a cura di Rino PANETTI

Febbraio 2020

SCARABOCCHI

IL BASKET SPIEGATO AGLI ESPERTI

formazione

(di Rino Panetti) Sì, il titolo può sembrare una provocazione, ma non lo è poi più di tanto.

Certo, Rieti è ricca di persone che giocano e hanno giocato a basket, che sanno tutto su pick and roll, tagli, schemi, ecc. Quando si alza la palla a due nel campo, è il loro momento.

Questa (talvolta autoproclamata, diciamocelo, tanto siamo tra noi) esperienza ci induce a prendere la parola, con altrettanta sicurezza e convinzione (i punti esclamativi in genere si sprecano), anche su attività che riguardano sempre il basket, ma che escono da quel rettangolo di gioco.

Perché quel rettangolo è l’ultimo miglio di qualcosa di molto più complesso, grande, ampio, che c’è a monte e che non dura per soli 40 minuti...

Negli ultimi tempi, ad esempio, due frasi ricorrono nelle valutazioni di molti degli esperti di cui sopra:

1) La NPC (per i pochi reatini ignari, si tratta della società di basket locale, che disputa il campionato di A2) ogni anno sbaglia un americano

2) Basta con questa storia del budget ridotto: se poi l’acquisto buono lo fai a metà stagione, vuol dire che potevi farlo sin dall’inizio.

Ecco, qui a mio avviso gli “esperti” di cui sopra dovrebbero andare più cauti, e magari frenare l’istinto esclamativo. Ora non siamo più sul campo di gioco, non c’è più lo schema da applicare alla perfezione.

Vediamo

Innanzitutto, il budget è determinante nelle scelte di una società. La NPC nei 6 anni di A2 (o sono 5?) ha costantemente avuto budget tra i più bassi dell’intero campionato (il più delle volte, immagino non oltre il terzultimo posto). Bene, sapete quante giornate la NPC è stata in zona playout in questi anni? Una sola giornata (dopo la sconfitta con Barcellona). Cosa significa questo? Lo scopriremo a tempo debito (ma si può intuire sin da ora).

Ma proseguiamo un passo alla volta:

Scegliere due americani giusti, sicuri al 100% o giù di lì, richiede un budget copiose, “da cose certe” (se lo può permettere Milano...e abbiamo visto che nonostante questo non è detto che...). Se investi su due americani “sicuri”, quanto resta per il resto della squadra?

Cosa deve fare allora una società con un budget all’osso? NON puntare sugli americani giusti, ma sulla SQUADRA GIUSTA.

Cosa si intende per “squadra giusta” (per una società a risorse scarse)? Si intende una squadra in cui gli eventuali errori siano recuperabili in corso d’opera. Questo è il grande General Manager di una società dai soldi contati. E’ un GM che sa che ogni anno: 1) deve prendersi dei rischi; 2) deve costruire la squadra facendo sì che i punti deboli che (molto probabilmente) emergeranno durante il campionato, siano recuperabili.

Ecco allora il valore di questi 6 (o 5?) campionati con una sola giornata da playout: è il termometro che le scelte sono state azzeccate, che la SQUADRA ERA OGNI VOLTA GIUSTA. Vero, ci sono state scommesse anche sbagliate (il ternano, ad esempio...), ma la cosa grande e importante è che sono stati sempre GLI SBAGLI GIUSTI! Ricordo il primo anno di A2: neopromossi e scuramente con il budget più basso dell’intero campionato: disputato senza sopra la soglia del baratro e con un solo acquisto in corsa: Veccia.

 

Ora, questo non vuol dire che le critiche siano da evitare, tutt’altro! Ma il modo in cui si fanno rappresentano tutta la differenza del mondo.

Io sono orgoglioso di avere dirigenti reatini così, in squadra. Reatini, lo ripeto.

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