Ottobre 2020

VIA DELLE STELLE: DOVE I SOGNI DIVENTANO REALTÀ

Il Polo per l'Autismo, seme fecondo

solidarietà

(di Stefania Santoprete) Quando imboccherete i Pozzi, costeggiando le mura di Porta d’Arce, siate consapevoli di trovarvi “lì dove i sogni diventano realtà”. Lo testimoniano i quadri appesi alle pareti degli edifici, il nuovo volto che hanno assunto le abitazioni di via delle Stelle, dopo l’avvenuto restauro da parte dei proprietari, il fermento che si respira da quando, circa 7 anni fa, una piccola cooperativa sociale ha lasciato lì attecchire le proprie radici. All’inizio era semplicemente Loco Motiva, poi Centro Sant’Eusanio per adulti autistici, trasformatosi ben presto in Polo per l’Autismo espandendo la propria presenza in una residenza alloggio “Comunità Laudato si”, una crescita veloce e proficua dovuta all’ostinazione e alla capacità di visione di un papà direttamente coinvolto da Andrea, suo figlio, e determinato nell’aiutare e formare altre famiglie alle prese con lo spettro autistico. Nunzio Virgilio Paolucci ha del folletto, mentre sale e scende conducendoci, con orgoglio, alla scoperta del nuovo gioiellino appena inaugurato: una casa di due piani di proprietà dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero, che ha provveduto generosamente ai lavori di ristrutturazione, tenendo conto di tutte le loro indicazioni, concedendola per questo progetto tramite la Chiesa di Rieti e arredata dalla Fondazione Varrone. Accade così che un magazzino raggiunga il livello di quota degli altri ambienti al pianterreno, permettendo di ricavare una sala capace di ospitare un lungo tavolo ed una bellissima cucina. Destinati a chi? “Potrà ospitare fino a 6 persone adulte. La suggestione che sollecita è quella del ‘dopo di noi’, noi invece stiamo lavorando anche sul ‘durante’. Servirà quindi ad aiutare i ragazzi ad avere maggiore autonomia, gestire la propria igiene personale e quella della tenuta di una casa, in un riadattarsi all’ambiente domestico definito ‘terapia occupazionale’. In questa fase procediamo con degli inserimenti graduali, i nostri ragazzi sperimenteranno a rotazione una giornata da soli, una settimana, un mese… abituandoli ad una vita indipendente dai genitori, seppure sotto gli occhi degli operatori. Sarà tutta una struttura con il Centro Sant’Eusanio: il luogo dove consumeranno i pasti, faranno il pisolino pomeridiano e sarà il posto dove realizzeremo i laboratori di cucina, dove si realizzerà il loro progetto di vita.”

La struttura abitativa è intitolata alla Comunità Laudato Sì “Noi siamo stati la prima Comunità nata a Rieti e tra le prime in tutto il mondo, grazie al rapporto di grande amicizia, rispetto e stima con il vescovo Domenico (Pompili n.d.r.), abbiamo quindi abbracciato i principi dell’Enciclica di Papa Francesco. Testimonieremo la nostra appartenenza attraverso il riciclo e la sostenibilità, in questo spazio plastic free e, quindi, libero da oggetti di plastica, con alimenti senza glutine e a chilometro zero. Abbiamo chiesto ed ottenuto dall’Istituto Diocesano anche dei pannelli fotovoltaici, sono di ultima generazione e producono l’energia necessaria.”

