Gennaio 2020

GRANDE SUCCESSO DELLA 3° EDIZIONE DE "LA VALLE DEL PRIMO PRESEPE"

eventi

Si è conclusa il 5 gennaio tra gli applausi del Flavio Vespasiano la terza edizione della Valle del Primo Presepe. Facendo seguito alla collaudata formula dello spettacolo di apertura, anche per decretare i vincitori dei concorsi legati alla manifestazione l’organizzazione si è rivolta al teatro comunale. Una scelta premiata dal calore del pubblico, che non ha mancato di riempire la platea e i palchi per assistere alla serata di parole e musica, servita anche per fare un primo bilancio della terza edizione della proposta, messa in campo dalla Chiesa di Rieti per porre l’accento sull’originalità del presepe realizzato nel 1223 a Greccio da san Francesco.

Il simbolo meraviglioso del presepe
Un’intuizione che ha trovato una sorprendente conferma nella lettera apostolica Admirabile Signum di papa Francesco, firmata dal Pontefice lo scorso primo dicembre proprio nella grotta del primo presepe. San Francesco, che desiderava vedere «con gli occhi del corpo» il mistero dell’incarnazione, andò oltre la rappresentazione: riuscì a mostrare che Dio si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi. Un fatto inaudito, che vede quanti si radunano attorno alla grotta ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero.

Un messaggio per i giovani
Il presepe induce a prendere sempre nuovamente coscienza di quale grande dono sia la trasmissione della fede, e fa sentire il dovere e la gioia di partecipare ai figli e ai nipoti la stessa esperienza. Non a caso anche quest’anno il programma della Valle del Primo Presepe ha visto protagonisti i giovani: con i laboratori, i concorsi, la collaborazione con le scuole. Numerosi gli appuntamenti dedicati ai bambini e alle famiglie che si sono svolti nella chiesa di san Domenico: il laboratorio del gessetto con i Madonnari di Bergamo; le due giornate con l’evento “Costruiamo un presepe con i mattoncini” a cura dell’Associazione Sleghiamo la Fantasia; l’esperienza dello Stargate Planetarium 4K: il primo planetario itinerante in Italia dotato di tecnologia laser Ultra HD.
Ulteriore gradita conferma il Mercato delle arti e degli antichi mestieri della Valle del Primo Presepe, realizzato dalla Compagnia di San Giovanni sotto le volte del Palazzo Papale. Grazie al contributo della Regione Lazio – Agenzia Regionale del Turismo e al sostegno del MIUR, nell’arco di un mese centinaia di persone e diverse scolaresche hanno toccato con mano saperi, innovazioni e tecniche del tempo di Francesco.
Cinquantacinque le opere proposte dagli istituti scolastici che hanno partecipato al concorso “La Scuola e il Presepe”, oltre mille i ragazzi che hanno visitato il percorso espositivo, partecipato alle dimostrazioni-laboratorio e ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. L’edizione 2019 ha anche segnato la nascita del #TgdellaValle, un progetto rivolto ad un gruppo di adolescenti che sotto la supervisione della Segreteria della Valle del Primo Presepe hanno assunto il ruolo di “intervistatori” durante gli eventi. E non va dimenticata la collaborazione con il Liceo musicale di Rieti, che ha messo a disposizione la sua orchestra per il grande evento di apertura e le belle voci soliste delle studentesse Chiara Focaroli e Giorgia Imperi per quello di chiusura.

I premiati ai concorsi
Nella serata conclusiva, i coinvolgenti momenti musicali sono stati intervallati dalla premiazione dei vincitori del concorso “Il Presepe Icona dell’Incarnazione”, aperto a quanti realizzano presepi artigianali artistici, e “La scuola e il presepe”. I premi per i primi tre classificati nella competizione tra presepisti sono stati consegnati dal maestro materano Francesco Artese. A salire sul gradino più alto del podio è stato Lorenzo Boemo con 1223 Notte Santa, seguito da Ciro Izzo con Quanno nascette ninno, e da Francesco Napolitano, con San Francesco e Gesù. Una menzione speciale è stata riservata ai due presepi realizzati dai detenuti nella Casa Circondariale di Rieti, all’opera Presepe Magico della Coop sociale onlus Loco Motiva, a Ritorno all’umiltà e alla semplicità dell’Associazione Mani di Forbice, alla Confraternita di Misericordia di Rieti per l’Omaggio al Santuario di Greccio, alla sacralità della Natività di Gesù, realizzato da Roberto de Angelis, e alle opere realizzate dalle comunità di Accumoli, Amatrice, Borbona, intitolate rispettivamente Il Simbolo, L’Incontro e La Fede.

