Novembre 2018

LA SCALA DI BEAUFORT

IL BLACK FRIDAY E LE TENTAZIONI INDOTTE

Storie e notizie dal mondo a cura de La Vitto

società

 

Se pensate di decidere voi quello che acquistate, sbagliate di grosso!

Vi è mai capitato di uscire di casa senza avere intenzione di comperare nulla, ma siete rientrati con delle buste?

Siete mai tornati a casa con una maglietta che guardandola attentamente non vi piace poi cosi tanto?

Non vi preoccupate, capita a molti di noi e non perché siete degli sciocchi, il commercio ha regole raffinate per indurvi all’acquisto.

In questi anni più che mai le strategie di marketing delle aziende sono state implementate per indurre il “consumatore a consumare” senza rendersene conto.

Strategie supportate da studi scientifici come risonanze magnetiche al cervello, fatte in determinate circostanze per evidenziare quali aree dell’encefalo si attivano di fronte ad un determinato stimolo.

O strategie fatte, elaborando tutte quelle informazioni che lasciamo in giro per la rete, loggandoci o visitando un sito piuttosto che un altro.

Conoscere le nostre preferenze e i nostri desideri, aiuta le aziende ad elaborare strategie per indurci all’acquisto.

Non tutti sanno che: la musica, i colori dell’arredamento ed i profumi all’interno di un negozio condizionano il nostro cervello, se ben combinate attivano all’interno della nostra testa delle aree celebrali piuttosto di altre, predisponendoci all’acquisto.

E’ provato che un negozio dai colori tenui con della musica rilassante che abbia un profumo delicato,crei persuasione nel consumatore che sarà doppiamente portato a comprare.

Di sicuro vi sarete accorti che ogni negozio ha della musica, nella maggior parte dei casi non è una stazione radio qualsiasi ma delle compilation create su misura per quel tipo di ambiente, per quel target di clientela, idem per le fragranze che il nostro naso respira entrando, soprattutto se parliamo di catene di negozi di uno stessomarchio.

E gli slogan scritti sulle vetrine dei negozi?

Leggere : “ultimi giorni di saldi del 30% e del 50%” attiva nel nostro cervello un’area ben precisa, creando in noi il cosiddetto “effetto scarsità” che aumenta la nostra prospettiva di fare un acquisto di ben il 70% .

Questo meccanismo si attiva ogni volta che leggiamo “offerta”  o “saldo” su un prodotto.

E’ provato che il nostro cervello, detesta le perdite e nel caso specifico della svendita, se il soggetto non acquista è come  avesse perso un’occasione ed inoltre è portato a farlo più in fretta.

Ma allora perché comperiamo cose costose?

Si acquistare la cosa più costosaperché si ritiene la miglioreanche se a volte non è così, questo ci gratifica perché stimola la nostra area del piacere nel cervello.

D’altra parteperò se comperiamo una cosa in sconto, saremo ugualmente soddisfatti dal piacere di non aver perso troppi soldiacquistando una cosa che avremmo pagato di più, in un’altra occasione.

Insomma si trova sempre il modo per stimolare la nostra risposta fisiologica e indurci a comperare!

Nel tempo inoltre le tecniche di venditasi sono diversificate, per far leva su sentimenti diversi.

Prendiamo il caso del personaggio famoso che pubblicizza un profumo o un costume, comperare quelle cose equivale ad “essere” come lui o lei.

Al contrario negli ultimi anni si tende a far pubblicizzare oggetti da persone comuni , così il consumatore medio si riconosce o per dirla meglio, si rispecchia in quelle persone.

Uno studio ha dimostrato che i nostri “neuroni specchio” creano: una forte empatia tra noi e i nostri simili,inducono chi compra a dare credibilità a persone nelle quali si riconosce, che lavorano come lui e che ci mettono la faccia, questo concede al consumatore una maggior garanzia di qualità sul prodotto.

Lo studio che più mi ha colpito riguarda un supermercato in Inghilterra, nel quale come musica di sottofondo per diversi giorni hanno messo della musica Francese, sapete che cosa è accaduto?

Il 90% dei vini acquistati in quei giorni sono stati vini francesi.

La settimana successiva hanno provato con musica tedesca, risultato un’impennata di vendita dei prodotti tedeschi.

I consumatori sono stati intervistati a tal proposito ma non hanno saputo dare una giustificazione convincente per quel tipo di acquisto.

Quindi se ora vi guardate intorno, sappiate che tutti: gli oggetti, i vestiti, il cibo che avete in casa.. forse non erano proprio ciò di cui avevate davvero bisogno.

Paura eh?

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