Ottobre 2019

FESTA DI SAN MARTINO, SI RISCOPRE L'ESSENZA DELL' AUTUNNO

tradizioni

(di SimoVu) L’estate di San Martino cade l’11 novembre, dice il proverbio “dura tre giorni e un pocolino”, si tratta di una ricorrenza molto sentita in tanti paesi oltre confine, nelle cittadine e borghi italiani, tanto che perfino Giosuè Carducci ne fu ispirato, componendo nella seconda metà dell’800 una delle poesie più celebri e amate dagli italiani. Anche Rieti sembra aver risposto ai versi del Carducci, con una tregua alla pioggia si è vestita di un manto autunnale anche con “la nebbia agl’irti colli”, regalando così scorci d’incanto con il Terminillo innevato che domina la pianura e tanti tetti sui quali i comignoli che fumano simboleggiano l’esistenza dei caminetti accessi. È tempo di vino nuovo, si aprono le botti e in molti luoghi si raduna il vicinato attorno al fuoco per arrostire le castagne. Il clima di questa parentesi colorata avvolta dalla nebbia torna per qualche giorno ad essere mite, infatti l’estate di San Martino resta ancora oggi uno dei fenomeni metereologici più strani e affascinanti dell'anno. Legata a questa festa è la leggenda di San Martino, che narra di una storia abbastanza curiosa. Pare che Martino di Tours, divenuto poi Santo, vedendo un mendicante seminudo e infreddolito durante un acquazzone, gli avesse donato metà del suo mantello. E sembra che, di fronte al nobile gesto, il cielo si fosse improvvisamente aperto e la temperatura fosse divenuta più mite. In questi giorni ci sono i primi assaggi del vino "novello" - da qui il detto: "a San Martino ogni mosto diventa vino"- e in antichità era pratica comune rinnovare i contratti agricoli e tenere grandi fiere di bestiame. Infatti, non bisogna dimenticare come nella cultura popolare questo particolare momento dell'anno sia associato anche al detto "fare San Martino", dal momento che in epoca medioevale, proprio durante l'inizio di novembre terminavano i contratti agricoli annuali e molti contadini restavano senza lavoro e si mettevano da subito in cerca di un nuovo fondo per sfamare tutta la famiglia. Prima di andare via i padroni riconoscevano ai lavoratori agricoli una sorta di "buonuscita" fatta di prodotti di stagione: vino e castagne appunto. In tutta Europa questa è una festa molto sentita. In Germania viene fatta una processione con lanterne, a Malta invece ai bambini vengono regalati sacchetti di frutta secca e altre primizie di stagione e un pane tipico.  Nei paesi anglosassoni viene chiamata Indian Summer (“estate indiana”), mentre in alcune lingue slave, tra cui il russo, è chiamata Bab’e Leto. E in questo clima di un autunno avanzato è bello ritrovarsi con “Oca, castagne e vino per festeggiare San Martino”.

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