Febbraio 2018

I GIORNALISTI E LE FAKE NEWS

Anche la Chiesa invita alla riflessione

società

Nel momento in cui saremo in stampa si starà svolgendo a Rieti il consueto incontro del Vescovo Domenico con i giornalisti e gli operatori della comunicazione in occasione delle celebrazioni del loro Santo Patrono Francesco di Sales e più in generale una riflessione sul tema della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.

Per la 52esima edizione della giornata che la Chiesa cattolica dedica alla riflessione sull’impiego degli strumenti della comunicazione sociale, papa Francesco ha scelto il tema “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Notizie false e giornalismo di pace”: uno spunto che, come di consueto, il Santo Padre arricchirà con la pubblicazione del Messaggio proprio nel giorno della festa del patrono dei giornalisti. Si tratta di una distorsione spesso strumentale dei fatti, con possibili ripercussioni sul piano dei comportamenti individuali e collettivi. In un contesto in cui le aziende di riferimento del social web e il mondo delle istituzioni e della politica hanno iniziato ad affrontare questo fenomeno, anche la Chiesa vuole offrire un contributo proponendo una riflessione sulle cause, sulle logiche e sulle conseguenze della disinformazione nei media e aiutando alla promozione di un giornalismo professionale, che cerca sempre la verità, e perciò un giornalismo di pace che promuova la comprensione tra le persone.

L’incontro avrà luogo alle ore 11,30 presso la Sala degli stemmi del Palazzo papale e ad aiutare la riflessione sarà quest’anno Aldo Cazzullo, editorialista del  “Corriere della Sera” e cronista dei principali avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi 25 anni.

Nel pomeriggio, sempre all’Auditorium Varrone, Aldo Cazzullo presenterà al pubblico reatino il suo libro Metti via quel cellulare. Strutturato come un dialogo serrato tra l’autore e i figli Rossana e Francesco, il volume evidenzia i rischi e le opportunità del nostro tempo.

Aldo Cazzullo si rivolge ai figli e a tutti i ragazzi: li invita a non confondere la vita virtuale con quella reale, a non bruciarsi davanti ai videogame, a non andare sempre in giro con le cuffiette, a non rinunciare ai libri, al cinema, ai concerti, al teatro; e soprattutto a salvare i rapporti umani con i parenti e i professori, la gioia della conversazione vera e non attraverso le chat e le faccine. I suoi figli, Francesco e Rossana, rispondono spiegando al padre e a tutti gli adulti il rapporto della loro generazione con il telefonino e la rete: che consente di vivere una vita più ricca, di conoscere persone nuove, di mettere lo studente al centro della scuola, di leggere i classici. Ne nasce un dialogo serrato sui rischi e sulle opportunità del nostro tempo: la cattiveria online, gli youtuber e l’elogio dell’ignoranza, i cyberbulli, gli idoli del web, i padroni delle anime da Facebook ad Amazon, l’educazione sentimentale affidata a YouPorn, la distruzione dei posti di lavoro e della cultura tradizionale, i nuovi politici, sino all’uomo artificiale; ma anche le possibilità dei social, i nonni che imparano a usare le chat per parlare coi nipoti, la rivolta contro le dittature, la nascita di una gioventù globale unita dalla rete.

 

 

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