Marzo 2019

COSTINI “NO ALL'EDUCAZIONE DELLE MIGRANTI, SI PENSI AL DILAGARE DELLA DROGA TRA I NOSTRI GIOVANI”

società

Un'iniziativa, promossa dalla Asl di Rieti, ha creato qualche malumore all’interno delle mura cittadine.

Il percorso incriminato, dal titolo “Women Take Care” si prefigge di promuovere nelle donne, provenienti da altre parti del mondo, una più approfondita conoscenza del proprio corpo nelle sue dimensioni anatomico/fisiologiche ed emotive. Conoscenza non sempre possibile o facilitata per cultura e condizione. 
La prima parte sarà dedicata a educazione alla contraccezione e sulla fisiologia della donna al fine di prevenire la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate. La seconda sezione focalizzerà l’attenzione sul momento del parto, sull'allattamento esclusivo e su elementi di puericultura per promuovere buone pratiche di cura del neonato dopo la nascita.

La bontà dell’iniziativa, in collaborazione con la cooperativa sociale Il Volo, che gestisce il progetto Centro di Accoglienza Straordinaria della Prefettura di Rieti, risulta essere lodevole e sintomo di un ritmo al passo con i tempi, a dispetto di ciò che spesso viene imputato alla nostra provincia. Il progetto non ha riscosso però le simpatie di Area Rieti nella figura di Chicco Costini, che, nella giornata di ieri ha commentato: “Un adolescente su 3 utilizza nel Lazio sostanze stupefacenti di vario tipo, il 13% ne fa un uso continuato. Questi sono i dati drammatici dell’ultimo report del la Regione Lazio. Dati che dimostrano come il fenomeno della tossicodipendenza torni ad essere un’emergenza nelle nostre città, acuita dalla presenza di sostanze in alcuni casi sconosciute, dagli effetti devastanti, tali da incidere sullo sviluppo dei nostri giovani, per la maggioranza dei quali l’unica cultura che sembra avere ancora senso pare essere quella dello sballo a tutti i costi. (…) Il rischio vero è quello di perdere una generazione, già privata di un futuro per la crisi economica, destinata a diventare schiava di trafficanti di morte senza scrupoli. Per questo chiediamo che le istituzioni si muovano con determinazione, non solo sul fronte della repressione, importante ma non sufficiente, ma soprattutto su quello della prevenzione. La Asl di Rieti invece di organizzare inutili corsi sulla conoscenza del proprio corpo per migranti, si occupi di informare i nostri ragazzi dei reali effetti che quelle sostanze, vendute oramai a quattro soldi davanti alle scuole, possono provocare sul loro presente e futuro. Sarebbero senza altro soldi spesi meglio.”

La condanna del doppio torna, tanto nella realtà nazionale quanto in quella locale. Esempi all’ordine del giorno vedono paragonare situazioni assai distanti tra di loro ma in relazione dallo stesso minimo comun denominatore: due questioni di disagio, dove l’una sottrae all’altra.

In molti ritengono infatti che il lavoro auspicato da Costini possa procedere parallelo ad un percorso di vera e reale integrazione, ovvero che ‘Woman Take Care’ non inibisca in alcun modo il recupero dei presenti e futuri tali tossicodipendenti. Perché non realizzare entrambe le iniziative di ammirevole caratura?

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