Aprile 2020

STORIE

"GRAZIE AL MIO SFOGO IN VIDEO UNA CATENA DI SOLIDARIETÀ"

Gianluigi Grassini e le difficoltà per riaprire il suo bar

persone

Un post a volte aiuta. Lo sa bene Gianluigi Grassini  che proprio ad un post deve una catena di solidarietà mossa dalle parole che sgorgavano dal cuore e da quegli occhi lucidi che ci tenevano legati alla sua sofferenza, lasciandocela percepire.

E’ cambiato qualcosa da allora ?

“Ho appena portato altri documenti al direttore di banca che ha preso a cuore la mia situazione. Sono stato contattato da tante persone, stanno tentando di vedere se è possibile accedere al Fondo Santa Barbara, istituito da poco, cerchiamo vie traverse.”

Perché la tua condizione credi sia diversa da quella di molti altri commercianti?

“Tutti siamo in sofferenza, avete ragione. Ci dicono: lo Stato garantisce al 100% sì, ma questo non è sufficiente. Fa il garante ma non ha tirato fuori un solo centesimo, io per il mio istituto di credito sono in sofferenza e non risulto in grado di pagare questo eventuale prestito (‘forborne’). Ho un fido già quasi interamente utilizzato, da dicembre stavo restituendo delle rate, ed è sua discrezione erogare o meno questi soldi”

Hai ricevuto molte attestazioni di solidarietà

“Vero. Addirittura grazie all’assessore Palomba sono stato contattato dall’Ambulatorio Antiusura di Roma che avrebbe dovuto aprire uno Sportello in collaborazione con il Comune di Rieti, bloccato causa covid. Virtualmente sono il loro primo cliente reatino. In questo caso però non si tratterebbe di liquidità a disposizione ma si sostituirebbero a me per far fronte ai debiti contratti con fornitori, con il proprietario del locale, per poi stilare un piano di rientro. Io ora non mollo, sento l’energia e l’affetto di tutti coloro che hanno visualizzato il video.”

Come è nato il video ?

“Venti minuti prima di quel video ero uscito dalla banca e, non mi vergogno a dirlo, piangevo come un bambino. Il direttore mi aveva appena comunicato, pur dispiacendosi, che non potevano fare altro, avremmo dovuto aspettare il secondo decreto previsto tra due mesi, per un prestito più grande in grado di coprire il fido e farmi avere liquidità. Risposi che non ero nella condizione di aspettare, ormai non avrei più riaperto. Attualmente tra fornitori, residui affitti e utenze sto a 10.800 euro, tra due mesi a quanto arriverò? Mi venne in mente di sfogarmi attraverso questo video ed Alessandro Cavolata  decise di pubblicarlo”.

Sei stato contattato anche da testate diverse

“Sì, da Il Messaggero e da Rete 4 “Dritto e Rovescio”, mi hanno chiesto di rendermi disponibile per una diretta. Non per fare la vittima ma per dare voce all’80% dei commercianti. Se io non avessi avuto questa situazione precedente dovuta alla crisi già in atto, non sarei mai ricorso ad un ulteriore prestito”.

Hai fatto un calcolo di quanto servirebbe per riaprire?

“No, ma so che sto sotto di  11 mila euro e mi servirebbe un po’ di liquidità, almeno 2/3mila euro, per ripartire e far fronte a ciò che verrà dopo. La gente ha paura, quanto incasseremo giornalmente? E per quanto tempo? Tenterò perché ho due bambini, una moglie ed una suocera. Non vi nascondo che viviamo attualmente con la sua pensione. Da 10 anni non faccio una vacanza, non sperpero denaro. Il contributo dello Stato di 600 euro, ringraziando il Cielo è arrivato ed ho potuto pagare l’affitto, per il resto debbo ancora una volta citare l’assessore Giovanna Palomba”.

Questo il video che tanta comprensione ha suscitato nelle tantissime persone che l'hanno finora visualizzato.

28_04_20

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