Più articolata la premiazione delle scuole, divisa per ordine e grado. Tra le scuole dell’infanzia si è classificata in terza posizione la Fassini dell’istituto compresivo Angelo Maria Ricci e al secondo posto la scuola paritaria Santa Rosa Venerini di Rieti, mentre sul gradino più alto sono salite le classi prime A e B dell’istituto comprensivo di Borgorose. A consegnare il riconoscimento è stato l’assessore alla cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti.

A padre Francesco Rossi, guardiano del santuario di Greccio, il compito di premiare le migliori opere delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Sul podio per le prime i lavori degli istituti comprensivi di Borgorose (terzo classificato), di Leonessa (secondo classificato), e del reatino Minervini-Sisti (primo classificato); ad aggiudicarsi il premio tra le seconde sono stati gli istituti comprensivi Marconi Sacchetti Sassetti di Rieti (terzo classificato), Marco Polo di Rocca Sinibalda (secondo classificato) e ancora Minervini-Sisti di Rieti (primo classificato).

Infine, è stato il vescovo Domenico a premiare le scuole superiori, che hanno visto al primo posto Arianna Franceschini del Liceo Artistico, seguita dalla classe terza B del Liceo Statale Elena Principessa e dalla quarta B dell’istituto Luigi di Savoia ITA. Menzione speciale per il mosaico di Giulia Moretti, altra alunna del Liceo Artistico.

I numeri della Valle del Primo Presepe
La terza edizione della Valle del Primo Presepe ha visto anche un significativo incremento in termine di visitatori. Il Santuario di Greccio e il Palazzo Papale, con le due opere monumentali realizzate dal maestro Francesco Artese sotto gli archi e l’esposizione nel soprastante salone, hanno fatto registrare circa 60.000 presenze ciascuno. Si è registrato un incremento dell’affluenza nelle altre sedi espositive del centro storico di Rieti in media pari al 20%. Buona parte delle presenze del Santuario sono andate anche alla scoperta del borgo di Greccio, attratte dal Museo Internazionale del Presepe (che a sua volta ha registrato un incremento di presenze rispetto allo scorso anno di circa un terzo) e dalle diverse iniziative promosse dal Comune di Greccio, come la XXI Mostra Mercato di artigianato e oggettistica per il presepe e la Rievocazione storica del primo presepe, messa in scena come sempre con grande successo. La proiezione animata “Francesco e la vera storia del presepe”, ospitata per il secondo anno consecutivo nella Sala Mostre del palazzo comunale, sul canale You Tube del settimanale diocesano Frontiera ha superato le 38.000 visualizzazioni, anche grazie alla condivisione di altri media.

Un percorso realizzato con l’impegno di tanti
A conclusione del bel pomeriggio di allegria e musica sono saliti sul palco i sindaci di Rieti e Greccio, Comuni partner della diocesi di Rieti per l’iniziativa realizzata anche quest’anno grazie al sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, ma anche grazie alla consulenza scientifica dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, alla partecipazione di tanti artisti e all’impegno vario e prezioso di tante realtà realtà del territorio e non, come Agorà, Scuola Interforze per la Difesa NBC, Fondaco e Impresa Sociale ProMis. «Se si va d’accordo, pur nella distinzione dei ruoli, c’è un destino per tutti», ha detto sul palco il sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti, al quale ha fatto eco il collega di Greccio, Emiliano Fabi, ricordando che il presepe «parla di inclusione, di fraternità di pace». Un’iniziativa di qualità che dà entusiasmo Valori richiamati anche dal vescovo Domenico che volendo fare un primo bilancio della terza edizione ha voluto sottolineare il dato qualitativo, più che quantitativo, dell’iniziativa. A dispetto dei tanti «non luoghi» che ci circondano, ha sottolineato don Domenico, la Valle del Primo Presepe permette di riscoprire il contesto locale come «luogo», cioè come spazio in cui «è possibile vivere delle relazioni, che hanno la loro fatica, ma anche il pregio di ristabilire un contatto tra le persone». In fondo, ha spiegato mons Pompili, la Valle del Primo Presepe è «un’occasione di incontro, innanzi tutto tra di noi», e «l’entusiasmo» avvertito tra quanti si sono mossi tra Greccio e Rieti nasce proprio dalla scoperta che possiamo ancora innamorarci dei nostri luoghi, e a partire da questo sentimento «fare insieme tante altre cose».

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