Nell’unica camera al pianterreno verrà ospitato Lorenzo, di più pratica accessibilità per la sua sedia a rotelle. Al secondo piano, a cui si accede oltre che dalla scala interna anche dal cortile in via delle Stelle, con un piccolo spazio verde a disposizione, si trovano le altre camere, tutte provviste di armadio, scrivania e letto con contenitore, ottenute dividendo un grande stanzone. “Da queste parti ogni tanto appare un angelo a lasciare del buono, noi abbiamo avuto Massimo (Pasqualetti n.d.r.) dipendente di Conforama che si è messo a disposizione nel fine settimana per prendere misure, redigere progetti, mettere da parte i mobili necessari e poi con un suo collega venirli a montare, donando un po’ del suo tempo: mi piace ringraziarlo pubblicamente”. Virgilio annuncia una sorpresa e ci precede lungo una scala esterna che conduce ad un  solarium. La vista su Rieti è mozzafiato: siamo sopra le mura, con all’orizzonte il monte Terminillo. Questa zona ci appare bellissima dopo il suo recupero “Persino il Prefetto ha evidenziato quanto questi posti contino in termini di sicurezza, il quartiere è controllato da questa sorta di presidio ‘sano’, gli immobili hanno riacquistato un loro valore, le famiglie si sentono più tranquille. I nostri ragazzi sperimentano qui dal 2013 la possibilità di crescere e migliorare dentro la città, senza esserne allontanati o oscurati come spesso avviene altrove e Rieti in questi anni ha visto rifiorire con loro un quartiere come Porta d’Arce che rischiava come altri del centro storico lo spopolamento, il degrado e l’abbandono”

Ma non finisce qui. Per completare il quadro generale del Polo occorre ancora portare a compimento un cantiere appena iniziato: il seme di un nuovo progetto. Così, attraversiamo la strada e raggiungiamo l’ex Chiesa di San Barnaba il cui annesso Monastero è già stato trasformato e utilizzato come abitazioni dall’Ater “Durante quell’operazione fu salvato un affresco, uno dei rarissimi che rappresenta la Madonna in stato interessante, la ‘Madonna delle Stelle’, ora sull’altare della Chiesa di Sant’Eusanio. E’ cosa curiosa: l’ATER che solitamente si occupa di case ci dà una Chiesa, mentre la Curia che solitamente si occupa di chiese ci dà una Casa! In questo spazio si realizzerà una caffetteria dove i ragazzi offriranno anche dolcettini preparati nella cucina della casa. Ma ci sarà anche uno spazio espositivo per i prodotti (vasi, bomboniere, tazzine) realizzati nella stanza adiacente, nel laboratorio di ceramica coordinato dall’artista e amico di Loco Motiva, Fabio Grassi.  Oltre l’ex sagrestia, muri spessi garantiscono l’insonorizzazione e la privacy necessaria per esaudire un’incredibile richiesta avanzata da questi ragazzi che vedono nella comunicazione il maggior ostacolo: realizzare una radio! “Chi ha la sindrome di Asperger è in grado di esprimersi articolando discorsi bellissimi con un po’ di “stramberie” dentro, altri invece non hanno facilità di linguaggio verbale o è totalmente compromesso e quando ho chiesto come fosse venuto loro in mente di ipotizzare una emittente radiofonica hanno risposto ‘noi scriveremo, altri leggeranno per noi!’ Hanno già risolto come al solito qualsiasi problema”. Forse anche in questo caso i ragazzi di Sant’Eusanio saranno i primi “Non mi interessano i primati, ma le sperimentazioni sì e soprattutto far capire a chi arriva dopo, ad altri genitori, che ‘si può fare’. Anziché aspettare ciò che altri non ci daranno mai, attraverso tanta buona volontà e le amicizie motivate, si può riuscire a dare agli autistici un ‘durante e dopo di noi’, un progetto di vita dignitoso”. Ed arriva l’ultima sorpresa, al piano superiore, un enorme salone destinato alla galleria di arte contemporanea o dello spettro artistico – come ama definirla Virgilio – uno spazio che a Rieti manca, con due affacci anche in questo caso straordinari ed in sottofondo il suono del fiume che scorre. Qualche giorno fa da queste finestre fu avvistato dapprima un capriolo, poi addirittura tre. Anche loro in modo inaspettato recuperano terreno, spazio e vitalità da queste parti.

foto di Paolo Cesarini

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