Dicembre 2020

EVENTI E MANIFESTAZIONI

COTILIA GREEN LANCIA 'LE PASSEGGIATE NELLE LEGGENDE'

turismo

Onorati di sapere che anche attraverso rubriche come la 'Rieti Misteriosa', che da circa sei anni ripropone leggende e storie della tradizione orale legate al nostro territorio, rinasca attenzione per argomenti proposti o per particolari zone della nostra provincia. Sta accadendo in modo particolare per i Templari (protagonisti di molte nostre puntate). Siamo quindi ben lieti che qualcuno, così come avviene in altre province d'Italia, partendo da tali racconti riesca ad incentivare turismo. E' quanto ci racconta l'associazione culturale e artistica Cotilia Green.

"Crediamo che sia tempo del rispetto per la natura, della riscoperta dei valori delle piccole cose e della rivalutazione dei borghi più antichi di grande pregio del nostro territorio posto nel cuore d’Italia. Questo lo spirito della missione che guida il progetto itinerante denominato “Le passeggiate delle leggende” che dalla prossima primavera avranno inizio partendo dall’antico borgo di Castel Sant’Angelo, comune nella provincia di Rieti. Il progetto itinerante e’ stato ideato dall’associazione culturale e Artistica no-Profit Cotilia Green in collaborazione con la Proloco e il Comune di Castel Sant’Angelo .

Il progetto si  pone l’obiettivo di illustrare e far conoscere  alcune tra le più suggestive leggende tramandate verbalmente negli anni, l’intento e’di farlo attraverso la creazione di mappe, ambientazioni e personaggi disegnati legati ai luoghi ancora oggi esistenti che racchiudono tracce stratificate di epoche lontane, con lo scopo di mettere a disposizione il materiale raccolto al pubblico. Alla base del progetto c’è una attenta interpretazione dei racconti locali e una meticolosa ricerca di elementi architettonici, decorativi e naturalistici che possono aver contribuito ad alimentarli e a tramandarli nel tempo.

Una caccia al tesoro durante la quale ogni indizio trovato e’ un colpo di fortuna e ispirazione che ci spinge oltre.

Non cerchiamo prove inconfutabili dell’esistenza reale di fatti e personaggi, non perseguiamo neanche scopi scientifici  ma vorremmo dare voce e forza a quei racconti straordinari che attraversando secoli sono arrivati a noi.

Il progetto “ Le passeggiate delle leggende” in Castel Sant’Angelo, getta le basi per scoprire angoli fiabeschi sotto una nuova luce.

Passeggiate all’insegna della lentezza che non saranno da intendere come visite guidate ma iniziative culturali e artistiche per la valorizzazione del patrimonio locale immateriale.

Crediamo che in ogni leggenda ci sia un po’ di verità legata alla storia, essenza delle nostre radici e della nostra identità, crediamo anche che non si debba perdere la capacità di sognare, coltivare la fantasia per tenere vivo il battito cardiaco di un territorio , come i nostri nonni sapevano sapientemente fare. 

Il nostro viaggio nel tempo inizia dalla leggenda della spada nella roccia al Terminillo. Un racconto recente, divenuto  leggenda intorno agli anni settanta, abbiamo cercato di interpretarlo attentamente e piano piano ci ha portato per mano verso ancor più remoti aneddoti forse legati tra loro .

Offriamo qui brevi cenni e alcune immagini del progetto integrale sperando di lanciare i presupposti per incuriosire e stimolare il pubblico ad una nuova lettura di luoghi straordinari. 

La leggenda e’ ambientata il 21 Dicembre del 1307, giorno del  *solstizio d’inverno in cui cinque cavalieri templari si accamparono sul monte Terminillo, confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Erano in fuga dalla persecuzione di Filippo IV di Francia detto il bello che voleva catturare e annientare tutti i cavalieri dell’ordine religioso templare fondato nel 1119 in terra santa a difesa dei luoghi sacri e dei pellegrini e che custodiva grandi tesori e molti segreti tra i quali quello della conoscenza.

L’ordine templare era divenuto  scomodo perché troppo potente economicamente e militarmente. L’ordine era religioso, cavalleresco, cristiano, medievale. I cavalieri si definivano poveri compagni d’armi di cristo e del tempio di Salomone, la croce templare era il loro simbolo per eccellenza. Non una croce qualsiasi ma disegnata con particolarità proporzionali e geometriche.

