Agosto 2019

ELEONORA E I SUOI BODY ‘STRASSATI E STRESSATI’

L’artigianato creativo come resilienza

artigianato, Innovazione

(di Stefania Santoprete) Se spettasse a noi assegnare un premio, lo attribuiremo a una ragazza, Eleonora Pirone. Come causale una parola: ‘Resilienza’, termine che abbiamo conosciuto in occasione del terremoto ma si presta a varie fasi dell’esistenza.

Vale anche quando il destino bussa all’improvviso alla tua porta e ti mette spalle al muro a fare i conti con qualche cellula impazzita non prevista e tu sei giovane, hai tante altre cose cui pensare, progetti da realizzare, e una bimba piccola che ha bisogno di te.  E’ allora che le tue mani in movimento rappresentano la sfida raccolta ”Fin quando  creano c’è vita” pensi,  e il silenzio della notte viene esorcizzato dal rumore della macchina da cucire in movimento, le ore sottratte al sonno non hanno importanza se conducono fino ad una nuova alba. Questa è una storia a lieto fine che ha visto il fucsia e le perline iridescenti illuminare le stanze di oncologia perché anche il tempo di una chemio venisse ottimizzato, che ha occupato giorni bui rendendoli luminosi, di una passione che ha condotto ad una nuova, originale attività, quella che oggi è il vanto di Eleonora ‘Il mio body’.  “Era nato tutto per caso - spiega - per colmare la mancanza in circolazione di un body da pattinaggio per mia figlia che a soli due anni e mezzo voleva provare, era uno scricciolo e non ne trovavo della sua misura. Quando si è presentata con la mia creazione ha suscitato la curiosità di tutti: da allora non faccio altro che disegnarli e realizzarli. Ho vestito società di ginnastica ritmica, danza, majorette ed atlete”.

Inizia così, timidamente, quella che si rivelerà essere una risposta necessaria ad una domanda che non si supponeva esistesse in città. I social hanno fatto il resto, costituendo dapprima una vetrina virtuale, fino a giungere a quella ‘fisica’ all’interno del negozio conosciuto ed apprezzato da molti, quel ‘Decorare con...’ rifugio e luogo di scambio di idee e progetti in qualsiasi campo del fai da te o dell’arte, di cui è stata ampliata l’offerta.

“Fino ad allora mi ero cimentata con piccoli oggetti, al massimo dei gatti imbottiti. Il tessuto elastico in ambito sartoriale, provenendo dal cucito creativo, è stato ben altro. Non ringrazierò mai abbastanza Marta Valeri per questa spinta che mi ha lanciato in uno spazio completamente ignoto in cui però mi sono trovata perfettamente a mio agio e Silvia Cardi per aver creduto nelle mie capacità.”

“Finite le cure ho scoperto di avere una nuova attività già avviata, senza accorgermi del tempo trascorso in quelle notti in mansarda, gettata a terra per provare a sperimentare tagli e tessuti o piegata su una macchina da cucire cercando di mettere in pratica ciò che le lezioni online mi indicavano: ero sì malata ma stavo creando qualcosa” I primi body portati in gara dagli individualisti, parlano di lei e sono il miglior biglietto da visita per un passaparola che esporta le sue capacità in Sardegna, a Roma, a Osteria Nuova, a Formia: su una parete appare il suo consistente trofeo: body indossati da quelle piccole, entusiaste atlete ai saggi, in gare nazionali e europee. “La parte che preferisco però e di cui chiedo possibilmente una testimonianza video è l’espressione della bimba che ‘spacchetta’ il costume giunto a destinazione, ma il body è ben fatto solo se supera il giudizio dell’allenatore.” Già, perché siamo in un ambito in cui le caratteristiche di ciò che si indossa in gara vengono affidate ai regolamenti. Ad Eleonora riconosciamo la dote spesso presente nei giovani creativi di volersi informare, studiare, perfezionare, di non averne mai abbastanza.

“I tessuti elasticizzati al di là della bellezza, debbono reggere lo stress: la ginnastica ritmica si avvicina al contorsionismo in alcune fasi, il body deve accompagnare il movimento, nonostante centinaia di strass, avere cuciture capaci di resistere alle sollecitazioni e sopravvivere ai lavaggi delle mamme! La qualità è l’obiettivo difficile da raggiungere in questo campo.” Per questo ha studiato molto, ha viaggiato, ha seguito lezioni - sempre di notte - in russo sottotitolato in inglese (è la Russia la patria della ritmica), mentre per l’artistica è volata da una bravissima insegnante, italiana. E’ la rivincita dell’artigianato creativo italiano, quello di qualità ‘bello dentro e fuori’ perché anche sottosopra la cucitura italiana fa la differenza.

A fare uscire fuori dalla ‘tana’ Eleonora è stato il secondo colpo che il Destino ha inferto in famiglia a livello di salute. Anche Maria Antonietta titolare del negozio ha incassato benissimo un problema fortunatamente risolto, ma ciò ha reso necessaria in parte la presenza premurosa della figlia che ha trasferito le famose ‘macchine da cucire urlanti e insonni’. Ora si lavora di giorno e si dorme (o quasi!) di notte. Non ha importanza infatti dove ci si trovi fisicamente: la mente di questa ragazza dagli occhi da Bambi, che continuano a guardare curiosi e sorpresi il mondo, è già in fermento per altre novità.

 

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EPPUR SI REMA
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