Giugno 2019

EVENTI E MANIFESTAZIONI

GIUGNO ANTONIANO, QUESTA SERA LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE DEDICATA AL SANTO. REGIA DI ALESSANDRO CAVOLI

teatro

Nell'ambito dei 'Festeggiamenti per il Giugno Antoniano' questa sera alle  21.30 nel chiostro della Chiesa di san Francesco spettacolo teatrale della Compagnia teatro Rigodon  “FernanDo Martins De bulHÕes il martello di Dio”
Regia di Alessandro Cavoli

E' questo il vero nome del Santo da noi acclamato., sì perché anche se molti ancora lo ignorano Santo Antonio, che noi ci si ostina a chiamare da Padova, é in realtá nato a Lisbona (dove appunto è chiamato de Lisboa).

"Il Santo che davanti alle reliquie dei Protomartiri Francescani uccisi dai Mori sentì il desiderio di effondere il suo sangue nell’Africa maomettana per l’annunzio del Cristo e si unì alla serafica schiera raccolta da Francesco d’Assisi, straordinario fu prevalentemente un Predicatore. Un predicatore  cui Dio concesse l’apostolico carisma delle lingue, che con la potenza della più pura e francescana evangelica semplicità del discorso, debellò in Italia ed in Francia la peste dell’eresia (non era “ecumenico”) e fece rinascere alla grazia i più incalliti peccatori."  (da https://www.radiospada.org/2019/06/santantonio-di-padova-il-miracoloso-martello-degli-eretici/)

"Insofferente ai maneggi politici tra i canonici regolari agostiniani e re Alfonso II, decide di lasciare l’ordine: in cuor suo anela ad una vita più severa e il suo desiderio si realizza allorché, nel 1220, giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d’Assisi. Ottenuti i permessi, Fernando entra nel romitorio dei Minori e fa subito professione religiosa, mutando il nome in Antonio in onore dell’abate, eremita egiziano. Anelando al martirio, decide quindi di partire missionario in Marocco; colpito però da febbri malariche durante il viaggio è costretto a tornare in patria per curarsi. Sbarcato a Messina, in Sicilia, è soccorso dai francescani della città, che in due mesi lo guariscono. Il ministro provinciale dell’ordine per l’Italia settentrionale gli propone quindi di trasferirsi a Montepaolo, presso Forlì, dove serve un sacerdote che dica la messa per i sei frati residenti nell’eremo. Per un anno e mezzo vive dunque in contemplazione e penitenza, svolgendo per desiderio personale le mansioni più umili, finché Francesco d’Assisi in persona non gli assegna il ruolo di predicatore e insegnante. Comincia allora la predicazione in Romagna e nell’Italia settentrionale, usa la sua parola per combattere l’eresia (è chiamato anche il martello degli eretici), catara in Italia e albigese in Francia, dove arriverà nel 1225, ponendo le basi della scuola teologica francescana. Alla morte di Francesco è nominato provinciale dell’Italia settentrionale e fissa la propria residenza a Padova... A mezzogiorno del 13 giugno, un venerdì, Antonio, di soli 36 anni, si sente mancare. Si racconta che, morente, ebbe la visione del Signore e che nella città di Padova frotte di bambini presero a correre e a gridare che il Santo era morto.... Non appena il corpo giunge al convento di Santa Maria Mater Domini iniziano a manifestarsi numerosi miracoli, ma anche in vita Antonio aveva operato esorcismi, profezie e guarigioni, compreso il riattaccare una gamba recisa, e i capelli che il marito geloso le aveva strappato ad una donna, rese inoltre innocui cibi avvelenati, costrinse una mula ad inginocchiarsi davanti all’Ostia e fu visto in più luoghi contemporaneamente, da qualcuno anche con Gesù Bambino in braccio" 
(da https://news.leonardo.it/santantonio-da-padova-festa-vita-e-miracoli-del-santo-piu-venerato-al-mondo/)

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