Ottobre 2017

ASPETTARE IL CAVALIERE PER ESSERE SALVATA?

Grazie, faccio da sola!

violenza

Come istruttore di difesa personale specializzata in corsi dedicate alle donne, sento spesso chiedermi se davvero una donna abbia la capacità di difendersi e se, addirittura, opporsi in qualche modo ad una aggressione possa essere controproducente, spingendo l’aggressore ad essere ancora più violento. Rispondo subito a questa domanda: no. Se l’aggressore vuole essere violento, lo farà comunque, lo ha già deciso. Quello che molte persone non prendono in considerazione è la casualità della scelta della vittima. Durante la mia formazione per diventare istruttore qualificato per tenere corsi per donne, ho avuto modo di parlare sia con funzionari di polizia che con altri istruttori con esperienza decennale alle spalle. Quello che tutti loro hanno confermato è che l’aggressore sceglie una vittima in base alla facilità con cui questa possa essere sopraffatta. Mi spiego meglio: ad attrarre l’attenzione di un aggressore sono principalmente fattori come l’atteggiamento della donna, il fatto che sia distratta da altro mentre cammina, magari parla al telefono e non presta attenzione a quello che le succede intorno. A convincere l’aggressore della “buona scelta” della sua preda conta moltissimo il fatto che la vittima opponga poca o zero resistenza.

Una donna che urla, che si dimena, che lotta, è una donna che dimostra di non essere disposta a venire sopraffatta senza opporsi con tutte le proprie forze; è una donna che rende il compito difficile, che richiama l’attenzione e che, in definitiva, rende complicato il “lavoro” dell’aggressore che, nella maggior parte dei casi, se ne va e cerca una nuova e più facile preda. Quello che purtroppo sfugge a molte persone è che non c’è bisogno di vivere in chissà quale malfamata parte del mondo per potersi un giorno trovare nella situazione di doversi difendere e non diventare la preda di qualcuno. Questo ovviamente riguarda da vicino le categorie di popolazione più deboli, come le donne ed i bambini, ma non solo. Per quanto a tutti piaccia pensare di essere in grado di fronteggiare una persona con cattive intenzioni, la brutalità di una reale aggressione è qualcosa che fortunatamente la maggior parte di noi non dovrà mai scoprire. Negli ultimi anni però si sta delineando un trend sempre più allarmante: donne aggredite con sempre maggiore frequenza, bambini vittime di bullismo anche nelle classi elementari o medie, giovani che, sotto l’influsso di alcool o droghe, perdono qualunque contatto con la realtà e si scoprono capaci di qualunque cosa. In questi casi, essere in grado di riconoscere situazioni potenzialmente pericolose edevitarleoessere ingrado di reagire quando necessario, è tutto quello che può fare la differenza tra finire in ospedale o tornare a casa. Perché la violenza non piace a nessuno, ma in alcune situazioni, riuscire ad attingere alla propria aggressività ed usarla nel modo migliore possibile, è l’unica scelta a nostradisposizione. Semai c’è statoun momento incui lasciaredaparte l’idea del cavaliere che salva la principessa, quel momento è adesso. E’ adesso il momento di rimboccarsi le maniche e dare due calci nel sedere al drago, senza aspettare nessuno.

Donatella Vecchi, Istruttore difesa personale riconosciuta da International Krav Maga Federation - Specializzata settore Donne e Bambini

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