a cura di Francesco Pasquetti

Giugno 2019

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

EUROPEE 2019:E' TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA?

società

(di Francesco Saverio Pasquetti) Nel nostro paese, quando si tiene una tornata elettorale, il “dayafter” ha sempre un sapore particolare e quello successivo alle Europee non fa eccezione. Ci si sveglia sempre un po’ diversi. Il fenomeno Lega/Salvini sfonda ed è primo partito in Italia. Il Pd del neo segretario Zingaretti regge e pare invertire la tendenza che lo voleva inesorabilmente in declino. Malattia di cui invece paiono esser affetti  i Pentastellati, per la prima volta sotto al 20% rispetto alle ultime elezioni. Forza Italia, partito azienda nato e vissuto sulla verve del Silvio nazionale sembra via via spegnersi, in piena sintonia con il naturale declino psico-fisico del suo indissolubile “deus ex machina”. I sovranisti di Fratelli d’Italia targati Meloni gioiscono: superato lo sbarramento, premono ora per nuove elezioni politiche, stavolta con una coalizione di centro dx a loro detta vincente e maggioranza nel paese. “E’ tutt’oro quel che luccica?”, si chiedeva Il Mercante di Venezia di Shakespeariana memoria.  Gli analisti politici più saggi ed esperti sanno che non è così. Sono ampiamente tramontati i tempi della prima repubblica - dagli equilibri praticamente immutabili - così come quelli della seconda e del c.d. “bipolarismo”, allorché centro destra e centro sinistra (termini coniati solo dalla rivoluzione del ’92 in poi) si alternavano alla guida del paese. Ogni schema valutativo tradizionale sembra essere saltato e proprio l’esempio delle precedenti europee è sintomatico circa la “liquidità” della situazione politica italica, in piena sintonia, d’altronde, con il disciogliersi allo stato liquido della società nostrana, secondo l’oramai nota definizione di Bauman. Sono passati solo cinque anni da allora eppure, in termini evolutivi (o involutivi, secondo i punti di vista; N.d.r.) sembrano passati decenni.
Renzi trionfava con oltre il 40% dei consensi; i 5 Stelle emergevano prepotentemente con 21,1%; FI si attestava sopra il 15% e la Lega, squassata dagli scandali Bossiani e non ancora sottoposta alla mirabolante operazione di chirurgia plastica del mago Salvini, era ferma ad un 6,2% (+28%!). Dunque, nulla di certo né di scontato. Il dato delle amministrative lo dimostra. Anche nella nostra provincia. Nelle piccole realtà locali, come nei grandi comuni, non tutto sembra in linea con il trend europeo. A Magliano Sabina, ad esempio, con la Lega addirittura al 48% in Europa, al comune il candidato del Carroccio è clamorosamente sconfitto dal rivale. Nell’intera provincia il partito di Salvini è largamente il primo, lasciando supporre una forte ventata di centro destra. Eppure a Leonessa, già feudo di Paolo Trancassini, si afferma Gianluca Gizzi, del fronte opposto. A Poggio Nativo, da sempre dominio della destra, la giovane Diamilla fa il miracolo e così accade a Greccio come ad Amatrice dove torna in sella l’inossidabile Fontanella a discapito dell’uscente (e vice di Pirozzi) Palombini. Il frullatore dei social network, oramai decisivo negli ampi spazi nazionali (per chi lo sa usare: in questo Salvini è maestro) ancora non scardina le realtà locali. Lì occorre ancora stare “sul pezzo” per parlare alla pancia della gente. Perché l’unico dato certo, oramai, è quello: ideali e principi sono un lontano ricordo. Il “frullatore” ha completato la mission delle tv berlusconiane: chi offre di più? Come diceva Iva Zanicchi: “Ok, il prezzo è giusto

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