Giugno 2020

EVENTI E MANIFESTAZIONI

GIUGNO ANTONIANO. IL VESCOVO ANNUNCIA LA CREAZIONE DEL FONDO 'PANE DI S.ANTONIO'

chiesa

Una giornata che avrebbe visto ancora molta gente  attendere i fuochi tradizionali che decretavano la fine del Giugno Antoniano accompagnando, dopo un'estenuante percorso, la lunghissima Processione dei Ceri. Ma il 2020 sarà ricordato come l'anno della pandemia che ha trasformato le nostre vite e di cui anche il vescovo Pompili ha parlato nella sua omelia durante il ponteficale del pomeriggio, in quello che sarebbe stato il momento dell'uscita della statua del Santo. “Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio”. La descrizione della donna di Sunem è impietosa, ma fa emergere - per contrasto - il coraggio della sua accoglienza, in mezzo a circostanze obiettivamente difficili. Anche noi siamo nel bel mezzo di una crisi. Ci siamo ritrovati all’improvviso poveri e invecchiati da una serie di limitazioni comprensibili, ma che ci hanno penalizzato - ha spiegato il vescovo Domenico - Eppure la festa di sant’Antonio, ha fatto emergere ‘cose’ che andranno sviluppate nei prossimi anni.

La prima? Non è stata possibile la benedizione dei bambini e allora è stata la reliquia di S. Antonio che ha fatto il giro delle parrocchie per incontrare i piccoli con le famiglie. I frati e la Pia Unione si sono inventati un’altra cosa: più agile e più estroflessa. Accogliere significa fare il primo passo e non attendere a  varco. Anche il Vangelo tornerà ad essere interessante se chi lo annuncia non se ne sta imbronciato, a braccia conserte, ma si sbilancia e rischia con  qualche proposta verso gli altri.
La seconda? Sono mancati i fuochi, la musica, il cioccolato caldo, le cene. Ma non è mancato la cosa più importante e, cioè, la solidarietà" è a questo punto che il vescovo lancia un nuovo progetto, parallelo a quello del Fondo Santa barbara istituito nella ricorrenza della Santa Patrona. " S. Antonio è vestito senza l’oro e solo col saio, perché quel che è stato raccolto implementerà il Fondo S. Barbara che sta già aiutando centinaia di famiglie. Anzi, verrà creato un altro Fondo, non senza l’aiuto di altri soggetti, come Fondazione Varrone e Caritas italiana, con l’obiettivo di aiutare le piccole imprese, con speciale attenzione a quelle dei giovani. Si chiamerà: ”Il pane di S. Antonio”. La ricchezza più importante, infatti, non è quella che si conserva nel privato, ma quella che si fa circolare nel sociale. Non è forse questo il senso delle parole di Gesù: “Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà”?
La terza? Gli anziani insieme ai bambini sono stati i più colpiti dal Coronavirus. Ma proprio i nonni e i nipotini - l’Alfa e l’Omega della vita - sono stati i silenziosi ed ammirati ‘devoti’ in questa splendida Basilica di S. Agostino. Le generazioni che si avvicendano dicono la vita. In questo senso i Centri estivi delle scuole cattoliche e le Case di riposo sono due segni di vitalità per tutta la comunità.
S. Antonio è raffigurato col giglio, il pane e il bambino. Il giglio è la sobrietà di chi vive senza strafare con autenticità; il pane è la solidarietà di chi condivide e non si lamenta soltanto; il bambino è la generatività per dire che la vita va oltre noi stessi, se accettiamo la promessa del Maestro: “Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità, io vi dico, non perderà la sua ricompensa”. E così la vita si apre al futuro, oltre il presente". Tante le persone intervenute alla celebrazione, che si sono riversate all'esterno della Basilica di Sant'Agostino (anche questa una novità di questa edizione, essendo la Chiesa di San Francesco chiusa) dove hanno potuto ammirare l'infiorata realizzata dalla Confraternita della Misericordia di Rieti, mentre altre in fila attendevano di fare la consueta visita al Santo.

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