Agosto 2018

TERREMOTO

CHIAROSCURI DELLA RICOSTRUZIONE

Cumuli che ostacolano la vista di un orizzonte

ricostruzione

Da una parte i resoconti delle Istituzioni, i numeri messi in fila dal Commissario per la Ricostruzione che sottolinea come trattandosi di un'area coinvolta di dimesioni ragguardevoli non ci siano precedenti da tenere a modello; dall'altra la percezione dei cittadini, degli ospiti, dei benefattori dinanzi a quei cumuli di macerie in sosta da ben due anni.
"Per quanto ci si sforzi non riusciamo a comprendere come sia possibile - dicono alcuni amatriciani - con l' ondata di solidarietà che ci ha travolto in quelle tre date terribili rinnovandosi ed accrescendosi, speravamo in uno slancio iniziale importante per segnare un passo deciso verso il futuro. Invece siamo in stallo, invece guardiamo con preoccupazione al nuovo inverno che arrivera' e portera' via bel tempo, turisti ed economia."
Un approccio alla ricostruzione che e' stato particolarmente circospetto con attenzione massima alle infiltrazioni della malavita organizzata, alle mazzette, ai subappalti, ma può la difesa della legalità costituire uno svantaggio per chi rimane?

Di centinaia di domande di ricostruzione presentate dai privati cittadini, una parte minima è  cantierata. Esasperate le persone le cui abitazioni hanno danni lievi ma a cui non possono provvedere in proprio come vorrebbero pur di 'bruciare' questa attesa estenuante.
Al termine delle commemorazioni, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha effettuato  un sopralluogo ad Amatrice per verificare lo stato dei lavori, spiegando che a fronte di 50 milioni appaltati per la rimozione delle macerie ad oggi è stato rimosso il 60% del totale e si stima di concludere i lavori del suddetto appalto entro la fine dell’anno. I tecnici puntualizzano "Noi stiamo procedendo con la massima attenzione anche nei confronti dei proprietari di queste case, dentro c'e' tutta la loro vita in qualche modo dobbiamo preservare questi ricordi". 
Difficile in realtà farlo ovunque. Accade cosi che ti trovi a passeggiare in quelle vie trasformandoti involontariamente in una sorta di voyeur... Un sandalo spunta tra le macerie, un foulard è diventato bandiera su una recinzione, il blocco di libri che qualcuno ha preferito depositare anziché gettare via....briciole di esistenza, di quotidianita, dinanzi alle quali qualcuno pietoso ha voluto posizionare qua e là un lumino, a riportare luce tra la vita che è assente. 

Palombini, sindaco di Amatrice (che ha sostituito l'uomo-simbolo del sisma Sergio Pirozzi attualmente presidente della XII commissione (Ricostruzione, Tutela del Territorio ed Emergenze) alla Regione e possibile nome in ballo come Commissario per la Ricostruzione) parla con orgoglio della Scuola di Amatrice riaperta a settembre a pochi giorni dal sisma, grazie al Trentino e alla provincia di Trento. "Qui  si è partiti proprio dai centri di aggregazione, dai servizi ed è questo ad averci consentito di rimanere sia pure in condizioni minime di vita. E' stato fatto grazie alla grande solidarietà che si è riversata su questa terra mentre lo Stato è stato spesso lento: forse risposte maggiori all'emergenza si potevano dare."

E Accumoli? Accumoli fa i conti con le aree inedificabili, con alcune frazioni che scompariranno completamente, con una visibilità minore rispetto ad Amatrice: tutto è più difficile.Nel capoluogo non si potrà ricostruire nella zona della Chiesa di San Francesco e della vicina caserma dei Carabinieri. Totalmente da abbandonare saranno le frazioni di Tino, Libertino e San Giovanni. Non saranno ricostruite neppure le case sparse di Grisciano Alta, lungo la vecchia Salaria. ll 'Centro commerciale Monti della Laga' è una struttura provvisoria sulla Salaria e i negozianti  adesso sono in questa struttura. Gli affari però non vanno, ormai poca gente viene da queste parti e il sindaco, Stefano Petrucci, non vede affatto bene il futuro prossimo: "Manca la gente delle seconde case ed è questa che fa girare l’economia nei nostri territori, vivevamo preparando il lavoro nel week end – spiega – Abbiamo riaperto con tanta fatica le attività commerciali, rischiamo di richiuderle entro l’anno. "
Per questo si punta sulla scuola, sulla posa di quella prima pietra del nuovo plesso della scuola dell’infanzia che verrà realizzata nei pressi del villaggetto di Sae, per tenere le famiglie legate a quella terra martoriata. 

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