a cura di dott.ssa Letizia MARIANTONI

Ottobre 2018

L'ANGOLO DEL FISIOTERAPISTA

IL BAMBINO E L’ENURESI NOTTURNA

salute

(della dott.ssa Letizia Mariantoni) Il 15-20 % dei bambini tra i 6 e i 12 anni bagna involontariamente il letto durante il sonno; questo disturbo molto frequente denominato enuresi, non va sottovalutato perché può causare sofferenza psicologica e disturbi della vita di relazione, soprattutto se si protrae oltre i 7 anni di età. E' importante sapere che si può fare qualcosa di semplice e definitivo perché nessun bambino dovrebbe svegliarsi in un letto bagnato di urina o peggio bagnarsi i vestiti. Molti genitori non sanno che ci sono soluzioni e non ne parlano con il pediatra, perché è un argomento imbarazzante.

Varie sono le cause del disturbo: ereditarie, disordini del sonno, ritardato sviluppo del sistema nervoso, instabilità detrusoriale vescicale, allergie alimentari, alterato metabolismo della serotonina. I problemi psicologici, sono attualmente molto smitizzati, interpretando le turbe comportamentali del bambino enuretico come conseguenze del disturbo e non come la causa primaria dell'enuresi.
Si possono utilizzare sia terapie farmacologiche sia terapie cosiddette di condizionamento, e sarà compito del pediatra e del terapista proporre la cura più idonea al singolo caso, considerando l’età del bambino e altri fattori concomitanti. Le tecniche di condizionamento sono in pratica dei sistemi di allarme che mirano a stabilire un riflesso condizionato che inizialmente permette al paziente di risvegliarsi prima che si verifichi la minzione nel sonno, e successivamente di sopprimere la minzione involontaria senza necessità di risveglio. Sconsigliati sono i risvegli periodici nel corso della notte che vengono empiricamente attuati dai genitori in molti bambini, perché non si realizzano quasi mai al momento ”giusto”, cioè pochi minuti prima della minzione nel sonno, e perché favoriscono profondi sensi di colpa nei piccoli pazienti per la consapevole incapacità ad avere un “comportamento adeguato alle aspettative “ dei propri genitori.

Il fisioterapista specializzato mette in atto interventi terapeutici volti ad aumentare la capienza della vescica, a migliorare il controllo degli sfinteri, a facilitare i risvegli notturni congrui, a modificare abitudini sbagliate del bambino ma soprattutto ad ottenere la sua collaborazione.

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