Così nel giorno del sole nascente al solstizio d’inverno i cinque cavalieri templari sul monte Terminillo guidati da Guy de là Roche decisero di separarsi sciogliendo il giuramento,  abbandonando le loro vesti e prendendo direzioni diverse verso una nuova rinascita.

La spada fu infissa nella roccia e loro giurarono di non rivelare mai la propria identità.  

Il primo cavaliere si diresse verso il Santuario della Foresta a Rieti, il secondo verso Cittaducale, il terzo verso Castel Sant’Angelo, il quarto verso Borgovelino, il quinto verso Micigliano.

La leggenda narra che ancora oggi lo spirito dei cinque cavalieri il 21 Dicembre aleggi intorno alla spada luogo dei cinque confini amministrativi dei comuni e che sfiorare  la spada senza toccarla rechi fortuna e sia di buon auspicio.

E’ noto che i cavalieri templari lasciassero messaggi arcani al loro passaggio che solo chi fosse stato in grado di individuare ne  avrebbe compreso il significato.

Nel mondo medievale  i simboli non costituivano semplici raffigurazioni astratte e decorative . Spesso la simbologia era complessa e in correlazione con i siti su cui erano posti, rocche, monasteri, castelli, magioni, anch’esse edificate, articolate e orientate secondo schemi geometrici ben precisi. 

Castel Sant’Angelo luogo nel  quale inizieremo le Passeggiate delle leggende e’ legato al racconto della spada nella roccia per essere stato uno dei cinque luoghi prescelto in cui si rifugiò un templare del gruppo mischiandosi alla popolazione.

La leggenda narra che Castel Sant’Angelo fosse stato  nell’alto medioevo un castello fortezza con ben dieci torri, oggi i suoi suggestivi vicoli sono ancora ricchi di fregi, affreschi, piccoli bassorilievi nella pietra che invitano ad una lettura più attenta …ma ciò che ha attirato di più la nostra attenzione e’ stato lo spazio all’interno di un edificio sacro di cui ci ha narrato un anziano signore del posto Quel luogo veniva  chiamato “sala dei cavalieri”, i racconti ci narrano di confraternite che l’hanno abitata in tempi remoti e gli stemmi affrescati ci riportano ai simboli dei re di Gerusalemme e proprio da qui partiranno le nuove leggende di cui vi abbiamo dato un accenno.

Andando  avanti si può incappare in straordinari elmi dipinti a gruppi di tre. Proseguiamo nella via della rupe Tarpea dalla quale, narra la leggenda venivano gettati i traditori. La via  ci conduce dritti sotto la torre più alta alla quale si accedeva da passaggi sotterranei …ma anche la sala dei cavalieri aveva passaggi sotterranei, e proprio nei sotterranei si dice fosse nascosto un grande tesoro. L’angelo d’oro da cui prendeva nome il castello.

Gli scenari sono straordinari, la visione dalla torre più alta e’ immensa, possiamo scorgere  monte Giano,  si riescono a vedere Borgovelino e le varie frazioni fino alla piana di San Vittorino. L’affaccio e’ sulla via del sale, punto di difesa strategico per quell’epoca …ma questa e’ un'altra leggenda.

Il nostro lavoro di ricerca, studio, creazione di tavole illustrate a mano e organizzazione di percorsi assolutamente nuovi e originali   sta proseguendo nell’intento di valorizzare al meglio i racconti, gli aneddoti, le leggende del nostro territorio cercando di dare un senso e lasciare un segno del nostro passaggio".

 

 

*Solstitium e’ una  parola latina il cui significato sancisce il passaggio dall’autunno all’inverno, simbolicamente momento in cui il sole si ferma e vince sulle tenebre perché da quel momento le ore di luce tornano a crescere. E’ lo spettacolo del sole nascente al solstizio d’inverno, momento al quale hanno dato grande importanza antiche civiltà’ come quella egizia o della Roma imperiale e fino al medioevo. Intere città e costruzioni venivano orientate in base agli allineamenti delle costellazioni e ai solstizi. Si credeva ci fosse uno stretto rapporto tra la luce solare e la vita terrena delle varie civiltà. Argomento ancora oggi oggetto di studio.

 

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