Settembre 2019

PERSONE & PERSONAGGI

DOMENICO RACCUINI, UNA STORIA CHE VALE LA PENA RACCONTARE

storia

(di Simone Vulpiani) Sindaco della città e poi Senatore del Regno, la figura di Domenico Raccuini si rinviene nella storia ottocentesca  di Rieti ed emana quell’aura di solennità tipica dell’Italia preunita. Diversamente da quanto si crede questo è un periodo storico affascinante e pieno di innovazioni. A partire dall’industrializzazione del territorio europeo per passare alle grandi guerre per l’indipendenza di diversi stati l’800 offre molti  spunti di riflessione che lo fanno  apparire tutt’altro che “secolo immobile” come è stato rinominato a torto da diversi autori novecenteschi. Anche l’Italia e quindi il nostro territorio reatino affrontano in questo secolo molte rivoluzioni soprattutto dal punto di vista dell’occupazione lavorativa. Nascono i primi grandi stabilimenti che saranno fondamentali nella produzione industriale novecentesca. A livello politico proprio in questi anni si assiste a lotte tra grandi partiti e all’unificazione dello Stato Italiano ad opera di Garibaldi.
Rieti in quel tempo apparteneva al territorio di Perugia perché era ancora lontano il 1927 anno della creazione ad opera di Mussolini della Provincia reatina. Appassionato ai temi sociali e politici ricopre diversi ruoli nell’amministrazione locale e soprattutto spicca nei suoi anni per la professione di avvocato specializzatosi penalista. Aveva ideali democratici e spesso si offrì per difendere i diritti degli ultimi della società e dei lavoratori essendo stato anche sindacalista. Si dimostrò sensibile alle sofferenze patite dai terremotati delle catastrofi di Avezzano e Rieti che proprio in quegli anni ebbero luogo. Richiamato in guerra durante il mandato parlamentare ha assolto i propri compiti con umiltà e spirito di servizio. Era figlio di Luisa Marcotulli e Camillo Raccuini entrambi membri dell’alta società cittadina, questo favorì il suo amore per la cultura avendo avuto i mezzi per affrontare gli studi universitari a Roma. Non avendo avuto figli si spese per la cura degli orfani e degli ultimi.
Volendo osservare una testimonianza della sua presenza in città si deve notare il palazzo Raccuini che da lui venne ristrutturato e rinforzato dopo il terremoto . Questo è uno dei palazzi storici di Rieti che nella sua compostezza  rappresenta appieno la moralità del proprietario e sito in via Garibaldi ad angolo con via San Francesco in prossimità del monastero delle clarisse di Santa Chiara. Uomo di grande prodigalità lasciò un testamento nel quale donava un appartamento alla sua domestica personale che lo aveva sempre accompagnato in tutti i viaggi di lavoro. La città di Rieti e la sua amministrazione hanno omaggiato la figura di questo personaggio istituendo una via situata nei pressi di Porta Romana. La salma del senatore riposa nella sezione monumentale del cimitero cittadino in una tomba che rispecchia la sua umiltà ed austerità. E’ importante e bello conoscere i personaggi di una Rieti che non c’è più e che hanno dato così tanto lustro alla nostra società locale nel corso del tempo.

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