Ottobre 2016

STORIE

DESTINAZIONE COSSITO

Con gli angeli senza ali al Campo spontaneo

sisma

(di Stefania Santoprete) La prima sosta è a Quattro strade. Il nostro contatto arriva dopo pochi minuti. In macchina ha la sua bimba di pochi mesi, Emma sorride a tutti e domani potrà raccontare di aver accompagnato il papà a fare una buona azione. Mirko è uno sportivo, fa parte dell’Associazione “Quelli che… lo sport” di Terni e con i suoi amici ha raccolto la somma necessaria per far realizzare a mano dei grandi teloni con occhielli, indispensabili per riparare il campo dalla pioggia. Sul nostro furgone dell’Alcli finiscono anche maglioni e indumenti, qualche gioco ed abiti per bambino, oltre a latte e saponi di ogni tipo. Il tempo di uno scatto per testimoniare ai donatori il passaggio di consegne e si parte. Massimo ha altri appuntamenti: uno con Fabrizia da cui riceviamo tre sacchi di cibo per cani ed uno con altri due amici che ci seguiranno in auto. Dopo circa quaranta minuti il paesaggio cambia e questa giornata di sole rende ancora più difficile da accettare ciò che vediamo. Di foto sotto i miei occhi ne sono passate a centinaia, servizi giornalistici e televisivi ne ho seguiti a decine, eppure non è sufficiente a preservare lo stomaco dal pugno che riceve alla vista della prima casa di Saletta. Squarciata ai lembi come da un gigantesco apriscatole, mostra oscena una lingua di scale mentre i materassi sembrano come sospesi… C’era gente lì dentro, persone che dormivano, ignare di quanto stesse per accadere… E poi ancora massi sulla strada… il fienile precipitato accanto ad altre abitazioni.

Appoggiati ad un muretto quattro o cinque persone sembrano fare da vedetta. Poco più in là, dopo una curva, il sole lascia il posto all’ombra del bosco e la temperatura cala di colpo. Il retro di una cassetta della frutta appesa reclama orgogliosamente la destinazione del luogo ‘Campo di Cossito’.

E c’è veramente di andar fieri dell’organizzazione di questo Campo autonomo, messo su dagli abitanti con l’aiuto di qualche volontario. “Per due giorni qui non si è visto nessuno. Siamo rimasti in auto lungo la strada. Poi finalmente pane ed affettato giunto grazie ai motociclisti di Rieti.” I francesi hanno portato le tende, calde grazie ai termosifoni elettrici (l’Enel ha allacciato la fornitura), i ragazzi hanno tirato su un pergolato, copertura indispensabile per riparare i fornelli da campo, i bagni sono quelli chimici, ma il container con lavandino e due docce, riscaldato, è stato donato da Caserta.  Via via i volontari hanno consegnato quanto serve per rendere più vivibile questo spazio. E coloro che hanno avuto la fortuna di poter tornare alla loro casa di residenza, a Roma, non lasciano soli quanti sono costretti a rimanere. Fanno la spola portando cibo, provviste in genere e soprattutto il loro calore umano. “Vengono il sabato e la domenica, mangiano con noi, ci fanno compagnia…” Il freddo quello rigido insieme alla neve non tarderà ad arrivare ma non hanno alcuna intenzione di andarsene “Chi ritroverò dentro la mia casa tra un po’ di mesi? Qui bene o male siamo di vedetta, controlliamo il territorio e siamo anche di aiuto a quelle frazioni che hanno bisogno di qualcosa. Mio padre ha 91 anni, l’ho dovuto mandare via: la sua casa a Rocchetta ha porta e finestre sfondate, hanno portato via tutto, non intendiamo rischiare.” “Ci sarebbe un’alternativa: ci offrono case in legno gratuitamente e potremmo sostituire le tende. Il problema sono le fogne, abbiamo anche i soldi necessari per realizzare delle fosse biologiche ma ci vietano di farlo.”

Perché? Difficile da comprendere. Potrebbe essere imposto dal Comune, una volta passata l’esigenza, il ripristino della situazione iniziale. Ma una soluzione deve essere trovata, così come si è fatto per gli allevatori dopo il caso della casetta di legno donata ad una famiglia da parte dei ragazzi di Cittareale dell’associazione ‘La via del sale’ e giudicata ‘abusiva’.

 

Pirozzi : accordo con Protezione Civile per alloggi per allevatori che sta inviando loro dei moduli abitativi di servizio. In questo modo, nel pieno rispetto delle normative urbanistiche vigenti, si spegne sul nascere il rischio di speculazioni che alcune realtà,  pubblicizzando – oltre a sponsorizzare se stesse – possibili donazioni di casette prefabbricate non in regola con le leggi urbanistiche dello Stato, potrebbero ingenerare. Infine, l’accordo ottenuto evita il proliferare di soluzioni abitative ‘fai da te’, che non aiuterebbero una ricostruzione cittadina coerente e rispettosa delle leggi. Non ci è stato concesso di autorizzare nessuna casetta prefabbricata abusiva in quanto non sono state previste deroghe alla legge urbanistica. Avevamo predisposto, in un primo tempo, persino un’ordinanza specifica nell’ambito delle abitazioni provvisorie, che tuttavia è stata respinta.” Speriamo valga anche per i campi autonomi.

 

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