Novembre 2020

SALUTE

COVID: RECLUSA IN CASA E SENZA AIUTI

Fino a ieri volontaria oggi senza supporto: "chi tutela i miei congiunti?"

salute, sanità

"Sono una volontaria e da anni mi occupo di persone in difficoltà - ci spiega una nostra lettrice che si rivolge alla nostra testata come ultimo tentativo - e, nonostante la pandemia in atto, prendendo le dovute precauzioni anche in questi mesi ho fatto assistenza, in particolare a una signora anziana che a fine ottobre è risultata positiva al COVID-19. Alla signora facevo un’iniezione ogni giorno e un po’ di compagnia. In questo quadro d’allarme, la signora è stata ricoverata in ospedale per correlati problemi cardiaci e tutte le persone a lei vicine, come la badante diurna e quella notturna,  sono risultate positive e, seppur asintomatica, anche io. Il mio medico di famiglia è stato molto disponibile e previdente e venuto a conoscenza della situazione, mi ha subito fatto fare il tampone, ripetuto poi giovedì scorso, a distanza di dieci giorni. Quello che voglio segnalare è che io vivo in un appartamento di pochi metri quadrati con mia figlia e due nipoti, che sono ancora in attesa di un tampone, per la negligenza del medico di mia figlia che ora non risponde al telefono. Nonostante non si disponga di grandi risorse economiche mia figlia ha provato anche a fare il tampone a pagamento, ma ha trovato il ‘centro’ chiuso; si è rivolta di nuovo al suo medico curante che, nonostante fosse stato avvisato della situazione di rischio le ha detto prima di aspettare il risultato del mio tampone, poi che non aveva il ricettario e poi che se ne sarebbe occupata la sua segretaria. Mia figlia ha altre patologie, sta facendo una quarantena cautelativa, e mostra i primi sintomi,  ma noi non abbiamo chi ci fa la spesa e siamo in difficoltà per i bambini in casa. I vicini evitano ogni minimo gesto d’aiuto: essere contagiati è un evento casuale, ma per l'impatto su chi ti circonda è devastante, è come se ci si ritrovasse ad essere degli assassini. Dire queste cose fa male perché dopo aver fatto la volontaria per una vita, trovarsi dall’altra parte è disarmante, in quanto  priva di un minimo sostegno; ma passato questo momento tornerò a farlo, perché è quello che sento e che più mi gratifica. In tutto questo marasma, l’unica cosa positiva riguarda i rifiuti, per come gestirli siamo stati subito contattati ma, torno a ribadire, non si può dire lo stesso per chi rappresenta la sanità."

07_11_20

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