a cura di Luigi Ricci

Febbraio 2018

BASKET

COSE D'EGITTO

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Anche se il PalaSojourner non s’è trasformato nel deserto flagellato dalle dieci piaghe bibliche inviate da Dio per convincere il faraone a lasciar andare liberi Mosè e gli ebrei, qualche problemino c’è stato di recente e qualcuno ha dovuto comunque affrontare l’esodo. L’ultimo, prima del rincuorante successo su Latina, è stato Norman Hassan, pisano di origini egiziane dal quale ci si attendeva un rendimento il più vicino possibile a quello di Andrea Cempini, suo illustre concittadino transitato a Rieti in passato. Sfortunatamente però sul parquet Hassan non è stato nemmeno pari al suo famosissimo antenato Tutankhamon. Infatti, invece di offrire prestazioni di tipo faraonico come tutti si aspettavano, si è rivelato poco incisivo, statico e più simile alla mummia del suo illustre predecessore ritrovata a Luxor nel 1922. In pratica il rendimento di Hassan è stato talmente negativo che, come nei numerosi film aventi come protagonisti le spoglie imbalsamate dei suoi avi vissuti sotto le piramidi, pure il loro giovane discendente, ancorché vivo, vegeto e per nulla bendato, è stato in qualche modo reso innocuo spedendolo altrove. Adesso però bisogna trovare un sostituto, ma si tratta di una ricerca non facile e da cui dipenderà il futuro della stagione. Purtroppo trovare in giro un valido rimpiazzo non è facile, anzi, restando in tema d’Egitto, si tratta di un enigma di ardua soluzione, simile a quello della Sfinge, leggendario mostro dalla testa di donna, il corpo da leone, la coda da serpente e le ali da rapace - tra l’altro, ad avercela sotto canestro, e chi oserebbe avvicinarsi? – ma soprattutto depositaria del più antico enigma della storia: Quale animale al mattino ha quattro zampe, a mezzogiorno due e la sera tre? Chi indovinava poteva sposare Giocasta, figlia del re di Tebe. Chi sbagliava veniva divorato dalla Sfinge.
Un giorno Edipo - Ma chi? Quello che suonava il basso in un complesso con Freud e Jung? Ma per favore! Non facciamo casino! Eh? - Dunque, dicevamo, Edipo passò di lì, ascoltò la domanda e rispose: “Eluomo: perché nell'infanzia cammina a quattro gambe, da adulto a due e da vecchio a tre appoggiandosi al bastone”.
A quel punto Mike Bongiorno, che già esisteva, irruppe in scena urlando: “Allegriaaa!!! Abbiamo il nuovo campioneee! Purtroppo la Sfinge ci lascia dopo un secolooo! Sabina – non Rieti, la Ciuffiniper favore accompagna fuori la signora. Allora signor Èdipo, Edìpo o Edipò? Cosa mi dice in proposito la regia sullaccento, eh? Insomma, cosa farà col premio, eh?”.
Lascio il complesso e metto su un duo con la mia futura moglie Giocasta: ci chiameremo Edy & Jo”.
E la Sfinge nel frattempo che fine ha fatto? Mentre posava a Giza per i turisti pare abbia dichiarato: “Senti nì, a me dde Rieti nun me ne po frega dde meno, perché io so dda Làzzio! Aoh, ma nun le vedi le ali da aquilotto?”.
Sì, vabbè, ma il corpo da leone e la coda da serpente?
Ma stàtte zitto! Che se pìjo quer cacchio de chirurgo plastico moo magno! Che mo ‘nvece de sta a combàtte co li turisti stavo allIsola dei famosi! Mo però làssame pèrde e famme lavora. Nnnàmooo! Tre foto 10 euri... anticipati!”.

 

*: La Virtus, nata nel 1998 dalla fusione tra TNT Goliardica Basket Rieti e SantAntimo Basket, divenuta poi Nuova Sebastiani nel 2003, fu promossa in A2 nel 2004, 6 anni dopo.
**: Considerando quale sarebbe stato il destino del Rieti Basket Club, si può dire che tale invocazione restò inascoltata.
***: Almeno così parve, o si sperò, all’esordio in A dilettanti.

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