Febbraio 2021

TERREMOTO

CROLLI PIAZZA SAGNOTTI, NELLA SENTENZA 'CARENZE PROGETTUALI ED OMISSIONI'

giustizia

Circa 500 pagine in cui il giudice Carlo Sabatini del Tribunale di Rieti espone le motivazioni  delle condanne in corresponsabilità dei 5 imputati amministratori, professionisti e impresa costruttrice. Tutti condannati il 30 settembre per complessivi  36 anni di carcere, richiamati a risarcire in solido per gli Enti Comune di Amatrice ed Ater Lazio, i danni  subiti dalle vittime per il crollo delle due palazzine di edilizia popolare il 24 agosto del 2016, sotto il cui crollo persero la vita 18 persone e altre tre rimasero gravemente ferite. Una sentenza che contiene anche immagini, video e grafici, materiale acquisito durante il corso del lungo processo che ha portato alla prima sentenza per i crolli del centro Italia. Secondo la sentenza il terremoto non fu un evento eccezionale ma ci sono concause umane determinanti il crollo: difetti di progettazione, di esecuzione e reiterate omissioni nelle procedure di verifica da parte dei pubblici funzionari. ‘Una sentenza che merita una revisione’ secondo l’avvocato Mario Cicchetti difensore del Comune di Amatrice che punta sulla eccezionalità del sisma avvenuto ad Amatrice in quel 2016 secondo quanto si evince anche in un noto elaborato a firma del prof. Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che, esaminando quanto avvenuto in quella piazza aveva definito il sisma come eccezionale non solo per gli effetti che hanno sensibilmente influenzato i valori di scuotimento al sito e per l’ulteriore amplificazione addebitabile al terrazzo ove poggiava Amatrice ma, anche, per l’accelerazione del suolo che era stata registrata con una componente orizzontale fino a quattro volte maggiore rispetto a quella prevista dalla norma.

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