Giugno 2019

TERREMOTO

DECRETO CRESCITA. IL NO DELL’OPPOSIZIONE CONSIGLIARE DI AMATRICE

ricostruzione

“E’ un decreto blindato che non risolve i nostri problemi, anzi ci danneggia. Scritto da un governo che ha deciso da solo. E’ l’ennesima tegola destinata a complicare la vita dei Comuni, specie quelli più piccoli, completamente distrutti, il cui prezzo sarà pagato dalle generazioni che verranno”.

Questa la nota del gruppo di opposizione consigliare “Per Amatrice e le sue Frazioni” (composto dall’ex sindaco Filippo Palombini e dai neo-consiglieri Roberto Serafini e Giorgio Cortellesi), a proposito del Decreto-crescita varato dal governo che prevede l’affidamento ai Comuni della manutenzione ordinaria e straordinaria sia dei SAE, sia delle strutture ad uso pubblico (realizzate con OPC 394 o con le delocalizzazioni delle attività produttive, di cui alla OPC 408). E che prevede, fermo restando gli interventi in garanzia delle ditte costruttrici, lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per tutto il cratere.

“Una follia - continua la nota - se si considera che solo i SAE sono quasi 2.000, e che alcuni Comuni come Amatrice hanno strutture complesse di delocalizzazione (le garanzie scadranno tra due anni, e non si conoscono i tempi di ricostruzione). Una follia e una beffa, se si pensa anche che il Comune di Amatrice, nei numerosi incontri tenutisi presso la Protezione Civile, con grande insistenza già aveva duramente contestato queste norme che furono proposte nello scorso dicembre e che grazie ai nostri, e di qualche altro Comune, furono stoppate”.

“Questa è l’ulteriore dimostrazione - prosegue la nota - che solo un rapporto continuo con le istituzioni, solo un’azione forte, magari silenziosa, ma con competenza, e nei tavoli che contano, possono permetterci di affrontare le vere problematiche che ci riguardano”.

Tutto il contrario di quello che sta facendo il nuovo sindaco di Amatrice. “Se l’Amministrazione Fontanella - conclude la nota - continua a distrarsi, concentrandosi su questioni minori e propagandistiche, dimenticando le vere emergenze del terremoto, rischia di affossare non solo il presente ma anche la rinascita di Amatrice”.

27_06_19

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