori sviluppi.”

Se questo è il ruolo come ci si occupa dei tanti capannoni dismessi? Non è anche quella un’operazione immobiliare?
“Nessuna operazione immobiliare, nessuna speculazione: tenendo conto dell’analisi dei  progetti di imprese risultanti più o meno validi, li restituiamo a prezzi molto competitivi. La legge stabilisce che al valore attuale, calcolato da un perito nominato dal Tribunale, vengano detratti i contributi pubblici che quell’immobile ha percepito, attualizzati. E’ avvenuto così che il capannone dell’Alcatel, ad esempio, sia stato riacquisito a titolo gratuito: non sempre è così. Al momento stiamo provvedendo a togliere le ipoteche pendenti. I soggetti destinatari del capannone saranno due o tre: una prima quota di circa 3.000 mq andrà ad un’azienda di ex dipendenti Ritel, ovvero Tautel che abbiamo cercato di sostenere inizialmente; ora ha 20 dipendenti, sperando possa proseguire nel trend positivo creiamo le condizioni affinché possa crescere. Altro caso è l’ex Sim nella zona servizi, il cui immobile è stato preso dalla società TEC operante nel settore bricolage. Abbiamo riacquisito Verbania e Omicron e un piccolo capannone che andrà all’Asm. I tempi per entrare in possesso di questi immobili sono stabiliti dalla legge e sono relativi  a tre anni di inutilizzo, mentre 5 sono gli anni di attesa per i terreni, a meno che nel frattempo non intervenga l’acquisto da parte di altri.  C’è una giurisprudenza favorevole ai Consorzi ma è ovvio che quando riacquisisci a costo zero un immobile da un proprietario puoi andare incontro ad un contenzioso.

E se questi nostri fabbricati venissero proposti a qualche grosso imprenditore, incentivandolo, così da portare nuova produttività e maggiore richiesta di manodopera? In fondo è ciò che è accaduto a Passo Corese, la mission dovrebbe essere questa.
“La disponibilità è limitata, non ne abbiamo altri. Io sono il Presidente nazionale dei Consorzi Industriali è ovvio che relazionandomi con tante realtà cerco di sollevare interesse. E’ stato fatto il giro delle sette chiese, ma insieme a noi c’erano tanti altri, pochi coloro che ottengono risultati. Oggi tira la logistica. Per lo stesso Passo Corese passato il momento favorevole del 2000-2006, ci sono state difficoltà ad investire in quelle aree: oggi si è ripreso”.

Cosa ci dice del famoso polo farmaceutico, cavallo di battaglia del Sindaco Cicchetti in campagna elettorale?
“Dalla divisione BioScience di Baxter è nata Baxalta, azienda biotech. Ha conosciuto un’espansione significativa aumentando la produzione, in questo momento prevede di raddoppiarla avendo necessità di nuove aree. Significa consolidamento, sviluppo occupazionale e concentrazione su Rieti di innovazione e terapie d’avanguardia per le patologie rare. Ci siamo inseriti in questa realtà prospettando all’Istituto Superiore della Sanità attraverso una lettera firmata da me, Cicchetti e Regnini, la possibilità di rendere Rieti uno dei poli di ricerca europei nel settore farmaceutico, allegando un progetto. E’ una base fondamentale: questo è ciò che serve alle nuove aziende.”

E allora perché mettere in discussione la vostra presenza nel Consorzio Universitario?
“Ai fini dello sviluppo industriale le facoltà di cui si occupa non vengono da noi reputate interessanti.”

Non era possibile indirizzare certe scelte rimanendo all’interno?
“Lo abbiamo fatto, riuscendo a fare inserire Chimica industriale: l’abbiamo avuta per soli due anni. Abbiamo puntato su Ingegneria delle reti, anche quella chiusa. Abbiamo interesse che in questa area ci siano attività di ricerca e di formazione, legati allo sviluppo allora sì che potremmo partecipare a qualsiasi iniziativa venga avviata a Rieti e dintorni.”

Quanto le condizioni del vostro bilancio sono alla base di scelte anche impopolari?
“Noi siamo un ente pubblico economico, è prevista quindi un’ attività commerciale non speculativa ma sicuramente con guadagno. I bilanci sono depositati alla camera di commercio e non sono in sofferenza: il 2015 ha chiuso in attivo, il 2016 con un attivo di 494.000 euro ed il 2017 deve essere ancora approvato ed è comunque positivo . Il problema semmai è la liquidità derivante da debiti non saldati dall’ Università 450mila euro, dalla Regione Lazio con cui abbiamo vinto un contenzioso ed attendiamo la restituzione di un milione e 949mila euro, ed ancora cifre da riscuotere da Comune di Rieti, di Cittaducale, e da qualche impresa in difficoltà.”

Ultimo flash su Passo Corese
“Al 31 dicembre 2019 l’area sarà  tutta esaurita, con poche attività ma di grande respiro. Non faccio nomi ma se Amazon aveva 22 ettari, abbiamo venduto nei giorni scorsi ad un’altra società 10 ettari ed ha già esercitato opzione su altri 17. Ci si pone ora il problema di come trovare aree nelle vicinanze. A livello occupazionale un gran risultato.”

condividi su: