Settembre 2019

PERSONE & PERSONAGGI

GIANCARLO GIANNINI, QUASI UN VIAGGIO A 360° QUELLO SUL PALCO DI LSC

liberi sulla carta

(di Stefania Santoprete) Avremmo continuato a sentirlo parlare per ore. Per  quella voce inconfondibile, per il tono che usa, per la modulazione e la capacità di tenere desto l’interesse dell’ascoltatore. Giancarlo Giannini ammalia, seduce, conquista il pubblico reatino conducendolo in varie epoche della sua storia personale attraverso riflessioni sull’educazione e la società moderna, esponendosi in una ironica critica alla situazione politica nazionale, interpretando i grandi classici o leggendo brani tratti dal suo libro "Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi)”.
Giannini interpella ogni tanto il pubblico chiedendo  se ha il permesso di andare avanti e, al coro affermativo entusiasta  dei presenti, sembra divertirsi nel proseguire. Perito elettronico, inventore, fotografo, pittore, nonché incontrastato «Re del Pesto», ha molto di cui parlare e lo fa a ruota libera. Dall’intesa profonda con Lina Wertmüller e Mariangela Melato alla passione per la cucina, imparata osservando per interi pomeriggi sua nonna impegnata ai fornelli; dagli incontri con colossi del cinema a quello con un bambino capace di estraniarsi dal mondo per ore semplicemente giocando con due legnetti e da cui fu affascinato.
Prende spunto dalla complessità di realizzazione di un film come  “Mimì metallurgico”, di quel nuovo tipo di commedia che sfiorava il grottesco, dalla perplessità che aleggiava sul set e della ostinazione di Lina Wertmuller nel continuare comunque per la propria strada dimostrando di avere ragione. “Siate liberi di sperimentare, concedetevi di sbagliare, lo dico soprattutto ai giovani:  se non è un errore è una scoperta. Lasciate libera la creatività, mettetevi in gioco.” Parole che seguono l’elogio della solitudine  “Le mamme mettono i propri figli davanti ad uno schermo per farli stare buoni, provate invece a chiuderli in una stanza con un libro, sia pure con ‘Topolino’. Dapprima saranno smarriti ma poi pian piano cominceranno a chiedersi cosa ci sia dentro, è una solitudine diversa da cui nasce la capacità di inventare. Noi abbiamo qualcosa di assai più potente di un computer: è il nostro cervello. Io in un secondo posso immaginare di essere in un posto e subito dopo trovarmi altrove con la mente, senza programmare alcunché senza alcun intervento esterno: pensate di quale magia siamo capaci!”
Prende alla fine della serata il timone, sottraendolo alla bravissima giornalista, autrice e conduttrice Marta Perego, volto noto della tv. (“Avrei dovuto condurre io la serata ma ho ritenuto fosse un dovuto  segno di rispetto mettere accanto ad un personaggio di tale caratura una professionista  di spessore” confida a  Format il patron Fabrizio Moscato).
Veleggia tranquillo Giannini richiamando spesso la pace interiore ed il sottrarsi ad una società in movimento,  tornando ad apprezzare i sapori genuini di una volta, dei cibi ad esempio, elemento da tenere in grande considerazione “Si mangia due volte al giorno ed è uno dei più grandi piaceri della vita. A proposito… mi hanno detto che qui  si cucina molto bene vero?” Applausi finali e grande disponibilità nell’intrattenersi con il pubblico e autografare il suo libro.

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