Marzo 2019

PERSONE & PERSONAGGI

E 'SIEGFRIED' CONTINUA A PARLARE. ADRIANO MONTI SUL TIMES

storie

E ‘Siegfried’ continua a parlare. Questo il nome in codice di Adriano Monti, reatino d'adozione, ormai autore di numerosi libri, come quello di cui vi parlammo in una lunga intervista esclusiva (‘Nome in codice Siegfried’) e in cui svelò di aver condotto per anni ed anni una doppia vita, sconosciuta persino ai familiari, dopo il fallimento del Golpe Borghese a cui prese parte e che lo costrinse ad espatriare in Francia, dopo un anno di carcere e prima di essere assolto.

La copertura ‘salta’ dopo cinquant’anni, quando gli americani aprono gli archivi e desecretano una mole imponente di documenti da noi ancora sottoposti al segreto di Stato, compresi quelli della Cia. E’ capitato, in quel frangente, che un corrispondente del quotidiano di Scalfari individuasse in quelle carte il nome di un italiano piuttosto noto: il dottor Monti, appunto. Così il suo nome viene fuori  insieme alla storia della sua appartenenza alla Rete Gehlen. Un ‘coming out’ che certamente non è stato accolto favorevolmente da tutti ma che molta curiosità ha sollevato intorno alla sua figura ed al suo ruolo.

E’ in stampa infatti un’ ulteriore pubblicazione, questa volta  sull’inizio della ‘Guerra dei Sei Giorni’, che ha fatto guadagnare al dottor Monti un’intervista sul famoso quotidiano britannico famoso in tutto il mondo ‘The Times’ apparsa nell’edizione di ieri. Il suo nome appare anche in un ulteriore approfondimento sul quotidiano più venduto in Australia ‘The Australian’.

La vittoria di Israele è considerata ancora oggi uno degli esiti più sorprendenti di un conflitto armato nel Secondo dopoguerra, mentre le conseguenze che ha avuto sugli stati e le popolazioni coinvolte proseguono ancora oggi: “ma Israele fu in grado di lanciare il suo attacco a sorpresa contro l'Egitto e la Siria grazie alle informazioni fornite al Mossad da una rete di intelligence degli ex nazisti, secondo il libro di un italiano che afferma di aver avuto un ruolo.” Così introducono l’argomento i giornalisti inglesi, tornando a tracciare il ritratto dell’ agente di intelligence (Siegried rifiuta il titolo di spia).

 

 

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